Anniversario della morte di Heinrich Heine, ecco i suoi aforismi più belli

Ritenuto da molti un grande e intenso poeta, la fortuna critica che ha incontrato l'opera di Heinrich Heine dopo la sua morte è oscillante. Mentre per alcuni fu il maggior poeta tedesco del periodo di transizione tra romanticismo e realismo...

In occasione dell’anniversario di morte di uno dei più importanti poeti della letteratura tedesca, ecco una selezione dei suoi migliori aforismi

 

MILANO – Ritenuto da molti un grande e intenso poeta, la fortuna critica che ha incontrato l’opera di Heinrich Heine dopo la sua morte è oscillante. Mentre per alcuni fu il maggior poeta tedesco del periodo di transizione tra romanticismo e realismo, per altri il giudizio è negativo. Nietzsche gli riconosce un ruolo di precursore. Il suo ‘Libro dei canti’ possiede comunque straordinaria lievità e levigatezza formale: è una delle opere più diffuse e tradotte della produzione tedesca.

 

 
‘Il commerciante ha in tutto il mondo la medesima religione.’
 
‘Non chiedetemi che cosa ho, ma che cosa sono.’
 
‘Dio mi perdonerà: è il suo mestiere.’
 
‘L’avvocato è un galantuomo che salva i vostri beni dai vostri nemici tenendoli per sè.’
 
‘L’esperienza è una buona scuola. Ma le sue rette sono più alte.’
 
‘Che cos’è il piacere, se non un dolore straordinariamente dolce.’
 
‘Dove le parole finiscono, inizia la musica.’

 
‘Dovunque si bruciano i libri, si finisce per bruciare anche gli uomini.’
 
‘È dolce quello che tu mi dici, ma più dolce è il bacio che ho rubato alla tua bocca.’
 
‘La banderuola sul campanile, sebben fatta di ferro, sarebbe presto infranta dal vento di tempesta se non comprendesse la nobile arte di volgersi ad ogni vento.’
 
‘Ognuno dovrebbe perdonare i propri nemici, ma non prima che questi siano impiccati.’

 

‘Comprimi ora il tuo cuore sul mio, sicché le fiamme unite si consumino.’

 

 

 

 17 febbraio 2015

 

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