Immagini di una vita insieme

Frida Kahlo e Diego Rivera, la coppia d’artisti raccontata negli scatti di Leo Matiz

Dopo ''Frida. Portraits of an icon'', realizzata nel 2005 dalla National Portrait Gallery di Londra, la mostra ''Frida y Diego'' organizzata da Photology, si inserisce in un contesto espositivo ampio, che attraversa l’Italia...

In concomitanza con la grande personale di Frida Kahlo in corso a Roma, Photology presenta a Milano ”Frida y Diego”, una serie di scatti realizzati da Leo Matiz che immortalano Frida e suo marito in momenti di vita quotidiana

MILANO – Dopo ”Frida. Portraits of an Icon”, realizzata nel 2005 dalla National Portrait Gallery di Londra, la mostra ”Frida y Diego” organizzata da Photology, si inserisce in un contesto espositivo ampio, che attraversa l’Italia, da Roma a Genova, dalle Scuderie del Quirinale a Palazzo Ducale. Leo Matiz è considerato uno dei più versatili e originali fotografi della generazione dei fotoreporter che rinnovò la scena artistica dei primi sessant’anni del XX secolo in America Latina, Stati Uniti e Europa e tra il 1940 e il 43 realizzò una serie di scatti degli artisti Frida e Diego in mostra da Photology a Milano fino al 19 settembre.

LA MOSTRA – La mostra è costituita da una selezione di circa 30 fotografie realizzate da Leo Matiz a Coyoacan tra il 1940 e il 1943, tutte firmate dall’autore e certificate dalla Fondazione omonima. Quando Matiz arrivò in Messico nel 1940, Frida Kahlo e Diego Rivera avevano già consolidato quell’aura di fascino e suggestione che accompagna ancora oggi i loro personaggi. Matiz strinse con i due artisti un sincero rapporto d’amicizia, tanto da essere invitato più volte nella loro residenza. Il fotografo, con occhio acuto e sensibile, munito della sua inseparabile Rolleiflex, ha immortalato scene semplici ma indimenticabili di Frida e Diego nella loro “casa blu” e in altri momenti di quotidianità. Photology è il punto di riferimento per molti collezionisti nell’ambito della fotografia a Milano ma anche in Italia, nata nel 1992 dall’estro di Davide Faccioli.

‘L’UNIONE DI UN ELEFANTE E UNA COLOMBA’ – Le immagini di Leo Matiz ci restituiscono l’idillio d’amore tra vita e disperazione, tra bellezza e dolore e la biografia dei due artisti si intreccia indissolubilmente con la loro poetica artistica. Frida e Diego si incontrarono per la prima volta all’inizio degli anni Venti, quando Rivera era già un artista affermato e la Kahlo una studentessa, e si sposarono fra le polemiche dovute alla loro differenza d’età nel 1929, quattro anni dopo il terribile incidente in autobus che costrinse Frida a sottoporsi a una lunga serie di interventi chirurgici. Seguirono altre disgrazie e innumerevoli tradimenti fino al 1939, anno del loro divorzio, anche se poi si risposarono l’anno successivo, rimanendo legati fino alla morte di Frida, nel 1954. 

BIOGRAFIA – Nato nel 1917 in Colombia, nel villaggio di Aracataca -la magica Macondo di Cent’anni di solitudine di Gabriel García Márquez- dove la rigogliosità del paesaggio tropicale si scontrava con il vivere modesto degli abitanti coltivatori di banani, Matiz trascorse la sua adolescenza a Bogotà, nella quale si recò per lavorare nel giornale El Tiempo. Qui cominciò ben presto a frequentare l’ambiente dei caffè bohemiène, luogo d’incontro di fumettisti e pittori. Sotto consiglio di Enrique Santos Molano “Calibano” -nonno dell’attuale presidente di Colombia- Matiz si avvicinò alla fotografia e col tempo si costruì una reputazione di fotoreporter appassionato e sensibile nell’immortalare i personaggi catturati con l’obiettivo della sua Rolleiflex. Fotografo appassionato e instancabile, quasi ossessionato nel raggiungere la perfezione nella sua missione di giornalista, Matiz viaggiò per i cinque continenti e riuscì a portare il suo talento di fotografo impegnato sul campo anche nel cinema e nella fotografia pubblicitaria. Fu caricaturista, editore e gallerista e infatti nel 1951 espose presso la sua galleria il pittore Fernando Botero. Oltre alle immagini di Frida e Diego, Leo Matiz scattò sinceri ritratti di personaggi della cultura e del cinema del suo tempo, come Ester Williams, Janice Logan, David Alfaro Siqueiros, Agustín Lara, Gabriel Figueroa, José Clemente Orozco, Mario Moreno, Marc Chagall, Dolores del Rio e Pablo Neruda. La storia lo portò anche a Parigi, per documentare la liberazione dal regime nazista il 24 agosto 1944; Matiz si immerse nelle atmosfere notturne e vibranti della città liberata, sulla scia di fotografi come Doisneau e Brassai, narratori indimenticabili dell’Europa tra le due guerre. Così, viaggiando da un paese all’altro, la vita avventurosa di Leo Matiz ha ricevuto il riconoscimento di Chevalier des Arts et des Lettres nel 1995 da parte del governo francese, e nel 1997 quello del Filo d’Argento a Firenze. Nel 1997 è stata fondata la Fondazione Leo Matiz a Santa Fe di Bogotà, con la volontà di portare avanti l’eredità artistica del fotografo in collaborazione con la figlia Alejandra, specializzata in restauro dell’arte e che ha vissuto a Milano per più di vent’anni. Matiz si spense a Bogotà il 24 ottobre 1998, riconosciuto a livello mondiale come una delle figure più importanti della fotografia del XX secolo.

 

30 maggio 2014

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