FOTOGRAFIA - La mostra a Villa Panza

Le fotografie del regista Wim Wenders in mostra a Varese

Il FAI (Fondo Ambiente Italiano) presenta a Villa Panza a Varese “Wim Weders. America“, una mostra fotografica dedicata al grande regista e fotografo, maestro del Nuovo Cinema Tedesco...

Il nomade, l’europeo in viaggio, l’artigiano della luce: Wim Wenders racconta nei suoi film e nelle sue fotografie storie di paesaggi con uno sguardo acuto e profondo teso alla contemplazione dell’immensità della natura e della potenza della luce

 

MILANO – Il FAI (Fondo Ambiente Italiano) presenta a Villa Panza a Varese “Wim Weders. America“, una mostra fotografica dedicata al grande regista e fotografo, maestro del Nuovo Cinema Tedesco. Le opere, in mostra dal 16 gennaio al 29 marzo 2015, sono state realizzate negli Stati Uniti tra la fine degli anni Settanta e il 2003.

 

REGISTA E FOTOGRAFO – Il grande regista, conosciuto dal grande pubblico per aver diretto le pellicole “Lo stato delle cose”, “Paris, Texas” e “Il cielo sopra Berlino”, che gli sono valsi numerosi riconoscimenti di carattere internazionale, lo riscopriamo anche fotografo.  Un europeo in America: il regista tedesco, nella sua lunga carriera, ha girato sempre il mondo alla ricerca di grandi storie, dalla Germania spezzata di “il cielo sopra Berlino” fino alla musica trascinante di Cuba in “Buena Vista Social Club”. Ma ha avuto sempre un occhio di riguardo per gli Stati Uniti, immortalati in film indimenticabili come “Paris, Texas” o “Hammet – Indagine a Chinatown”, fino ai titoli più recenti come “La terra dell’abbondanza”. Wenders che oggi vive parte della sua vita negli Stati Uniti, ha sempre portato con sé, nei viaggi alla ricerca dei set ideali per i suoi film, una macchina fotografica. E così, per caso, la sua carriera di artista dello scatto è cresciuta pari passo a quella di celebrato maestro del cinema mondiale. Sono molte le dinamiche che convergono nella costruzione dell’inquadratura di Wenders, non ultima il bisogno di focalizzare il “centro” perché tutto quello che è fuori dal perimetro dell’obiettivo andrà perso, come d’altronde la sua esigenza di puntare sempre a una resa dell’immagine perfetta.

 

LE OPERE – L’allestimento segue un percorso cronologico e tematico alla scoperta della personale lettura dell’America di Wim Wenders. L’intera mostra è un omaggio all’amico Dennis Hopper e a Edward Hopper (1882-1967), suo riferimento artistico. Il negozio vuoto di Las Vegas in Entire Family, il Drive – in a Marfa, il supermarket di Safeway in Texas, l’architettura avveniristica del palazzo di Houston in Entrance, e tanti altri scatti cercano di immortalare un’umanità transitata altrove, sottraendola allo scorrere del tempo; mentre in Cowboy Bar, esposto per la prima volta, in Western World Development e in Near Four Corners, risulta evidente la funzione letteraria e narrativa dell’immagine. Il percorso si conclude nelle Scuderie di Villa Panza con l’opera in cinque ‘atti’ New York, November 8, 2001 dedicata a Ground Zero: una preghiera forte e commovente che conduce lo spettatore alla riflessione sulla violenza e sul dramma collettivo.

 

23 gennaio 2015

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