Sguardi indiani

Cuore d’Oriente, l’inedito sguardo della fotografa Sonja Quarone sull’India

Fino al 23 luglio presso La Triennale di Milano nello Spazio Material ConneXion è possibile visitare la mostra ''Sonia Quarone. Cuore d’Oriente'', personale della fotografa lombarda che per il suo ultimo progetto...

In mostra fino al 23 luglio alla Triennale di Milano, nello Spazio Material ConneXion, Cuore d’Oriente, ovvero l’India catturata dall’obiettivo di Sonja Quarone. Lo sguardo della Quarone si posa sulle Architetture e i Paesaggi, sulle emozioni e sulle persone di quei luoghi, donandoci nuove visioni ricche di dettagli inediti

MILANO – Fino al 23 luglio presso La Triennale di Milano nello Spazio Material ConneXion è possibile visitare la mostra ”Sonia Quarone. Cuore d’Oriente”, personale della fotografa lombarda che per il suo ultimo progetto, si è spinta fino in India per raccontare la sua personale storia per immagini.

LA MOSTRA – La rassegna, a cura di Fortunato D’Amico è articolata in tre sezioni: Architecture & Landscape, Design (E) Motion, People, e attraverso 50 scatti offre un approfondito e personale quadro dell’India visto con gli occhi dell’artista. Il progetto nasce dalla considerazione che il sistema del “primo mondo”, nato dalla rivoluzione industriale e dal benessere edificato sul consumismo, sia entrato in crisi ed è alla ricerca di soluzioni per nuove integrazioni tra culture, attività e economie sociali, perdute durante la secolarizzazione industriale. L’artista tramite la messa a fuoco di alcuni elementi e un’accurata elaborazione digitale, mette in risalto precisi dettagli dell’inquadratura; lo si nota soprattutto nelle architetture e nei volti di donne, uomini e bambini, dove le immagini sfocate conservano nitidi alcuni dettagli degli edifici e dei tratti significativi come sguardi, espressioni della bocca e gesti delle mani. L’assenza degli sfondi sostituiti da tenui tonalità monocrome crea un effetto scenografico che isola il soggetto dalla realtà circostante e ne fa risaltare il significato. Negli scatti di Sonja Quarone si avverte il pensiero relativo alla società indiana di oggi che sebbene sia caratterizzata da un elevato grado di sincretismo e di pluralismo culturale è riuscita a preservare le proprie antiche tradizioni.

LE SEZIONI – Nelle sezioni “Architecture & Landscape”, “Design (E) Motion”, spiccano scatti in cui l’obiettivo coglie elementi molto diversi fra loro, come grattacieli accanto a vecchie case diroccate unite tra loro da un complesso gioco di geometrie creato dall’intreccio dei fili con i panni stesi; piazze in cui si affacciano antichi templi ricchi di storia accanto a edifici anonimi; strade con fabbricati moderni in cui il traffico automobilistico è associato a un carro trainato da buoi dalle corna dipinte di rosso e alberghi obsoleti davanti ai quali sostano un vecchio taxi e un cammello. Non solo foto, ma anche installazioni, come “Vie di fuga”, volti stampati su tessuto collocati sull’antica portantina in legno per elefanti finemente intarsiata; “Anime”, ritratti di persone di ogni età disposte nelle nicchie della libreria policroma, sul cui retro è collocata la serie “Nutrimento” con chioschi isolati su spiagge deserte e persone nell’atto di cibarsi.

NOTE BIOGRAFICHESonja Quarone, classe 1972, ha frequentato l’Accademia delle Belle Arti di Brera conoscendo in particolare l’artista concettuale Vincenzo Ferrari e il poeta visivo Ugo Carrega. Nelle opere della Quarone il corpo e i processi del cambiamento evolutivo rappresentano uno punto focale nella poetica dell’artista, che tra i ricordi dell’infanzia e i turbamenti della crescita, indaga gliambiti inquieti della sua personalità. Bambole, lingerie, peluches, maschere, ritagli di giornale, fotografie, oggetti recuperati negli archivi delle paure dismesse, diventano tracce per recuperare forme di commistione poetica assolutamente originali. La naturale predisposizione al viaggio, la curiosità e il desiderio di sapere, l’emozione della scoperta, la spingono a utilizzare la fotografia documentaria come strumento per esplorare regioni lontane dalla cultura occidentale, come appunto l’India.

17 luglio 2014

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