Il tema del ritratto di gruppo negli scatti di Agnes Prammer

Da oggi fino al 28 marzo, la Galleria Montrasio Arte a Milano, nell'Harlem Room, ospita la mostra ''Human Atlas'' di Agnes Prammer (Vienna, 1984), con il patrocinio del Forum Austriaco di Cultura (Milano). Agnes Prammer è nata a Vienna nel 1984. Studia fotografia e design della comunicazione a Vienna...

‘Human Atlas’ di Agnes Prammer in mostra fino al 28 marzo 2014 a Milano presso la Galleria Montrasio Arte

 

MILANO – Da oggi fino al 28 marzo, la Galleria Montrasio Arte a Milano, nell’Harlem Room, ospita la mostra ‘Human Atlas’ di Agnes Prammer (Vienna, 1984), con il patrocinio del Forum Austriaco di Cultura (Milano). Agnes Prammer è nata a Vienna nel 1984. Studia fotografia e design della comunicazione a Vienna. Lavora come assistente fotografo a New York, Denver e St. Louis. Al suo rientro in Europa, studia arte all’Accademia di Belle Arti di Vienna e a Londra presso la Slade School of Fine Art. Ha ricevuto numerosi premi, tra i quali il Printed Matter Award di New York.

 

I TEMI E LA TECNICA – I lavori di Agnes Prammer sono caratterizzati da un intenso interesse per il linguaggio che si manifesta con l’uso di antiche tecniche fotografiche e con la realizzazione di libri d’artista. La sua indagine affronta diverse tematiche, quali la religione, i rituali, la cultura dei giovani, la rappresentazione delle donne, la morte, la natura, la globalizzazione e il tempo. Questo interesse la porta a spaziare dalla sociologia visuale, al ritratto fotografico, con la messa in scena di una documentazione fotografica accreditata dalla storia.

IN MOSTRA – Nella mostra ‘Human Atlas’, Prammer, insieme a più stampe fotografiche e a due libri d’artista, espone alcuni esemplari di ferrotipi e ambrotipi (fotografie su vetro o metallo, realizzati con una tecnica del XIX secolo, chiamata wetplate photography). I lavori in mostra appartengono a tre diverse serie, realizzate in altrettanti momenti: in Missuri nel 2008, a Vienna nel 2011, a Vienna e Salisburgo nel 2013.

FERROTIPIA – Il tema comune è il ritratto di gruppo. Prammer predilige ritrarre giovani teenagers e concentrarsi sulla posa dei suoi modelli. La tecnica della ferrotipia, prevedendo tempi di esposizione molto lunghi, rompe con gli usuali parametri della fotografia moderna, votata all’istantanea e alla moltiplicazione dell’immagine. Con l’uso dell’antica tecnica, invece, si hanno immagini uniche, non replicabili, e le persone ritratte sono costrette a rimanere in posa per un tempo prolungato, rendendo imprevedibile l’esito finale. Prammer in questo modo crea uno spazio dove sono possibili immagini altre. L’esposizione è testimoniata da un prezioso volume a fisarmonica, tirato in 120 esemplari, numerati e firmati. L’impaginazione, ideata dall’artista, consente di esemplificare la sua sensibilità creativa, senza trascurare la documentazione della opere esposte.

 

29 gennaio 2014

 

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