FOTOGRAFIA - La mostra a Genova

”August Sander: ritratto del XX secolo”, a Genova la retrospettiva di uno dei massimi fotografi tedeschi del XX secolo

Le oltre cento immagini selezionate suddivise in diverse sezioni offrono una panoramica sulla sua intera e variegata produzione: dagli scatti della sua serie più famosa “Uomini del XX secolo” – che offre uno spaccato della società del suo tempo...

Palazzo Ducale presenta, dal 11 aprile al 23 agosto, una retrospettiva di uno dei massimi fotografi tedeschi del XX secolo: August Sander, realizzata in collaborazione con la Photographische Sammlung / SK Stiftung Kultur di Colonia e con il Goethe Institut Genua

 

MILANO – Le oltre cento immagini selezionate suddivise in diverse sezioni offrono una panoramica sulla sua intera e variegata produzione: dagli scatti della sua serie più famosa “Uomini del XX secolo” – che offre uno spaccato della società del suo tempo non limitandosi a rappresentare personaggi famosi ma gli uomini di tutte le età, di tutte le classi sociali impegnati nelle più disparate occupazioni – ai numerosi altri progetti che realizzò durante la sua vita. La sezione Uomini del XX secolo è suddivisa in 7 sottosezioni che presentano varie categorie umane: I Contadini, Gli abili Commercianti, Le Donne, Classi sociali e Professioni, Gli Artisti, La Città, Gli Ultimi. Con “Studi, l’Uomo” egli approfondì la sua ricerca sul ritratto combinando dettagli di mani e volti in collage di grande formato. Nella fotografia di paesaggio tratteggiò il carattere di molte regioni e indugiò con l’obiettivo anche su dettagli geologici e botanici.

 
UOMINI DEL XX SECOLO – “Uomini del XX secolo” raccoglie un ampio campionario dei diversi gruppi sociali, dai contadini agli artigiani, operai, studenti, professionisti, artisti e uomini politici chiamati a svolgere il delicato ruolo di testimoni e archetipi della loro epoca. Ciò che sorprende in queste fotografie è l’atteggiamento dei personaggi così apparentemente distaccato dall’istante dello scatto, come se l’espressione delle persone così riprese fosse conforme all’idea che quelle avevano di sé, di ciò che in loro è più tipico, anziché l’adozione di una posa per loro più vantaggiosa, ma, al tempo stesso, più artefatta. E’ come se le qualità narrative dei soggetti fossero già presenti e che il compito del fotografo fosse solamente quello di rispettare la loro più autentica natura. Il rigore e l’attenzione di Sander nel voler cogliere le peculiarità di un paesaggio e dei suoi abitanti, anche al di fuori del suo ambiente familiare, sono evidenti nelle foto di paesaggi, monumenti e costumi tradizionali che scattò durante il suo viaggio in Sardegna nel 1927. Documentò l’isola proprio come Colonia, la sua patria di adozione i cui edifici storici furono per la maggior parte distrutti durante il secondo conflitto mondiale.

 
La riscoperta di August Sander come un grande interprete del Novecento verrà con la grande retrospettiva del 1969 al Museum of Modern Art di New York.

 
Sander scrisse: “Ho incominciato i primi lavori della mia opera “Uomini del XX secolo” nel 1911, a Colonia, mia città d’adozione. Ma è nel mio paesetto del Westerwald che sono nati i personaggi della cartella. Queste persone delle quali io conoscevo le abitudini fin dall’infanzia mi sembravano, anche per il loro legame con la natura, designati apposta per incarnare la mia idea di archetipo. La prima pietra era così posta, e il “tipo originale” mi servì da referente per tutti quelli che ho trovato in seguito per illustrare nella loro molteplicità le qualità dell’universale umano”.

 
AUGUST SANDER – Sander nacque nel 1876 ad Herdorf (Siegerland), borgata industriale circondata da un bacino minerario presso il quale lavorò anche il giovane August e il padre, che di professione faceva l’armatore delle gallerie minerarie. La presenza delle miniere e delle officine meccaniche richiamava a Herdorf lavoratori provenienti da varie località tedesche e anche dall’estero, favorendo la creazione nella regione di un vivace spirito pionieristico e multiculturale, atmosfera che probabilmente influenzò fin dalle origini l’interesse di Sander per lo studio dei tipi e dei caratteri umani. E’ proprio nella miniere che avvenne la sua scoperta della fotografia, grazie ad un fotografo incaricato dalla direzione di riprendere uno dei pozzi di Herdorf e al quale il giovane August venne assegnato in qualità di aiuto per il trasporto delle attrezzature.

 
Con l’aiuto economico di uno zio e col sostegno del padre, Sander allestì il primo laboratorio in un locale adiacente l’abitazione della famiglia e lì incominciò a fotografare gli operai delle miniere di Herdorf.

 
Alcuni anni più tardi, nel 1930, rievocando durante una trasmissione radiofonica quelli che furono i suoi primi tentativi, egli affermò : ‘Il mio primo incontro con la fotografia avvenne nel 1890, in un’epoca in cui il kitsch e la degradazione del gusto erano ancora al loro apogeo. Per me, come per tutti quelli che non ne avevano mai avuto, il primo apparecchio fotografico appariva come una scatola magica. I primi negativi che stampai mi procurarono una gioia immensa, più stemperata per i miei familiari, i quali trovarono che le rughe dei volti erano poche estetiche e creavano dei brutti effetti. Era come dire che la fotografia di un dilettante non ritoccata non poteva equivalere alle fotografie di pessimo gusto dei fotografi professionisti dell’epoca”.

 
Chiamato alle armi nel 1897, ebbe poi la possibilità di perfezionare ed approfondire le sue capacità professionali come assistente del fotografo militare Giorgio Jung. Dal 1899, cessato il servizio militare, egli intraprese alcuni viaggi in varie città tedesche come assistente fotografo, finchè, nel 1901, si impiegò nello stabilimento fotografico Greif a Linz. Raggiunta una certa stabilità economica, si sposò con Anna Seiterimacher e divenne socio del laboratorio; da questo momento il suo nome incominciò ad oltrepassare la ristretta cerchia della sua clientela e iniziò ad esporre con successo i suoi lavori, riuscendo a segnalarsi con la medaglia d’oro all’Esposizione Internazionale di Arti Decorative di Parigi. Nel 1910 trasferì il suo laboratorio a Colonia e qui diede il via alla sua opera più famosa ‘Uomini del XX secolo’. Assecondando la sua naturale inclinazione all’osservazione del genere umano in tutte le sue sfaccettature e con le sue competenze fotografiche orientate verso la ritrattistica, Sander cominciò a scattare un enorme quantitativo di ritratti che avevano come soggetti persone di tutte le estrazioni sociali, spesso immortalate sul posto di lavoro.

 

 
12 aprile 2015

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