David Lynch fotografo. I ritratti di un’epoca industriale in rovina

''Amo le industrie, le ciminiere, i fluidi e il fumo. Amo le cose fatte dagli uomini. Mi piace vedere gli uomini che lavorano duramente, il fango e i rifiuti prodotti dall'attività umana''. Chiunque conosca David Lynch e il suo enigmatico linguaggio visuale, riconoscerà delle analogie tra le sue parole, le scene dei suoi film e la serie di fotografie in mostra...

La mostra “David Lynch: The Factory Photographs”, allestita alla Photographers’ Gallery di Londra fino al 30 marzo, porta per la prima volta in Europa il lavoro fotografico del famoso regista americano

MILANO – “Amo le industrie, le ciminiere, i fluidi e il fumo. Amo le cose fatte dagli uomini. Mi piace vedere gli uomini che lavorano duramente, il fango e i rifiuti prodotti dall’attività umana”. Chiunque conosca David Lynch e il suo enigmatico linguaggio visuale, riconoscerà delle analogie tra le sue parole, le scene dei suoi film e la serie di fotografie in mostra alla Photographers’ Gallery di Londra. L’esposizione “David Lynch: The Factory Photographs”, curata da Petra Giloy-Hirtz, sarà visitabile fino al 30 marzo.

I PAESAGGI INDUSTRIALI DI LYNCH – Con scatti in bianco e nero di interni ed esterni industriali e relitti di vecchie fabbriche, l’esposizione trasuda uno stile cinematografico, attraverso immagini dalle atmosfere dark e meditabonde. Inizialmente Lynch, conosciuto al mondo proprio come regista cinematografico, ha scattato queste fotografie mentre andava in cerca di location per le sue riprese e molte delle immagini in mostra sembrano possedere un potenziale innato per offrire la perfetta ambientazione di una storia. L’industrializzazione è un tema ricorrente nei lavori di Lynch. In film come “Eraserhead – La mente che cancella” (1977), “The Elephnat Man” (1980) e “Dune” (1980), ambientazioni meccaniche e “paesaggi sonori” industriali dominano sullo sfondo delle storie.

RELITTI DI UN’EPOCA PASSATA – Scattate in varie località, tra cui Germania, Polonia, New York, New Jersey e Regno Unito, le fotografie immortalano i paesaggi labirintici, i detriti e la decadenza di queste fabbriche dimenticate, grandiose strutture create dall’uomo, cattedrali fantasma di un’epoca industriale ormai passata, su cui la forza della natura sta riprendendo il sopravvento. La mostra è la prima in Europa a presentare questo progetto fotografico.
Oltre alle 80 immagini scattate tra il 1980 e il 2000, l’esposizione comprende anche una delle installazioni sonore di Lynch.
Esiste inoltre un catalogo illustrato “David Lynch: The Factory Photographs”, pubblicato da Prestel.

IMMAGINI CHE TRASPORTANO IN NUOVI MONDI – “Mi piace esplorare mondi strani”, ha commentato David Lynch a proposito di queste immagini. “Accadono molte più cose quando ti apri al lavoro e reagisci agli stimoli che ti arrivano. Ogni lavoro ti ‘parla’, e se lo ascolti ti porterà in luoghi di cui non hai neppure mai sognato l’esistenza”.  

3 marzo 2014

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