”Cartoline dalla Calabria”, un reportage fotografico per raccontare i luoghi di una regione stretta nella morsa della ‘Ndrangheta

Contenitore culturale indipendente, permeabile alla scena urbana in cui si colloca, per la sua proposta espositiva e formativa bin11 presenta ''Cartoline dalla Calabria'', un reportage firmato dai due fotografi Ilenia Piccioni e Antonio Tiso...
Nell’ambito della rassegna fotografica “Reportage from Babylon”, l’associazione culturale bin11 di Torino presenta “Cartoline dalla Calabria”, in mostra fino al 12 dicembre
 

MILANO – L’associazione culturale bin11 riparte dal binario morto dell’ennesimo contributo alla riflessione sulla cultura dell’immagine per chiedersi quel che resta da dire a proposito di quel che non si può dire, ovvero l’immagine stessa. Contenitore culturale indipendente, permeabile alla scena urbana in cui si colloca, per la sua proposta espositiva e formativa bin11 presenta “Cartoline dalla Calabria”, un reportage firmato dai due fotografi Ilenia Piccioni e Antonio Tiso, che sarà in esposizione presso gli spazi di via Belfiore 22a, a Torino, fino al 12 dicembre. La mostra si inserisce all’interno della rassegna fotografica “Reportage from Babylon – I linguaggi del reportage”, a cura di Giampiero Vietti, Valeriu Ceobanu e Ivan Catalano, giunta quest’anno alla sua seconda edizione.

CARTOLINE DALLA CALABRIA
– Queste immagini, ingiallite come le vecchie cartoline, sembrano risalire a venti o trent’anni fa. Eppure sono state scattate negli ultimi due anni. Mostrano il calvario di una regione, la Calabria, dalle grandi potenzialità, eppure frenata nel suo sviluppo dalle maglie asfittiche della ‘Ndrangheta. Oggi la ‘Ndrangheta è la criminalità organizzata di successo per antonomasia. Controlla tutto lo smercio della droga in Europa, ha diversificato le sue attività come una multinazionale e traffica sia in armi sia in esseri umani con lo stesso successo. Il suo fatturato pare si attesti attorno al 2.9 per cento del Pil nazionale. Mentre le ‘Ndrine si arricchiscono, la Calabria resta immobile, inchiodata agli ultimi posti degli indicatori economici su reddito e occupazione. L’imprenditoria pulita che ha soldi da investire scappa da queste terre. E’ la dimostrazione che le mafie non producono ricchezza, ma sono la condanna dei territori in cui operano, soffocati da degrado e sottosviluppo.

FOTOGRAFARE PER CONOSCERE – Ilenia Piccioni e Antonio Tiso sono fotografi freelance. Vivono a Roma e nel 2011 hanno creato l’agenzia Molo7. Si occupano di progetti fotografici a lungo termine. Tra questi un lavoro sulla vita degli sfollati  in fuga dalla violenza in Colombia e un reportage sulla libertà di stampa in Russia. I loro lavori sono stati pubblicati su Le Monde, Neue Zurcher Zeitung, l’Espresso, L’Europeo, Il Venerdì di Repubblica, Sette, Repubblica, Amnesty International Magazine, Il Manifesto, Narcomafie e altri. Piccioni e Tiso sono stati premiati in Italia e all’estero, esibendo i loro lavori in Festival e circuiti italiani e internazionali. Per entrambi la fotografia è uno strumento di conoscenza della realtà, un linguaggio con cui raccontarla in modo intimo. «Il racconto fotografico è un modo fantastico per sottrarre al decadere del tempo qualcosa che per noi ha valore», dicono del loro lavoro. Per indole e per mestiere sono spesso in movimento. Il primo libro di Piccioni-Tiso si intitola “La casa blu e le voci assolate” (Edizioni del Cerro, 2007).

REPORTAGE FROM BABYLON
– La seconda edizione della rassegna "Reportage from Babylon" riparte dallo sguardo di giovani fotoreporter su alcune “peculiarità” italiane. La rassegna è stata aperta da Michela Battaglia, che in “Topografia della Memoria” si interroga sul ricordo delle vittime di mafia. A dicembre, dopo “Cartoline dalla Calabria”, sarà la volta di Marco Ansaloni con il lavoro “Vatican Secret Archive”. A gennaio la rassegna allarga nuovamente l’orizzonte su un’Europa sospesa tra fantasmi del passato e crisi economica. Jacopo Gallitto, Carlo Mossetti e Carlo Reviglio raccontano per immagini “A Bosnian story: The Rudnik doo”. Infine Gianpaolo La Paglia con il reportage “An Unexpected End” offre una testimonianza originale sulla recessione irlandese.

26 novembre 2012

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