ARTE - Per la prima volta in Italia nel corso della biennale

”The Bridges of Graffiti”, i 10 protagonisti della graffiti art internazionale in mostra a Venezia

I 10 grandi protagonisti della graffiti art internazionale raccolti per la prima volta in un unico spazio espositivo. Sabato 9 maggio a Venezia ha aperto al pubblico The Bridges of Graffiti...

MILANO –  I 10 grandi protagonisti della graffiti art internazionale raccolti per la prima volta in un unico spazio espositivo. Sabato 9 maggio a Venezia ha aperto al pubblico The Bridges of Graffiti. L’evento collaterale delle Biennale di Venezia ha inaugurato all’interno del nuovo spazio Arterminal, area espositiva di 3500 mq recentemente riqualificata da Venezia Terminal Passeggeri – concessionaria del Terminal S. Basilio – che ha prodotto l’allestimento architettonico con il patrocinio dell’Autorità Portuale di Venezia.

I PROTAGONISTI – Insieme per la prima volta a Venezia ed eccezionalmente riuniti per questa grande collettiva, Boris Tellegen, Doze Green, Eron, Futura, Mode2, SKKI ©, Jayone, Todd James, Teach, Zero-T hanno realizzato una singola opera collaborativa, una sorta di Hall of Fame sui muri dello spazio Arterminal, alla quale si sono aggiunte una serie di opere site-specific create appositamente per l’evento.

L’ARTE DEI GRAFFITI – Il progetto, curato dalla Fondazione de Mitri di Modena e da Mode2 con la consulenza di DeeMo, Luca Barcellona e Andrea Caputo, organizzato dai componenti di Associazione Inossidabile e prodotto da Carlo Pagliani, Claudia Mahler e Sartoria Comunicazione, ha permesso di vedere realizzata in un contesto italiano di assoluto prestigio una grande mostra dedicata all’arte dei graffiti dopo la storica rassegna “Arte di Frontiera” curata di Francesca Alinovi nel lontano 1984.

 

PROGETTO D’AMPIO RESPIRO – The Bridges of Graffiti, che ha ricevuto il patrocinio della Commissione Nazionale Italiana per l’UNESCO, non è però solo una mostra. E’ un progetto di più ampio respiro, che comprende anche le foto storiche della leggendaria fotogiornalista Martha Cooper, che riempiono le pareti della grande hall, e che documentano i primi grandiosi graffiti realizzati a New York tra la fine degli anni ’70 e gli ’80, e una grande videoinstallazione tridimensionale di Henry Chalfant, una sorta di documentario in loop raffigurante le celebri immagini di vagoni di treni fotografate tra il 1977 e il 1983 nella metropolitana di New York. In mostra è presente inoltre una sezione che raccoglie tutte le pubblicazioni più importanti dedicate alla graffiti art e una zona caffetteria, concepita da Boris Tellegen – artista che da sempre sperimenta con la tridimensionalità e con forme architettoniche grazie anche ai suoi studi in Industrial Design Engineering presso la TU Delft – con annessa sala relax arredata con tavoli e sedie, dove il visitatore può fare una pausa e bere un drink dando un’occhiata ai volumi esposti nei bookshelves.

 

18 maggio 2015

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