”Di fronte e di schiena” a Torino, la mostra che raccoglie gli scatti d’autore realizzati per Fotografia Europea

Il visibile non è quello che ci sta davanti. È intorno, ai lati. Dietro. Si nasconde allo sguardo e va ricercato, scoperto. Ritrovato, ri-tratto. In esclusiva assoluta per l'Italia il Museo Regionale di Scienze Naturali di Torino, da oggi mercoledì 7 novembre al 2 dicembre, ospita la mostra ''Di fronte e di schiena''...
Da oggi e fino al 2 dicembre il Museo Regionale di Scienze Naturali di Torino ospiterà “Di fronte e di schiena”, una mostra collettiva tratta dalla Collezione di Fotografia Europea, il festival della fotografia di Reggio Emilia

MILANO – Il visibile non è quello che ci sta davanti. È intorno, ai lati. Dietro. Si nasconde allo sguardo e va ricercato, scoperto. Ritrovato, ri-tratto. In esclusiva assoluta per l’Italia il Museo Regionale di Scienze Naturali di Torino, da oggi mercoledì 7 novembre al 2 dicembre, ospita la mostra “Di fronte e di schiena”, a cura di Elio Grazioli, organizzata da Pho_To Progetti per la fotografia, con il Patrocinio della Regione Piemonte, e tratta dalla Collezione di Fotografia Europea Reggio Emilia, un progetto culturale del Comune di Reggio Emilia che dal 2006 si confronta con la cultura internazionale dell’immagine e rivolge una particolare attenzione al territorio e ai giovani fotografi. “Di fronte e di schiena” è una selezione di autori, i cui scatti sul tema compongono la collezione, acquisita nel corso delle sue sette edizioni e custodita nella Fototeca della Biblioteca Panizzi. La mostra è inserita come evento speciale nel programma di Photissima, la fiera torinese dedicata alla fotografia.

DI FRONTE E DI SCHIENA
– Sprazzi di verità si rivelano a volte sbirciando attraverso le finestre di un asilo. Tra i palazzoni di una periferia, luogo “fuori centro” per eccellenza. Nella fugacità di un amplesso, o in ascolto fuori da una porta chiusa. “Talvolta è di fronte ma è invisibile, talvolta è di schiena ma si capisce tutto”, spiega Elio Grazioli, curatore di Fotografia Europea che ha selezionato le opere in mostra; immagini varie e significative con cui viene ricostruito lo sguardo attento e curioso sul panorama internazionale contemporaneo che ha guidato le edizioni del festival fin qui realizzate. La Collezione di Reggio Emilia, infatti, mette a confronto le ricerche professionali e artistiche originali di alcuni dei più autorevoli esponenti e delle più stimolanti promesse della scena fotografica internazionale di oggi.

SCATTI D’AUTORE – Sono 18 gli autori selezionati tra gli oltre 100 che compongono la Collezione e che attraverso il fil rouge “Di fronte e di schiena” generano nuovi accostamenti, analogie impreviste, inedite sfaccettature in un confronto di stili ed epoche che è una ricerca continua, in perenne trasformazione. Marina Ballo Charmet, Giorgio Barrera, Gabriele Basilico, Antonio Biasiucci, Bruno Cattani, Antoine D’Agata, Vittore Fossati, Luigi Ghirri, Goran Galić e Gian-Reto Gredig, Aino Kannisto, Martin Parr, Bernard Plossu, Pentti Sammallahti, Kai-Uwe, Schulte-Bunert, Ferdinando Scianna, Klavdij Sluban, Alessandra Spranzi e Nicola Vinci con i loro scatti site specific per Reggio Emilia, hanno interpretato liberamente il tema che ogni anno ha caratterizzato Fotografia Europea, con un’attenzione particolare al paesaggio urbano e alla figura umana, tra ricerca e sperimentazione.

THE CORE OF INDUSTRY – Oltre alle 30 immagini esposte, la mostra “Di fronte e di schiena” presenta anche una selezione di libri che compongono il progetto “The Core of Industy”, concorso internazionale di fotografia promosso nel 2008 dal Comune di Reggio Emilia e dall’Associazione Industriali della Provincia di Reggio Emilia nell’ambito del festival per mettere a fuoco l’essenza della realtà industriale europea e locale al tempo stesso. Gli autori – Carmen Cardillo, Luca Casonato, Karin Jobst Florian Joye, Mindaugas Kavaliauskas, Hyun-Jin Kwak, Ernst van der Linden, Thomas Pospech – mettono a nudo, attraverso i loro scatti, scarni paesaggi e imponenti cisterne. Armadi pieni di fili e carrelli abbandonati, operai seduti in pausa pranzo e uomini che scaricano merci. Il paesaggio, l’architettura, l’ambiente e le persone diventano così gli oggetti di un’unica indagine per raccontare meglio di qualsiasi studio criticità, eccellenze e implicazioni sociali dei mutamenti industriali in atto.

7 novembre 2012

© Riproduzione Riservata