Le comunità gitane dell’Est Europa raccontate attraverso la fotografia d’autore di Josef Koudelka

E' stata aperta al pubblico, presso la Fondazione Forma a Milano, la mostra ''Zingari'' di Josef Koudelka, dedicata allo straordinario lavoro documentario sulle comunità gitane dell'Est Europa condotto dal grande fotografo ceco negli anni Sessanta. In prima mondiale, vengono presentati i 109 scatti che compongono il libro dal medesimo titolo edito da Contrasto lo scorso anno, stampati appositamente per questa esposizione con la supervisione dell'autore...

Inaugurata presso la Fondazione Forma la mostra “Zingari” dedicata al repertorio del celebre fotografo ceco

 

 

MILANO – Raccontare la quotidianità delle comunità zingare attraverso scatti d’autore. E’ stata aperta al pubblico, presso la Fondazione Forma a Milano, la mostra “Zingari” di Josef Koudelka, dedicata allo straordinario lavoro documentario sulle comunità gitane dell’Est Europa condotto dal grande fotografo ceco negli anni Sessanta. In prima mondiale, vengono presentati i 109 scatti che compongono il libro dal medesimo titolo edito da Contrasto lo scorso anno, stampati appositamente per questa esposizione con la supervisione dell’autore.

 

LA STORIA DEL LIBRO – Lunga è stata l’attesa di questo volume dalla storia tormentata: “Cikáni” (“Zingari” in ceco) era pronto per essere dato alle stampe in Cecoslovacchia già nel 1970. Proprio quell’anno però, il fotografo lasciò il suo Paese in cerca di asilo politico, e il testo non venne pubblicato. Una volta arrivato a Parigi, l’autore realizzò con l’editore Robert Delpire una versione ridotta del libro, contenente sessanta fotografie scattate prevalentemente nei campi gitani in Slovacchia tra 1962 e 1968, uscita in Francia nel 1975 e successivamente negli Stati Uniti. L’edizione di Contrasto è la prima che riprende fedelmente il menabò originale del volume e addirittura lo amplia, includendo l’intero repertorio delle immagini immortalate tra ex Cecoslovacchia,  Romania, Ungheria, Francia e Spagna dal 1962 al 1971, oggi presentate alla Fondazione Forma.

 

LA MOSTRA – Le fotografie esposte alla mostra sono un documento di straordinario valore dell’irripetibile talento di Koudelka: il suo sguardo, testimoniando scene di vita quotidiana delle comunità zingare, sa cogliere l’istante fuggevole ed esatto in cui la composizione formale dell’immagine raggiunge la sua perfezione. Momenti di ritualità collettiva, di celebrazioni festive, o anche di gioco e intimità famigliare vengono così catturati in un grande affresco teatrale e consegnati alla dimensione, fuori dallo scorrere del tempo, dell’arte.

 

IL PIÙ GRANDE FOTOGRAFO VIVENTE – Questo repertorio, diventato un vero e proprio oggetto di culto nel mondo della fotografia, tratteggia a note malinconiche il tramonto di un’era e il volgere al termine di una lunga migrazione: quella dei rom, gli zingari di Koudelka, attraverso tutta l’Europa. Continua invece a brillare l’astro dell’autore, considerato a ragione, come l’esposizione conferma, tra i maggiori fotografi viventi, forse il più grande.

 

22 giugno 2012

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