Berenice Abbott, la fotografa del cambiamento e del progresso

''La visione del ventesimo secolo è stata creata dalla fotografia, l'immagine ha quasi sostituito la parola come mezzo di comunicazione''. Con queste parole Berenice Abbott, grande interprete di questa arte, ha saputo cogliere l'essenza della fotografia e del suo rapporto con il reale come si è configurato nel secolo scorso...
Berenice Abbott è nota per i suoi ritratti, per la fotografia documentaria e per quella scientifica, oltre che come archivista del maestro francese Eugène Atget. Negli anni Trenta realizzò un grande progetto dedicato alla città di New York, immortalando le trasformazioni in atto nella città
 
MILANO – “La visione del ventesimo secolo è stata creata dalla fotografia, l’immagine ha quasi sostituito la parola come mezzo di comunicazione”. Con queste parole Berenice Abbott, grande interprete di questa arte, ha saputo cogliere l’essenza della fotografia e del suo rapporto con il reale come si è configurato nel secolo scorso. La fotografa è nota per i suoi lavori nel campo del ritratto, della fotografia documentaria e scientifica, oltre che per aver raccolto le opere e promosso la fotografia del maestro francese Eugène Atget.
 
GLI ESORDI – Nata a Springfield, in Ohio, il 18 luglio 1898, lì crebbe con la madre. Iscrittasi all’Università dell’Ohio nel 1917, la frequentò per un solo anno prima di trasferirsi a New York e da lì, nel 1921, volare a Parigi. Qui nel 1923 ebbe luogo l’incontro che le cambiò la vita, divenendo assistente di Man Ray nel suo studio di Montparnasse. Fu lui che la introdusse alla conoscenza del lavoro di Eugène Atget. La reputazione di Berenice Abbott crebbe velocemente – Ray stesso ammirava il suo lavoro – e nel 1926 tenne la sua prima mostra personale. Nel 1927 aprì un suo studio a Parigi e negli anni successivi iniziò a lavorare per Vogue e per numerosi artisti di cui realizzò i ritratti.
 
I RITRATTI – Fotografò numerose personalità del mondo artistico e letterario, tra cui il regista, drammaturgo e attore francese Jean Coucteau e lo scrittore irlandese James Joyce. Il mecenate Peggy Guggheneim si era fatto ritrarre da lei quando ancora lavorava per Ray  e nel 1927 Berenice Abbott riuscì anche a fotografare Atge, di cui era grande ammiratrice. Nei suoi ritratti mirava sempre a drammatizzare i soggetti, a sottolinearne l’espressività, a cogliere l’aspetto psicologico.
 
LA FOTOGRAFIA DOCUMENTARIA – Tornata a New York nel 1929, decise di restare e realizzare un nuovo progetto fotografico: documentare i cambiamenti sempre in corso della città, mettendo in evidenza il contrasto tra vecchio e nuovo. Nei successivi anni finanziò il progetto lavorando per riviste come Vanity Fair e, dal 1934, come insegnante presso New School for Social Research, finché nel 1935 non ottenne un finanziamento dal Federal Arts Project.  Le fotografie, realizzate con una macchina a grande formato, mostravano l’attenzione ai dettagli appresa da Atget e furono pubblicate su diverse riviste, tra cui la popolarissima Life, e sul New York Times. Nel 1939 il progetto divenne un libro, con titolo “Changing New York”. A questo seguì un altro libro su New York nel 1948, “Greenwich Village: Today & Yesterday”. Berenice Abbott viaggiò anche molto attraverso l’America: nel 1934, sotto la direzione di Henry Russell Hitchcock, girò per documentare l’architettura prebellica e quella di Henri Hobson Richardson.  Nel 1935 partì verso il Sud per immortalare le condizioni di vita della popolazione più povera, anticipando così le fotografie di Roy Stryker. 
 
LA FOTOGRAFIA SCIENTIFICA – Negli anni Quaranta iniziò a occuparsi di fotografia scientifica, divenendo nel 1944 foto editor della rivista Science Illustrated. Inventò anche nuovi apparecchi fotografici e nel 1947 creò la House of Photography per promuoverli. Tra questi brevettò l’Autopole. L’azienda ebbe continue difficoltà finanziarie e nel 1958 chiuse. Il lancio dello Sputnik nel 1957 risvegliò tuttavia l’interesse dell’America per la scienza e Berenice Abbott tornò sulla cresta dell’onda. Per il Physical Science Study Committee of Educational Services (PSSCES) realizzò fotografie per un libro di testo di fisica delle superiori, e in generale le sue fotografie scientifiche uscirono su riviste in tutto il mondo e vennero esposte in numerose mostre. 
 
LA STRAIGHT PHOTOGRAPHY – Berenice Abbott morì il 9 dicembre 1991. Il suo lavoro si può nel complesso classificare nel movimento della straight photography, che si propone di ritrarre obiettivamente la realtà senza manipolazioni. 
 
31 luglio 2013
 
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