Emilio Longoni e la pittura dell'Ottocento

Emilio Longoni, uno dei principali esponenti del Divisionismo, in mostra a Milano

Un kilometro separa Giovanni Segantini in mostra a Palazzo Reale da Emilio Longoni, esposto alle Gallerie Maspes dal 18 settembre. La mostra milanese ripercorre la carriera artistica di Longoni, pittore probabilmente poco conosciuto...

Dal 18 settembre e per un intero mese le Gallerie Maspes ospitano la personale dell’artista Emilio Longoni, uno dei padri della corrente del Divisionismo, amico e collaboratore di Giovanni Segantini. I due autori si ritroveranno “idealmente” a Milano grazie alla concomitante monografica del pittore di Arco a Palazzo Reale

MILANO – Un kilometro separa Giovanni Segantini in mostra a Palazzo Reale da Emilio Longoni, esposto alle Gallerie Maspes dal 18 settembre. La mostra milanese ripercorre la carriera artistica di Longoni, pittore probabilmente poco conosciuto, grande amico e collaboratore del più noto Segantini.

LA MOSTRA – La personale dell’artista mette in mostra una selezione di venti opere, tutte provenienti da collezioni private, che toccheranno il primo periodo delle nature morte, la sfera degli affetti infantili, dedicata ai ritratti di fanciulli dell’ultima decade del XIX Secolo, passando poi per i luoghi incontaminati della montagna, e approdando negli anni venti alle vedute del lago di Garda. Nato a Barlassina nel 1859, Emilio Longoni frequenta l’Accademia di Brera dove conosce il celebre pittore Giovanni Segantini e con il quale instaura un forte legame artistico ma soprattutto personale, tanto da essere presentato nel 1882 ai fratelli Grubicy e da soggiornare insieme per due anni (1882-1884) in Brianza per un periodo di intenso lavoro comune: entrambi futuri esponenti del Divisionismo, seppur divisi dalla varietà dei loro soggetti, fondono la loro arte su una nuova percezione del colore, sperimentando la tecnica divisionista e l’espressione della luce. Tra le opere presenti, ritorna “Angurie” eccezionalmente esposta a Milano dopo la sua prima volta alla mostra annuale della Permanente nel 1890 e la serie di opere dedicate ai laghetti alpini del Monte Bernina, presentate al pubblico nel lontano 1935.

LO STILE – Il divisionismo è uno stile derivato dal Neo-Impressionismo caratterizzato dalla separazione dei colori in singoli punti o linee che interagiscono fra di loro in senso ottico; per tali motivi può essere definito come una variante del Puntinismo. In Italia si sviluppò a partire dall’ultimo decennio del XIX secolo, trovando in Pellizza da Volpedo e in Giovanni Segantini i principali esponenti. L’atto ufficiale che sancisce la nascita del divisionismo è alla Triennale di Milano dove nel 1891 viene esposto il quadro ‘Le due madri‘ di Giovanni Segantini. Tra i soggetti preferiti da Longoni, che via via cambieranno durante la sua vita, ci sono indubbiamente i ritratti: dapprima infantili e poi sul finire degli anni Ottanta, inizia in modo più sistematico la sua attività di ritrattista per gli ambienti aristocratici milanesi. Nel corso degli anni Novanta le opere di tematica sociale e umanitaria si affiancano ai paesaggi, soprattutto i sobborghi di Milano, dove Longoni era solito recarsi per dipingere en plein air. Nella seconda metà degli anni Novanta invece, l’artista si cimenta nella realizzazione di opere a tematica religiosa, che testimoniano stilisticamente la conoscenza da parte del pittore dell’arte preraffaellita. L’inizio del nuovo secolo segna un momento di svolta, anche grazie all’avvicinamento al buddismo: Longoni si trasferisce per alcuni mesi in alta montagna, nei pressi del Bernina e del Disgrazia. Il paesaggio divenne da allora in poi soggetto predominante nella sua produzione, con risultati di grande potenza espressiva, ottenuta tramite una semplificazione delle forme e una rara capacità nel rappresentare gli effetti atmosferici e luminosi. Negli anni successivi la forma assunse contorni sempre più evanescenti fin quasi a dissolversi; la pennellata divenne sempre più minuta, rendendo l’atmosfera eterea.

7 settembre 2014

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