Addio a Bert Stern, il fotografo che immortalò gli ultimi mitici ritratti di Marilyn Monroe

È morto ieri all'età di 83 anni Bert Stern, il grande fotografo statunitense che rivoluzionò con i suoi scatti l'arte fotografica pubblicitaria e di moda e immortalò le più grandi bellezze mondiali degli anni Sessanta, firmando l'ultimo servizio, senza veli, di Marilyn Monroe...
Il grande maestro americano, autore del “Last Sitting” dell’attrice icona degli Stati Uniti, si è spento ieri all’età di 83 anni
MILANO – È morto ieri all’età di 83 anni Bert Stern, il grande fotografo statunitense che rivoluzionò con i suoi scatti l’arte fotografica pubblicitaria e di moda e immortalò le più grandi bellezze mondiali degli anni Sessanta, firmando l’ultimo servizio, senza veli, di Marilyn Monroe – più di 2.500 immagini realizzate sei settimane prima della scomparsa dell’attrice. Insieme ad Irving Penn e a Richard Avedon, Stern fu tra coloro che fecero della figura del fotografo una star.
DAGLI ESORDI ALLA FAMA – Il fotografo si racconta senza reticenze nel documentario “Bert Stern: Original Madman”, del 2010, girato dalla regista e modella Shannah Laumeister, sua seconda moglie e musa ispiratrice, di quarant’anni più giovane. Nato nel 1929 a Brooklyn, da una povera famiglia ebraica, Stern iniziò a lavorare a 16 anni nell’ufficio posta della rivista Look Magazine. Qui strinse amicizia con un giovane fotografo dello staff, allora ancora sconosciuto. Si trattava nientemeno che di Stanley Kubrick, con cui Stern condivise la passione per le bellissime donne. Instaurò anche un buon rapporto con il direttore artistico Hershal Bramson, del quale divenne assistente. Dal 1949 divenne lui stesso art director della rivista Mayfair, dove restò fino al 1951, dopo di che andò a lavorare per l’agenzia LC Gumbiner e nel 1954 aprì il suo studio. Il lancio della carriere di Stern coincise con la “Golden Age” – l’età d’oro – della pubblicità. Lo scatto che lo consacrò fu proprio un’immagine pubblicitaria, “Driest of the Dry”, del 1955: un bicchiere di vodka Smirnoff in primo piano, posato sul suolo rosso e sabbioso del deserto, e sullo sfondo la piramide di Cheope a Giza. Questa pubblicità fece vendere alla Smirnoff oltre ogni previsione, trasformando per la prima volta l’America in un Paese consumatore di vodka.
I MITICI SCATTI DEGLI ANNI SESSANTA – All’inizio degli anni Sessanta Stern era all’apice del successo, uno dei fotografi più pagati dell’epoca, richiesto e acclamato da Hollywood e dalle scene internazionali della moda. Realizzò servizi in cui immortalò le più grandi dive e bellezze al mondo – Jean Shrimpton, Suzie Parker, Audrey Hepburn, Brigitte Bardot, Twiggy, Liz Taylor e, naturalmente, Marilyn Monroe. Le foto vennero scattate per Vogue all’Hotel Bel-Air a Los Angeles nel 1962, poco prima che l’attrice morisse per overdose di barbiturici, un’esperienza che in “Original Madman” Stern ricorda tra quelle che capitano una sola volta nella vita. Come rivelato dallo stesso fotografo in un’intervista a Newsday, non fu lui a chiederle di spogliarsi – “tutto avvenne spontaneamente”. Le foto scattate nella prima giornata, dei nudi a colori, piacquero talmente alla redazione che gli chiesero di farne degli altri. Seguirono altri due giorni di lavoro, in cui il fotografo volle restare da solo sul set con l’attrice, immortalandola questa volta in bianco e nero. Ne nacquero i ritratti più intimi e iconici della star. Vogue volle utilizzare soltanto questi ultimi, scartando le immagini a colori. Il servizio mostra emblematicamente cosa rappresentasse la fotografia per Stern: per lui scattare era come fare l’amore, un’esperienza emozionale intensissima. Sempre nello stesso anno l’amico Stanley Kubrick gli chiese anche di realizzare alcuni scatti pubblicitari per il film “Lolita”, uscito proprio nel 1962. In quel periodo di grande grazia Stern sposò un’altra bellissima donna, la ballerina Allegra Kent, dalla quale ebbe tre figli.
LA CRISI E LA RISALITA – Non avrebbe potuto sognare di più, eppure all’ascesa seguì all’inizio degli anni Settanta il crollo personale. Uno stile di vita ai limiti, l’uso di anfetamine lo portarono all’esaurimento. Venne ricoverato in ospedale e il suo matrimonio andò in rovina – divorziò nel 1975. Dopo un periodo in Spagna, Stern tornò tuttavia a New York deciso a riprendersi e a ricominciare a lavorare. Alla fine  degli anni Settanta era tornato a essere un fotografo di moda sulla cresta dell’onda e nel 1982, in occasione del ventennale della morte di Marilyn Monroe, fece del suo servizio fotografico un libro, “The Last Sitting”. L’anno successivo conobbe Shannah Laumeister, appena tredicenne, che sarebbe diventata poi la sua musa e la sua seconda moglie, colei che nel 2010 rivolse l’obiettivo verso di lui e ci regalò il documentario cui il grande maestro ha consegnato i suoi ricordi.
28 giugno 2013
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