A Verona la fotografia d’autore racconta il Neorealismo

Ricostruire il ruolo della fotografia rispetto agli altri linguaggi espressivi che hanno caratterizzato una delle stagioni artistiche più significative del novecento italiano, il Neorealismo. E' questo il proposito principale racchiuso all'interno di ''NeoRealismo. La nuova immagine in Italia 1932-1960''...
Fino al 27 gennaio 2013 il Centro Internazionale di Fotografia Scavi Scaligeri di Verona ospiterà la mostra “NeoRealismo. La nuova immagine in Italia 1932-1960”

MILANO – Ricostruire il ruolo della fotografia rispetto agli altri linguaggi espressivi che hanno caratterizzato una delle stagioni artistiche più significative del Novecento italiano, il Neorealismo. E’ questo il proposito principale racchiuso all’interno di “NeoRealismo. La nuova immagine in Italia 1932-1960”, una mostra promossa dal Centro Internazionale di Fotografia Scavi Scaligeri di Verona, in collaborazione con Admira. In esposizione fino al 27 gennaio 2013 un’ampia selezione di opere (tra le quali molti vintage), accompagnata da materiali originali dell’epoca quali periodici illustrati, fotolibri e cataloghi di esposizioni fotografiche.

UN INSIEME DI VOCI – “Neorealismo – la nuova immagine in Italia 1932-1960” analizza il rapporto e le intersezioni della fotografia con l’espressione neorealista, maggiormente codificata in altri settori della cultura quali il cinema e la letteratura. A completare lo scenario vengono messe a confronto motivazioni e finalità dei vari autori che, partendo da approcci culturali assai lontani tra loro per obiettivi e intenzioni, sono riconducibili alle tematiche e metodiche della poetica neorealista. Un percorso ricco e completo che si propone di ricostruire quell’affresco dell’Italia del dopoguerra tracciato da coscienze diverse tra di loro, ma che utilizzavano la stessa lingua, lirica e documentale al tempo stesso. Sarà Italo Calvino nella prefazione del libro “Il sentiero dei nidi di ragno”  (Einaudi, 1964), a dare una definizione del neorealismo tra le più appropriate: “Il Neorealismo non è stata una scuola, ma piuttosto un insieme di voci, una scoperta delle diverse Italie fino ad allora inedite. Senza la diversità di quelle Italie, sconosciute le une alle altre, non sarebbe esistito il Neorealismo”.

PERCORSO FOTOGRAFICO NEL NEOREALISMO
– Adottando come piano privilegiato quello della fotografia, la mostra si sviluppa in diverse sezioni, che comprendono oltre 250 materiali di diversa tipologia. Si va dal Realismo in epoca fascista, in cui viene evidenziata una nuova lettura secondo cui le radici del Neorealismo sono da ricercarsi già nel periodo in cui l’Italia era dominata dal fascismo. In Miseria e ricostruzione l’obiettivo punta per primo verso la realtà del dopoguerra italiano, tra le macerie delle città, nei rifugi improvvisati, nel silenzio dei volti attoniti; per poi farsi strumento di ricerca scientifica nell’Indagine etnologica. In Fotogiornalisti e rotocalchi la fotografia approda poi finalmente sulle riviste illustrate e i fotografi diventano a tutti gli effetti dei giornalisti. Infine, nella sezione Tra Arte e Documento si racconta l’attività dei primi circoli fotografici, luoghi di dibattito e di crescita fondamentali nell’affermazione dell’artisticità della fotografia.

1 dicembre 2012

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