St. Moritz Art Masters, il festival d’arte contemporanea che celebra la creatività italiana

Per l'ottavo anno, St.Moritz e la regione svizzera dell’Engadina sono pronte ad accogliere St.Moritz Art Masters, kermesse ideata da Monty Shadow che dal 21 al 31 agosto porterà nella cittadina svizzera dell'Engandina mostre...

Nella capitale estiva dell’arte, mostre, workshop, incontri, lecture e molto altro, celebrano la storia della creatività italiana del XX secolo declinata attraverso un approccio interdisciplinare, dalla pittura alla scultura, dalla fotografia alla moda, dal costume alla pubblicità, dal design al cinema

MILANO – Per l’ottavo anno, St.Moritz e la regione svizzera dell’Engadina sono pronte ad accogliere St.Moritz Art Masters, kermesse ideata da Monty Shadow che dal 21 al 31 agosto porterà nella cittadina svizzera dell’Engandina mostre, workshop, incontri, lecture, celebrando nell’anno di Expo la creatività italiana del XX secolo.

 

MUSEO A CIELO APERTO – Per dieci 10 giorni St. Moritz si trasforma in un grande museo a cielo aperto. Tutto dedicato all’Italia. Dalla pittura alla scultura e poi fotografia, moda, design e cinema, tutto per raccontare quanto l’Italia abbia saputo influenzare la scena culturale internazionale del Novecento, dalla rivoluzione industriale al periodo tra le due guerre mondiali, dal boom economico all’affermazione del Made in Italy. Un racconto che esplorerà tutti i suoi movimenti artistici, dall’esplosione del Futurismo alla nascita della Metafisica, il Razionalismo, lo Spazialismo, il grande fermento degli Anni Sessanta e Settanta, fino alle più recenti istanze del contemporaneo.

ARTE ITALIANA PROTAGONISTA – Protagonisti a St.Moritz saranno Arnaldo Pomodoro, il maestro che riesce a dar forma all’Astrattismo. Augusto Perez, lo scultore simbolo dell’arte totale. Fino a Giacomo Manzù, il genio che seppe fondere scultura antica e la più alta ispirazione religiosa e civile. E ancora, nella Chiesa Protestante, il confronto diretto tra due delle figure più importanti dell’arte italiana del Dopoguerra, come Lucio Fontana e Piero Manzoni; l’indagine sul linguaggio della scultura nella retrospettiva su Marino Marini; l’approccio ironico di Aldo Mondino alla Galleria Robilant e Voena; e la personale di Salvo (Salvatore Mangione) alla Chiesa Francese. E poi l’ultima frontiera dell’arte, la fotografia, con lo ”chic touch” che ha reso Giovanni Gastel celebre in tutto il mondo per i suoi scatti di moda, per l’occasione messo a confronto con Mimmo Rotella, l’artista italiano che più di ogni altro ha saputo giocare con l’immaginario dello show-business e la seduzione esercitata dai grandi divi del cinema. E’ l’aura dell’Italia del Boom che affascina anche artisti stranieri come il cubano Wilfredo Lam, di cui la Galleria Gmurzynska ricostruisce gli anni passati nell’atelier di Albissola, futuro fulcro della cultura della ceramica nel nostro paese.

 

SPAZIO ALLA FOTOGRAFIA – Non sarà dimenticato l’importante apporto del fashion system con la personale che al Kempinsky omaggia Giovanni Gastel, tra i più grandi fotografi di moda al mondo. Per l’occasione posto a confronto con l’artista italiano che più di ogni altro ha saputo giocare con l’immaginario dello show-business e con la seduzione esercitata dai grandi divi del cinema: Mimmo Rotella.

 

18 agosto 2015
 
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