Da Virginia Woolf a Mark Twain, ecco le critiche più spietate rivolte a Jane Austen

Jane Austen è tutt’oggi una delle autrici più amate dalle lettrici di tutto il mondo. I suoi libri sono ancora letti e venduti a distanza di due secoli
Da Virginia Woolf a Mark Twain, ecco le critiche più spietate rivolte a Jane Austen
Jane Austen è tutt’oggi una delle autrici più amate dalle lettrici di tutto il mondo. I suoi libri sono ancora letti e venduti a distanza di due secoli

MILANO – Jane Austen è tutt’oggi una delle autrici più amate dalle lettrici di tutto il mondo. I suoi libri sono ancora letti e venduti a distanza di due secoli, sulle sue storie sono stati realizzati film e tesi di laurea. Eppure non tutta la critica è unanime nel riconoscere a questa autrice la grandezza letteraria che ha raggiunto. In questo articolo – ripreso da bustle.com – vi proponiamo una serie di commenti negativi e critiche mosse a Jane Austen da importanti scrittori e critici letterari, per mostrare come la ricezione delle sue opere non è sempre stata positiva, e come sia difficile – perfino per l’autrice di “Orgoglio e pregiudizo” – riuscire a mettere tutti d’accordo.

 

– “Non solo le sue storie sono del tutto prive di qualsiasi inventiva, ma anche i personaggi, gli avvenimenti e i sentimenti sono tratti esclusivamente dalla sua esperienza personale.

In una copia del 1818 del “British Critic Literary Journal” apparve un articolo in cui, sebbene si apprezzasse la capacità d’osservazione dell’autrice, se ne rimproverava una totale carenza di immaginazione.

 

– “In entrambe le storie che ho letto, l’unica problematicità cui l’autrice è riuscita a pensare è… il matrimonio. Tutto ciò che interessa a qualsiasi personaggio rappresentato è: ‘Avrà o non avrà (lui o lei, a seconda dei casi) la quantità di denaro necessaria a sposarsi? Sarà o non sarà conforme alle condizioni necessarie per convolare a giuste nozze? Il suicidio sarebbe più rispettabile…

Il saggista, scrittore, poeta e filosofo americano Ralph Waldo Emerson fu un critico piuttosto spietato delle opere di Jane Austen. Definì l’autrice inglese “volgare nel tono, sterile nell’invenzione artistica, imprigionata nelle deprecabili convenzioni dell’alta società inglese”.

 

– “Ogni volta che leggo ‘Orgoglio e pregiudizio’ mi viene voglia di dissotterrare Jane Austen e di colpirle il cranio utilizzando la sua tibia… è un vero peccato che le abbiano permesso di morire di morte naturale.

Il celebre scrittore Mark Twain si espresse in questi termini nei confronti di Jane Austen. Aggiunse inoltre che una biblioteca senza libri è da preferire a una biblioteca con anche un solo titolo della Austen, e che avrebbero dovuto pagarlo per fargli leggere altri suoi romanzi.

 

– “Ho preso il libro e l’ho studiato accuratamente. E cosa vi ho trovato? L’accurato ritratto di un luogo comune.

Così rispose l’autrice Charlotte Brontë al critico George Henry Lewes, il quale aveva messo a confronto le opere delle due autrici. Charlotte Brontë non condivideva in particolare la rappresentazione della Austen dell’amore romantico. Sebbene la Austen venisse ritenuta una scrittrice molto attenta alla verosimiglianza, secondo la Brontë non fu molto realistica né onesta nella rappresentazione dei suoi amori letterari.

 

– “I romanzi della Austen ci mostrano tutte le piccolezze e le banalità della vita: si limitano a riportare scrupolosamente quello che dicono e quello che fanno tutta una serie di personaggi rozzi, volgari e spiacevoli, la cui eccessiva verosimiglianza viene ben presto a noia.

Una copia del 1853 del “Westminster Review” pubblicò questo severo giudizio in un periodo storico in cui l’apprezzamento per le opere della Austen era in forte crescita. L’autore anonimo sosteneva inoltre che la vita di tutti giorni non avrebbe mai rappresentato un materiale prolifico per la stesura di un grande romanzo.

 

– “Gli editori hanno trovato la loro cara, la nostra cara, la cara di tutti Jane…  così ben disposti nei confronti della piacevole rappresentazione di ogni varietà di ciò che viene ritenuto di buon gusto (e che dimostra di poter essere vendibile)…

Lo scrittore Americano Henry James scrisse queste amare considerazioni riguardo Jane Austen. Dichiarò di rispettarla come romanziere, ma ne criticò la scelta di scrivere quasi unicamente per un target femminile.

 

– “La Austen caratterizza la propria personalità al posto dei propri personaggi. A mio modo di vedere lei è davvero inglese, nel senso più mediocre e snob del termine

Così l’autore D.H. Lawrence, che con i suoi romanzi – osceni per l’epoca – scandalizzo il panorama letterario mondiale, descrisse “la zitella” Jane Austen.

 

– “A volte sembra accettare la vita così come l’ha trovata, con troppa passività. È evidente che quel che la vita le ha mostrato è un bell’affare: conveniente, compiaciuto e, nel senso peggiore del termine, artificiale.

Virginia Woolf, che pure descrisse Jane Austen come una magnifica artista, criticò le tematiche affrontate nei suoi romanzi.

 

– “Jane Austen è il corrispettivo femminile di Peter Pan nel mondo letterario. Non è mai cresciuta.

George Sampson, autore inglese e insegnante, scrisse nel 1924 un articolo pubblicato nella rivista letteraria “The Bookman”. “Nel suo mondo, più che sposare i personaggi” continua, “si limita a ‘giocare’ con le bambole.”

 

– ‘Un’importante critica all’opera di Jane Austen: la sua visione è limitata dall’accettazione acritica e passiva della società di classe.

Arnold Kettle, un critico letterario marxista, commentò così le opere di Jane Austen in un saggio del 1951 dedicato al romanzo “Emma”.

 

– “Il matrimonio è ancora l’unica carriera percorribile. La Austen non ha alcuno spirito critico nei confronti delle convenzioni sociali.

Edna Steeves, scrittrice femmenista, commentò così in un saggio sulle donne scrittrici nella storia. La Steeves lamentò la mancanza di coraggio della Austen per non aver approfondito il discorso sociale riferito alle realtà a lei più vicine.

 

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