A Milano CARNEM, ciclo di eventi e workshop artistici sul tema del corpo, prosegue con tre mostre fotografiche

''Iperborea'' di Edoardo Pasero, ''The Unveiling'' di Francesco Merlini e ''Home Story'' di Corinna Sauer: le esposizioni, aperte presso la Fabbrica del Vapore fino al 10 gennaio 2013, costituiscono il secondo ciclo di mostre fotografiche – dopo ''Close To Me: Part Two'' di Samuele Pellecchia e ''The Letting Go'' di Laura Hynd – del progetto CARNEM...
Aperte fino al 10 gennaio alla Fabbrica del Vapore di Milano, “Iperborea” di Edoardo Pasero, “The Unveiling” di Francesco Merlini e “Home Story” di Corinna Sauer costituiscono il secondo ciclo di mostre fotografiche del progetto CARNEM 
MILANO – “Iperborea” di Edoardo Pasero, “The Unveiling” di Francesco Merlini “Home Story” di Corinna Sauer: le esposizioni, aperte presso la Fabbrica del Vapore fino al 10 gennaio 2013, costituiscono il secondo ciclo di mostre fotografiche – dopo “Close To Me: Part Two” di Samuele Pellecchia e “The Letting Go” di Laura Hynd – del progetto CARNEM. In concomitanza e in stretta relazione con la mostra di Gunther von Hagens BODY WORLDS, alla Fabbrica del Vapore di Milano fino a metà febbraio 2013 – fantastico viaggio all’interno del corpo umano reso possibile grazie alla tecnica della plastinazione, che permette di conservare tessuti e organi sostituendo ai liquidi corporei polimeri di silicone – CARNEM  è un ciclo di eventi e workshop gratuiti di arte, fotografia e danza attorno al tema del corpo.
“IPERBOREA”, EDOARDO PASERO – “Il mito di Iperborea racconta la storia di civiltà leggendarie scomparse nel cataclisma noto nei vari miti del mondo come il Diluvio”, spiega Edoardo Pasero a proposito del suo progetto. “Come quelle di Atlantide e Utopia, ci ricorda luoghi leggendari, terra di nessuno che siamo invitati a cercare e trovare. Ci suggeriscono anche la dicotomia dell’uomo moderno, in lotta tra il desiderio e la civiltà. Attraverso questo diario, immagino storie. È lo strumento che utilizzo per condividere la mia realtà attraverso immagini che mi permettano di trascendere il mio conscio. Iperborea è un mare magnum, un oblio e una scatola di scarti, il temporaneamente assente, il dentro e fuori.” L’autore lavora con l’agenzia di foto-giornalismo Prospekt dal 2011, e si concentra prevalentemente su argomenti come il corpo, l’identità sessuale e di genere e le modificazioni corporee.
“THE UNVEILING”, FRANCESCO MERLINI – “Il corpo è carne”: sono parole, queste, di Francesco Merlini, con cui l’autore spiega il senso delle fotografie di “The Unveiling”. “La carne si manifesta riflessa in qualsiasi sostanza, indipendentemente dalla vitalità che risiede al suo interno. Materia organica e materia inorganica entrano irrimediabilmente a far parte di un unico, inarrestabile processo di svelamento attraverso il quale la natura umana si dissolve per lasciare emergere un reticolo di strutture e consistenze. È l’irreprensibile manifestazione del nucleo palpabile ed inscindibile attorno a cui tutto ciò che è irrazionale ed emotivo trova il suo margine di azione. In questo processo di scomposizione, il soggetto è incosciente davanti all’obiettivo. Il fotografo lo vede ma il soggetto è incapace di vedere se stesso.” L’autore fa parte dal 2012 dello staff di fotografi dell’agenzia di foto-giornalismo Prospekt, e a novembre è stato pubblicato all’interno del libro MONO assieme ai più grandi fotografi bianconeristi contemporanei, come Roger Ballen, Daido MoryiamaAnders Petersen Trent Parke. Francesco Merlini è stato inoltre incluso da Time Lightbox tra i “più promettenti giovani fotografi bianconeristi”.
“HOME STORY”, CORINNA SAUER – A proposito di “Home Story”, infine, Corinna Sauer racconta: “Iniziai questo progetto nel 2008, quando la mia vita, nella maniera in cui l’avevo vissuta fino a quel momento, improvvisamente cambiò. Nella ricerca di un luogo in cui potessi identificarmi, il fatto di sentirmi a casa diventò molto importante per me. Negli ultimi anni ho viaggiato molto più di quanto avessi mai fatto, vivendo in citta e luoghi diversi. La mia ricerca di relazioni e connessione con ciò che mi circondava è così diventato un ingrediente primario del mio stato mentale e delle fotografie che faccio. La mia sensazione per ognuno di questi luoghi ha iniziato a comporsi lentamente, come un puzzle fatto di parti diverse che ho catturato nelle mie fotografie. Più di ogni altra cosa, sono le persone, i volti, ad esser strettamente connessi con le mie impressioni di luoghi e con la ricerca di un senso di appartenenza.” Interessata in fotografia fin da giovane, l’autrice ha studiato fotogiornalismo all’Università di Arti Applicate di Hannover, laureandosi nel luglio 2012. Durante i suoi studi, ha continuato a lavorare su lunghi progetti personali. Ha esposto al Visa Off di Perpignan e al Fotodocks festival di Monaco e il suo lavoro èstato incluso in diverse pubblicazioni internazionali. 
17 dicembre 2012 

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