”Budapest-I luoghi di Perlasca”, la mostra fotografica dedicata all’eroe che salvò migliaia di ebrei dallo sterminio

Oltre 5000 gli ebrei salvati dal finto console Perlasca. La mostra fotografica ''Budapest-I luoghi di Perlasca'' del giornalista e fotoreporter Massimo Moscardi, sarà allestita dal 24 al 27 gennaio presso la Scuola Primaria Giorgio Perlasca di Anzano del Parco (Como). Sabato 26 gennaio 2013, alle soglie della Giornata della Memoria, alle ore 10.00, presso la stessa scuola Perlasca, si terrà una cerimonia dedicata al commerciante di Como che, grazie al suo coraggio, salvò migliaia di vite umane dallo sterminio nazista...
L’esposizione, allestita presso la Scuola Primaria Perlasca ad Anzano del Parco fino al 27 gennaio, in concomitanza alla Giornata della Memoria rende omaggio alla straordinaria figura di Giorgio Perlasca
 

MILANO – Oltre 5000 gli ebrei salvati dal finto console Perlasca. La mostra fotografica "Budapest-I luoghi di Perlasca" del giornalista e fotoreporter Massimo Moscardi, sarà allestita dal 24 al 27 gennaio presso la Scuola Primaria Giorgio Perlasca di Anzano del Parco, in provincia di Como. Sabato 26 gennaio 2013, alle soglie della Giornata della Memoria, presso la stessa Scuola Perlasca, si terrà una cerimonia dedicata al commerciante di Como che, grazie al suo coraggio, salvò migliaia di vite umane dallo sterminio nazista.

IL ”GIUSTO FRA LE NAZIONI” – Giorgio Perlasca, nato a Como nel 1910 e  scomparso nel 1992, viene ricordato come “Giusto fra le Nazioni” poichè, nell’inverno del 1944-1945, a Budapest, riuscì a salvare dallo sterminio nazista migliaia di ungheresi di religione ebraica inventandosi un ruolo, quello di Console spagnolo. Perlasca, mandato in Ungheria come incaricato d’affari con lo status di diplomatico nei paesi dell’Est per comprare carne per l’Esercito italiano, nelle vesti di diplomatico presso l’Ambasciata spagnola ebbe il coraggio di intreprendere una incredibile e pericolosa avventura: proteggere, salvare e sfamare migliaia di ungheresi di religione ebraica nascosti in “case protette” lungo il Danubio. La sua vicenda, tenuta segreta anche dallo stesso Perlasca dopo il ritorno in Italia, è stata resa nota proprio grazie a un gruppo di donne salvate dal finto console che si misero a cercarlo attraverso il giornale della Comunità ebraica di Budapest solo alla fine degli anni ’80. In Isreale, un albero che onora la sua grandezza è piantato nel ”Giardino dei Giusti”, sulle colline che circondano il Museo dello Yad Vashem, il principale museo dedicato alla memoria dell’Olocausto.

PERLASCA A BUDAPEST – L’esposizione consente di immergersi in un viaggio di memoria tra le vie della capitale ungherese, percorse dallo stesso Perlasca tra il 1944 e 1945. Le immagini scattate da Moscardi  per varietà e qualità spaziano tra targhe che ricordano il salvatore italiano di migliaia di ebrei nella Sinagoga di via Dohány di Budapest, nonchè al n.25 di Szent István Park (Parco Santo Stefano), il busto di Perlasca, posto davanti alla sede dell’Istituto Italiano di Cultura di Budapest, in via Bródy Sándor n.8. o luoghi che furono al centro della vicenda di Giorgio Perlasca, ad esempio l’Albergo Astoria che ospitava al sesto piano gli uffici della ditta Saib per la quale Perlasca lavorava, la sede dell’Ambasciata della Spagna (Eötvös utca 11) dove Perlasca si finse console per poter salvare gli ebrei di Budapest, ospitati in apposite ”case protette” dietro il rilascio di salvacondotti. Tra le foto esposte ritroviamo infatti anche alcune di queste ultime case, situate a Szent István Park 35; Pannónia utca 44., 48.; Balzac utca 25.,33 (all’epoca Légrády Károly utca).

L’ESPOSIZIONE FOTOGRAFICA
– La mostra comprende più di 50 fotografie, formato A4 a colori, realizzate a Budapest dal giornalista del Corriere di Como Moscardi in collaborazione con l’Istituto Italiano di Cultura di Budapest e la Fondazione Giorgio Perlasca. All’evento, organizzato nell’ambito dell’Anno Culturale Ungheria- Italia 2013 e in vicinanza alla data del 13º anno della SHOAH, Giorno della Memoria, parteciperanno, in presenza dell’autore, il Sindaco di Anzano del Parco, Rinaldo Meroni e il Console generale d’Ungheria di Milano, István Manno.

25 gennaio 2013

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