Come si realizza un ritratto in fotografia

La fotografia di ritratto è uno dei settori principe della fotografia. Come per i reportage, la storia della fotografia passa attraverso i ritratti. Da un punto di vista storico, la fotografia è nata con il ritratto. La necessità di raccontarsi della borghesia ha fatto sì che la fotografia si sviluppasse molto, proprio perché rappresentava la forza d’espressione di questa classe rispetto alla nobiltà...

Proseguiamo il nostro viaggio alla scoperta dei segreti del reportage con il fotografo Massimo Siragusa, che oggi ci spiega come si realizza un ritratto

 

La fotografia di ritratto è uno dei settori principe della fotografia. Come per i reportage, la storia della fotografia passa attraverso i ritratti. Da un punto di vista storico, la fotografia è nata con il ritratto. La necessità di raccontarsi della borghesia ha fatto sì che la fotografia si sviluppasse molto, proprio perché rappresentava la forza d’espressione di questa classe rispetto alla nobiltà, la quale si faceva raffigurare attraverso i dipinti e i quadri.
Attraverso una serie di ritratti, in passato si raccontavano gli avvenimenti di storia: immaginiamo per esempio il racconto della guerra di secessione americana, oppure la lotta per il dominio del territorio sui nativi indiani. Inoltre tutta la fotografia di ritratto sociale tedesca ed europea, fino ad arrivare ai giorni nostri, in cui ciò che succedeva veniva raccontato attraverso una serie di ritratti dei protagonisti.

Uno dei grandi maestri della fotografia di ritratto in tempi recenti è stato Richard Avedon: nel suo libro American West, c’è il ritratto di tutta l’America, rappresentati personaggi comuni tutti con un atteggiamento molto rigoroso. Una fotografa contemporanea che racconta la nostra epoca attraverso i ritratti, Rineke Dijkstra, ha realizzato uno straordinario lavoro sui giovani in Israele.

Per realizzare un ritratto, occorre seguire meno regole rispetto ad altre discipline della fotografia. L’unica regola è quella di creare empatia con il nostro soggetto. Ognuno può  avere un sistema per relazionarsi con il soggetto: parlare molto, fare foto girando attorno al soggetto. E’ l’unica regola, ma probabilmente la più difficile da seguire. Mi riferisco solo a fotografie di soggetti consapevoli di essere fotografati.

E’ possibile realizzare ritratti più semplici, in strada, raccontando un posto, un luogo, una città, un’atmosfera. Chiaramente questo è un misto tra ritratto e reportage, con il fotografo che non raggiunge la stessa complicità che può raggiungere con un soggetto consapevole. E’ un altro approccio, ma che toglie un po’ di forza al ritratto stresso.

Come obiettivi, per la realizzazione di un ritratto fotografico si utilizzano quelli normali o i mediotele, intorno ai 100 mm, anche se ci sono fotografi che hanno realizzato ritratti straordinari inserendo le persone all’interno di un contesto con obiettivi grandangolari. Il ritratto chiuso, con il volto della persona protagonista, è il regno del mediotele, dell’obiettivo che non deforma, riportando le proporzioni della figura.

Per un buon ritratto, occorre evitare di riprendere la figura dall’alto o dal basso. Occorre mettere l’obiettivo allo stesso livello degli occhi del soggetto che vogliamo rappresentare, in modo da mantenere una proporzione corretta. Molto belli sono quei ritratti in cui il soggetto viene inserito all’interno di un contesto preciso: c’è un fotografo di Magnum, Alec Soth, che ha realizzato un lavoro molto bello sul Mississippi, fatto con molte foto con ritratti di persone che insieme all’oggetto a cui sono affezionati o che li rappresenta.  Inserire degli elementi che permettono di raccontare meglio una persona, che lo rappresentano, può essere un modo efficace per raccontare la personalità di qualcuno.

7 luglio 2013

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