Boook Buddies, i gatti diventano compagni di lettura per i bambini

Il vostro bambino ha difficoltà a leggere? Un amico a quattro zampe potrebbe essere la soluzione. In America, ne abbiamo già parlato in precedenti articoli, è diventata consuetudine affiancare al piccolo lettore un cane che ascolti le sue storie: basta questo perché il bambino gradualmente migliori le sue capacità. E allora perché non provare con i gatti?...

L’associazione Animal Rescue League della Pennsylvania, che si occupa del recupero di animali maltrattati, ha ideato un programma che consente ai bambini di far visita al gattile e di leggere delle storie agli ospiti lì ricoverati. L’esercizio dà ottimi risultati per i ragazzini, che migliorano gradualmente le loro capacità  

MILANO – Il vostro bambino ha difficoltà a leggere? Un amico a quattro zampe potrebbe essere la soluzione. In America, ne abbiamo già parlato in precedenti articoli, è diventata consuetudine affiancare al piccolo lettore un cane che ascolti le sue storie: basta questo perché il bambino gradualmente migliori le sue capacità. E allora perché non provare con i gatti? Il suggerimento arriva, anche questa volta, dagli Stati Uniti, dal programma Book Buddies attuato dall’associazione Animal Rescue League della Pennsylvania, che si occupa del recupero di animali maltrattati. Ve lo rigiriamo proprio oggi, perché, forse non tutti lo sanno, il 17 febbraio si celebra la festa del gatto.

LA FESTA DEL GATTO – Il gatto è da sempre, oltre al cane, l’altro migliore amico dell’uomo. A tal punto che la giornalista Claudia Angeletti di “Tuttogatto” propose ai lettori un referendum per scegliere un giorno a lui dedicato: venne decretato il 17 febbraio, perché 17 in numero romano si scrive “XVII”, anagramma di “VIXI”, che è anche una parola latina che significa “ho vissuto”. E chi meglio del gatto, che ha sette vite, può fare quest’affermazione? Inoltre, questa data cade sotto il segno dell’acquario, un segno creativo e libero, privo di vincoli, che ben rappresenta la personalità del nostro amico felino. I gatti sono amati anche dalla letteratura e da numerosissimi scrittori di prim’ordine – basti pensare a “Il gatto nero” di Edgar Allan Poe, o alla fiaba popolare “Il gatto con gli stivali”, di cui esistono le versioni di Charles Perrault e dei fratelli Grimm, tanto per fare qualche esempio. E questo amore è, a quanto pare ricambiato.

BOOK BUDDIES, COME NASCE L’IDEA – All’Animal Rescue League i gatti sono al centro del programma Book Buddies, ideato dalla coordinatrice Kristi Rodriguez. Suo figlio, di 10 anni, aveva difficoltà di lettura. Per far sì che si esercitasse lei lo ha portato al gattile dell’ARL, dove lui ha iniziato a leggere agli ospiti a quattro zampe lì ricoverati. L’esercizio ha funzionato. Come già abbiamo avuto modo di spiegare, il meccanismo è semplice: il bambino sa che c’è qualcuno ad ascoltarlo, quindi si impegna per dare il massimo, e al tempo stesso è consapevole di “esibirsi” davanti a un pubblico che non lo giudica. Libero da ansie, legge in tutta tranquillità, piacevolmente, ritornando sui suoi errori e correggendosi. E qual è invece l’effetto sul gatto? I mici che hanno trovato casa in questo ricovero hanno purtroppo subito maltrattamenti dagli uomini e non sono più in grado di fidarsi di loro, sono malridotti e scontrosi. Il suono ritmico di una voce che legge loro una storia, però, ha un effetto rassicurante e rilassante. Attraverso questa pratica il gatto impara a riacquistare fiducia, si riavvicina alle persone.

IL PROGRAMMA – Kristi Rodriguez ha pensato che se a suo figlio era piaciuta l’esperienza, avrebbero potuto apprezzarla anche i suoi coetanei. È nato così il  programma Book Buddies, partito nell’agosto 2013 e rivolto a ragazzini delle elementari e delle medie. Ciascun bambino riceve un ticket quando raggiunge il traguardo di cinque libri letti, ticket che può essere convertito in un premio o che dà diritto al bambino di vedere la sua fotografia esposta per un mese al desk di ingresso. 

I BENEFICI PER I BAMBINI – Il programma sta avendo successo e sta crescendo nella comunità, spiega Kristi Rodriguez con soddisfazione. Tanto più che sono sempre più numerosi gli studi universitari che dimostrano come avere un animale a supportare lo sforzo dell’apprendimento aiuti i bambini ad avere un rapporto migliore con la scuola. Non solo: gli amici a quattro zampe hanno la capacità di migliorare le attitudini dei bambini autistici alla comunicazione. Speriamo che pratiche di questo tipo prendano sempre più piede anche da noi!

17 febbraio 2014

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