”Luci nella città”, un emozionante viaggio fotografico alla scoperta di Milano

La Fondazione Aem - Gruppo A2A apre le sue porte con la mostra ''Luci nella città - Immagini di Milano da Antonio Paoletti a Gabriele Basilico'' e lo fa a casa propria, alla Casa dell'Energia di piazza Po...
L’esposizione, visitabile sino al 10 gennaio prossimo, propone un archivio di immagine inedite firmate dai grandi maestri della fotografia, da Antonio Paoletti a Gabriele Basilico

MILANO – La Fondazione Aem – Gruppo A2A apre le sue porte con la mostra “Luci nella città – Immagini di Milano da Antonio Paoletti a Gabriele Basilico” e lo fa a casa propria, alla Casa dell’Energia di piazza Po, uno dei luoghi dedicati alla comunicazione e didattica energetica più visitati di Milano. L’esposizione, che propone scatti tratti da un noto archivio contenente centinaia di migliaia di fotografie, contratti, racconti, filmati, schemi e disegni che raccontano la città attraverso la luce, sarà visitabile sino al 10 gennaio prossimo.

L’ESPOSIZIONE
– I protagonisti dell’esposizione sono la città e i suoi testimoni privilegiati, i fotografi, che documentando l’impegno dell’impresa per Milano hanno illustrato la crescita e le trasformazioni della metropoli, così come le imponenti opere idroelettriche in Valtellina, da cui il capoluogo milanese ha tratto energia e giovamento. Dalle immagini di Antonio Paoletti fino a quelle dei fotografi contemporanei, oltre all’indiscutibile valore della testimonianza storica e documentale, traspare un senso profondo della modernità, un riflesso del Novecento declinabile attraverso uno dei molteplici punti di osservazione che questo straordinario patrimonio consente a ogni fruitore. Insieme a una selezione dei fotografi più celebri dell’archivio e al doveroso omaggio a Gabriele Basilico, sono proposte in mostra anche figure poco conosciute, riscoperte grazie a un lavoro coordinato di ricerca che ha riguardato l’archivio cartaceo, quello fotografico e le fonti orali.  

LE SEZIONI DELLA MOSTRA – Nella prima sezione della mostra, “Aem per Milano” il visitatore potrà fruire di uno dei tanti racconti possibili che documentano l’impegno dell’impresa Aem per Milano, dalle vie del centro fino alla periferia, attraverso un percorso originale fatto di luci, luoghi e architetture. La seconda sezione, “I fotografi dell’energia”, illustra i profili e alcune opere di dieci selezionati grandi fotografi dell’archivio – sei storici e quattro contemporanei: Vincenzo Aragozzini, Olivo Barbieri, Gianni Berengo Gardin, Guglielmo Chiolini, Adolfo Ferrari, Gianni Moreschi, Paolo Moreschi, Mario Mulas, Antonio Paoletti, Francesco Radino. La terza e ultima sezione è invece dedicata all’impegno di Gabriele Basilico per Aem. Come piccolo omaggio a uno dei più grandi fotografi italiani appena scomparso, sono esposte diciotto fotografie originali realizzate dall’autore per i servizi fotografici commissionati da Aem negli anni Ottanta.

L’ARCHIVIO STORICO FOTOGRAFICO AEM
– Dichiarata di interesse storico-culturale dalla Soprintendenza archivistica per la Lombardia, la raccolta Aem, che consta di oltre 180.000 documenti fotografici, illustra dai primi anni del Novecento fino ai giorni nostri non solo la storia e lo sviluppo di una azienda elettrica municipalizzata divenuta oggi una grande impresa multiservizi, ma anche i cambiamenti storico-economici e politici della nostra città, le trasformazioni sociali di una comunità e le evoluzioni del territorio lombardo, a partire da quello montano valtellinese. Suddiviso in vari fondi, l’archivio si è progressivamente composto per addizioni grazie all’opera dei tanti fotografi che hanno collaborato con l’Azienda Elettrica Municipale. In particolare, dal fascismo ai primi anni Cinquanta, autori del calibro di Antonio Paoletti, Vincenzo Aragozzini e Guglielmo Chiolini hanno costituito con i loro servizi fotografici un diario serrato di immagini che racconta la progressiva modernizzazione elettrica di Milano e la costruzione dei grandi impianti in Valtellina. Uno “stato dell’arte”, tecnico e lirico, ma anche specchio della celebrazione dell’impresa, impressa indelebilmente nel racconto visivo delle manifestazioni politiche cui Aem ha contribuito durante il ventennio fascista.

29 ottobre 2013

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