”Prima visione”: una mostra fotografica che ci fa scoprire una nuova Milano

In programma alla Galleria Bel Vedere, “Prima Visione”, la mostra dedicata a Milano, diventata ormai un appuntamento fisso. L'evento, giunto alla decima edizione, conferma l'importante sodalizio tra la Galleria, l’associazione dei photo-editors...

La Galleria Bel Vedere propone una selezione di immagini realizzate nel 2014 da quarantatré fotografi che hanno scelto Milano come terreno di riflessione o di scoperta. La mostra è aperta dal 30 gennaio al 7 marzo 2015

 

MILANO – In programma alla Galleria Bel Vedere, “Prima Visione”, la mostra dedicata a Milano, diventata ormai un appuntamento fisso. L’evento, giunto alla decima edizione, conferma l’importante sodalizio tra la Galleria, l’associazione dei photo-editors G.R.I.N. e i fotografi: quest’anno sono quarantatré i selezionati, autori per lo più giovani che nel 2014 hanno realizzato almeno un’immagine della città. E le loro fotografie ci mostrano, attraverso una ricca panoramica che tiene conto delle tendenze contemporanee, scorci di una città in trasformazione, i nuovi progetti, il centro con i suoi monumenti storici, i palazzi moderni e imponenti e le ‘vecchie’ periferie troppo spesso dimenticate.

 
MILANO E L’EXPO – Abituata a proiettarsi nel futuro, soprattutto in questo periodo in cui tanto si parla di come si presenterà per l’Expo, Milano non ha tante occasioni per riflettere sul suo recentissimo passato e questo appuntamento annuale è diventato un’importante occasione per farlo. La mostra è il risultato di un grande mosaico, uno specchio in cui la città si riflette.

 

LA MOSTRA – Accanto alle immagini di architettura di una metropoli spesso deserta sia di giorno sia di notte, non mancano le persone ritratte in lontananza, in posa, in manifestazione e nel tempo libero, quasi a voler ricordare che Milano oggi è anche piena di vita, di cultura e di divertimento. Immagini di paesaggio architettonico, come i nuovi edifici di Porta Nuova ripresi in una serena visione da Sergio Dahò o trasformati nel set di un servizio di moda da Francesco Radino. E, ancora, il Bosco Verticale interpretato da Claudio Sabotino o la suggestiva ripresa dall’alto e in notturna dell’insieme con cui Luca Campigotto ribadisce che Milano è molto più bella di notte.

 
Così è interessante notare anche un recupero visivo della Milano classica: ecco il fascinoso Orto Botanico di Brera ripreso da Daniele Cavadini, gli scorci del Castello Sforzesco geometricamente definiti da Giuseppe Biancofiore, una visione del Grattacielo Pirelli fotografato in bianco e nero da Vittore Buzzi, un particolare del Duomo scattato da Marco Introini, il cortile di Brera ripreso dall’alto da Cosmo Laera. Non mancano le note critiche, come quella di Anna Brenna che denuncia l’abbandono delle periferie simboleggiate da una “strada verso il nulla” coperta di erbacce al Quartiere Adriano o di Marco Garofalo che si sofferma su uno specchio d’acqua che sarebbe bellissimo se non fosse quello creato dall’esondazione del Seveso.

 
TRADIZIONE E NUOVE TENDENZE – Usando questa mostra anche per comprendere le tendenze della fotografia milanese, dove non si notano differenze fra le molte giovani leve presenti e gli autori da tempo affermati, si fa avanti la tendenziale scomparsa del reportage classico di cui esistono pochi esempi. Federica Romano coglie un gruppo di monaci buddisti che, passeggiando vicino alla chiesa di Santa Maria delle Grazie allude alle tante religioni presenti in città, Calogero Russo cita un tema spinoso riprendendo una manifestazioni per il diritto a una casa, Michela Battaglia usa il sarcasmo intitolando “Aspettando l’Expo” la sua fotografia che ritrae un divano abbandonato per strada. Spetta a Roberto Caccuri mandare, invece, un messaggio sorridente con la sua immagine di gente che passeggia al Parco del Castello fra bambini sorridenti in bicicletta.

 

 
6 febbraio 2015

 

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