Al FoFu Phot’art 2012 di Fucecchio l’anteprima mondiale della mostra che ha messo a nudo i maestri della fotografia

Per il Foto Club Fucecchio sembrava una scommessa assai ardua sorprendere il pubblico dopo l'edizione esplosiva del 2011. Ma alla fine anche quest'anno dal cilindro è uscito il proverbiale coniglio. Ancora una volta infatti gli organizzatori di FoFu Phot'art 2012, il Festival Internazionale di Fotografia di Fucecchio...
Al via sabato 13 ottobre l’edizione 2012 di FoFu Phot’art, il Festival Internazionale di Fotografia di Fucecchio (Fi), che quest’anno ospiterà in anteprima mondiale “Contatti. Provini d’autore”, la mostra che rivela i provini delle fotografie che hanno fatto la storia del XX secolo

MILANO – Per il Fotoclub Fucecchio sembrava una scommessa assai ardua sorprendere il pubblico dopo l’edizione esplosiva del 2011. Ma alla fine anche quest’anno dal cilindro è uscito il proverbiale coniglio. Ancora una volta infatti gli organizzatori di FoFu Phot’art 2012, il Festival Internazionale di Fotografia di Fucecchio, a Firenze, sono riusciti a produrre un programma assolutamente unico. Grazie alla collaborazione con Edizioni Postcart di Roma, sarà in esposizione una mostra in anteprima mondiale, “Contatti. Provini d’autore”. Ma non finisce qui: la ricerca che ogni anno il festival dedica a nuovi talenti della fotografia ha portato altri autori che arricchiscono il valore dell’evento. Il FoFu Phot’art 2012 aprirà le porte il 13 ottobre alle 17.00 e si protrarrà fino al 4 novembre.

PROVINI D’AUTORE
– “Henri Cartier-Bresson non voleva mostrare i propri provini a contatto, con il pretesto che non si mostrano i propri schizzi. Sapeva che il provino rivela la storia di un’immagine, fa percepire e a volte capire come lavora il fotografo, mettendolo a nudo più di ogni altro aspetto della sua biografia”. Così commenta Christian Caujolle, critico fotografico francese, la mostra “Contatti. Provini d’autore”, nata da un progetto di Giammaria De Gasperis, raccolto nel libro edito da Postcart. In un insolito viaggio attraverso le immagini che hanno “de-scritto” la storia recente, cinquantuno protagonisti della fotografia mostreranno una propria foto famosa e riveleranno il provino da cui è stata scelta: “Insieme ai testi dei fotografi, ciò che è appassionante – rivela Caujolle – sono le diverse maniere di contrassegnare l’immagine scelta. Pallini, tratti impetuosi, lievi tracciati rossi o di altri colori, la perentorietà della decisione quando una cornice rossa viene a  circoscrivere l’immagine eletta”. E conclude: “Le immagini proposte ci interrogano sulla nozione di scelta, una nozione fondamentale, visto che la fotografia non è altro che il risultato di una serie di eliminazioni, dalla scelta dell’obbiettivo e della pellicola fino al tipo di stampa finale, passando per l’inquadratura”. Per la prima volta allo spettatore è concesso di guardare ciò che gli stessi autori hanno scoperto al momento di venire a conoscenza del risultato dei loro scatti. Si può osservare una sessione fotografica di Albert Watson per il famoso ritratto della top model Christy Turlington, oppure cosa vide Charlie Cole nel 1989 in piazza Tienanmen quando immortalò lo studente che fermò la colonna dei carri armati.

PALAZZI DI PAROLE – “Le città come i sogni sono costruite di desideri e di paure”, scriveva Italo Calvino nel suo celeberrimo “Le città invisibili”. È quasi inevitabile: davanti ai “Palazzi di parole” di Nicolò Quirico il pensiero corre al testo di Calvino, alle città che sempre di più vanno somigliandosi l’una all’altra e che pure, però, se sapute ascoltare, possono dare risposte alle nostre domande”. E’ la critica d’arte Simona Bartolena a descrivere il progetto di Nicolò Quirico, “Palazzi di parole”, lavoro originale perché in bilico tra la fotografia architettonica, la pittura e la letteratura. Nelle sue immagini Quirico scruta la città attraverso i molti edifici che la compongono, i luoghi storici, i palazzi più insignificanti, costruzioni di epoche diverse messi in relazione dal tessuto urbano. “Il suo – spiega Bartolena – non è uno sguardo interessato alla qualità architettonica o all’importanza storica dell’edificio, né tanto meno bada alla sua estetica. La sua attenzione è tutta rivolta alle cento, mille storie che si sono svolte dentro quei muri, alle voci che vi sono rimaste intrappolate, che recano in sé la testimonianza di chi, in quei palazzi, vi ha abitato per giorni, per mesi, per anni, spesso per una vita”. Immagini di palazzi impressionate su pagine di libri, che pare non si limitino così a raffigurare solo una struttura , bensì anche il contenuto, le parole o i pensieri di chi ne ha attraversato gli spazi.

L’INTENSITA’ DI UN BACIO – Dalla Spagna, Marta Soul con “Idilios” ci  descrive il valore assoluto di un bacio, rappresentato in modo evocativo attraverso una serie di stampe di grande formato, dove i soggetti, le pose, la raffinata illuminazione e le ambientazioni proiettano lo spettatore in un’atmosfera di surreale immobilità, come in un fermo immagine di un’infinita scena d’amore. I baci raffigurati in queste fotografie non sono routine o momenti fugaci, ma baci appassionati con un contatto profondo tra amanti devoti. Marta Soul ci regala uno stile di impeccabile  eleganza, mostrando “il bello” della fotografia, con un linguaggio assolutamente efficace e contemporaneo.

12 ottobre 2012

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