Sei qui: Home » Fotografia » L’educazione sentimentale di Cercas negli scatti di Daniel Mordzinski

L’educazione sentimentale di Cercas negli scatti di Daniel Mordzinski

DAL NOSTRO INVIATO A PORDENONE – ''Dedica'', rassegna letteraria che si svolge a Pordenone fino al 23 marzo 2013, c'è anche un momento importante riservato alla fotografia con ''Tan Lejos Tan Cercas''...
“Così lontano così vicino”, un’esposizione fotografica celebra la poetica di Javier Cercas

PORDENONE – A “Dedica”, rassegna letteraria che si svolge a Pordenone fino al 23 marzo 2013, c’è anche un momento importante riservato alla fotografia con “Tan Lejos Tan Cercas”, un gioco di parole che, tradotto, suona come “Cosi lontano cosi vicino”: è la geografia sentimentale che Daniel Mordzinski, “fotografo degli scrittori”,  ha riservato a Javier Cercas.

L’ESPOSIZIONE FOTOGRAFICA – La mostra si articola in tre sezioni, nella prima si racconta il percorso di formazione dello scrittore spagnolo da Marquez a Mario Vargas Llosa per passare poi alla descrizione della sua città di adozione, Gerona e del mondo dei suoi affetti familiari: la madre Bianca, la moglie Mercè Mas Framis e il figlio Ràul, infine ci sono i luoghi dei suoi romanzi, tra cui anche la radura di Collell, luogo chiave del romanzo “I soldati di Salamina”e gli scenari dell’ultimo libro in uscita in aprile “Le leggi della frontiera”.

DANIEL MORDZINSKI
– Daniel Mordzinski ha ritratto centinaio di autori e anche se ricorda benissimo il numero non vuole svelarlo, perché : “Non si possono tradurre in cifre le parole – dice – e la letteratura non è un numero, ma è un orizzonte.” L’inizio è stato a Buenos Aires negli anni ’70,  un periodo buio e difficile per l’Argentina, ma il ventenne Mordzinski trova la sua luce nei romanzi di avventura e nell’intuizione che attraverso la fotografia poteva entrare nei luoghi, nelle abitudini, quasi nei pensieri degli scrittori. E si trasferisce a Parigi. A 53 anni, oggi, si dichiara ancora pronto a nuove avventure, come quella di “Dedica”. “E’ la prima volta – dice infatti- che posso dare un volto alla geografia letteraria di uno scrittore”, uno scrittore con il quale si è creato un rapporto di amicizia e di complicità, perché, infine, quello che sta a cuore al fotografo argentino è stare bene e saper godere delle cose belle. E in effetti l’aria familiare si respira nella conversazione leggera e scherzosa tra Cercas, Mordzinski e Arpaia e nelle foto, soprattutto quelle dedicate a Gerona e al mondo di Cercas, fatto di affetti semplici e degli amici di un tempo, che ci sono ancora.  “Ma Mordzinski – dice lo scrittore spagnolo – sa essere anche pericoloso e solo cosi si può spiegare la foto in cui mi ritrovo a leggere Amleto in costume in una piscina rotonda.”

FOTOGRAFARE LA LETTERATURA – Intrecciato a questo c’è il mondo della letteratura e non è un caso che il primo scatto dell’amico fotografo argentino sia dedicato a Borges, il nume tutelare di Cercas, accanto al quale vi sono Gabriel Garcia Marquez, ritratto seduto di fianco in un grande letto matrimoniale e il mezzobusto di  Luis Sèpulveda  in posa da pugile; accanto agli autori sudamericani vi sono gli scrittori americani  – Cercas  ha insegnato all’Università dell’Illinois per un paio d’anni –  da Paul Auster e la sua sigaretta a un intenso bianco e nero di Susan Sontag, ma ci sono anche tanti scrittori italiani nel mondo letterario di Cercas e di Mordzinski da Antonio Tabacchi fotografato a Parigi a Pino Cacucci, ritratto con un forcone a smistare il fieno, a Umberto Eco di fronte a uno specchio di un anonimo bagno pubblico, a Claudio Magris, la cui foto è inserita in un ovale giallo a molti altri. Ma per un autore come Cercas che definisce racconti reali e non finzioni le sue storie, fondamentale è il mondo reale, che per lui è quello degli affetti semplici, della sua famiglia, dei suoi amici di Girona che tutti insieme costituiscono il suo lato intimo e prezioso. Ed è questo il lato che di ogni scrittore vuole cogliere il fotografo argentino, la traccia autentica delle loro opere perché altrimenti sarebbe soltanto “ solleticare la loro naturale vanità”. Con Cercas la ricerca dell’ autenticità, vedendo gli scatti del viaggio Gerona- Barcellona con gli amici “cento giorni fa” , è senza dubbio riuscita.

Alessandra Pavan

11 marzo 2013

© Riproduzione Riservata
Commenti
Precedente

Hanna Rosin, ”Nel mio libro spiego come le dinamiche di potere tra uomo e donna siano cambiate”

I valori estetici della femminilità celebrati dalla fotografia di Giovanni Gastel

Successivo

Lascia un commento