ARTE - 26 artisti contemporanei reinterpretano la Natura Morta

Rivisitare la Natura Morta e leggerla come metafora di vita con la mostra ”Still Life Remix”

Natura morta come metafora di vita e simbolo del tempo che fugge. Uno dei generi più antichi della pittura viene riletto in chiave contemporanea grazie all’estro di 26 artisti che hanno creato una modalità pittorica completamente nuova attraverso cui paesaggi...

“STILL-LIFE Remix. 26 artisti contemporanei reinterpretano la Natura Morta”, è il titolo dell’esposizione che, fino a domenica 4 ottobre 2015, sarà aperta ai visitatori a San Casciano (Firenze). La mostra riunisce circa 40 lavori di artisti contemporanei, internazionali e italiani, che interrogano le possibilità espressive della natura morta.

 
MILANO – Natura morta come metafora di vita e simbolo del tempo che fugge. Uno dei generi più antichi della pittura viene riletto in chiave contemporanea grazie all’estro di 26 artisti che hanno creato una modalità pittorica completamente nuova attraverso cui paesaggi, ritratti, fiori e frutti vengono riprodotti insieme a prede di caccia, in composizioni prive della presenza di esseri umani. Questi assemblaggi, spesso arricchiti da oggetti simbolici come teschi, perle, libri o strumenti per la misurazione del tempo, rappresentano un monito alla fragilità della bellezza e all’inevitabilità della morte. “Still-life Remix” ha ottenuto il patrocinio di Expo 2015 ed è inserita nei percorsi ufficiali culturali in Italia durante il semestre della manifestazione.

 
LA NATURA MORTA PER REINTERPRETARE LA REALTÀ – Still-life Remix riunisce circa quaranta lavori di ventisei artisti contemporanei, internazionali e italiani, che interrogano le possibilità espressive della natura morta. Alcuni lavori sono stati realizzati appositamente per l’esposizione che conta anche un’opera site specific. Affiancando opere di artisti emergenti con opere di figure di spicco nel campo dell’arte contemporanea, la mostra ci spinge a guardare la realtà che ci circonda con uno sguardo nuovo. A fronte dell’uso onnipresente della fotografia e al costante bombardamento pubblicitario delle multinazionali del cibo, perché gli artisti contemporanei sono ancora interessati alla Natura Morta? Come si sono trasformate le tematiche e i linguaggi che queste composizioni affrontano?

 
IL SIGNIFICATO METAFORICO DELLE NATURE MORTE – A partire dalla seconda metà del sedicesimo secolo gli artisti ritraevano con mirabile maestria il momento di massimo splendore della natura, metaforicamente fermandone la trasformazione e il deterioramento. Le nature morte diventano quindi la rappresentazione fisica della fugacità della vita terrena, in cui i simboli della temporalità, come orologi e teschi, si accompagnano a tavole imbandite, cibi, fiori e animali.

 
UNA RIVOLUZIONE FORMALE – La natura morta come vero e proprio genere pittorico raggiunge il culmine nei primi anni del diciassettesimo secolo, divenendo un genere molto ricercato da mecenati e collezionisti. L’arte della modernità, invece, trova nella Natura Morta un importante strumento attraverso cui reinventare la tradizione e l’iconografia classica: così, dai Fauve ai Cubisti, passando per il Surrealismo, la Natura Morta diviene un genere che può essere completamente rivoluzionato dal punto di vista formale. In Italia l’interesse per questo genere pittorico connota la ricerca di due indiscussi maestri del genere come Giorgio Morandi e Filippo De Pisis che attraverso di essa sembrano catturare lo stato morale del paese nelle loro piccole tele.

 
L’IRREVERSIBILE CORSO DELLA NATURA – La mostra Still-life Remix presenta un insieme di opere fotografiche, scultoree, pittoriche e video che illustrano come ancora oggi il nostro sguardo possa, attraverso il codice espressivo della Natura Morta, cogliere il passare del tempo attraverso la rappresentazione visiva di un impossibile equilibrio tra naturale e artificiale. Le opere presentate in mostra dimostrano che attraverso la Natura Morta molti artisti contemporanei ancora oggi possono raccontare la loro percezione del mondo che ci circonda, la fragilità umana, la caducità della felicità terrena, a dimostrazione che questo genere sospeso tra tradizione pittorica e fotografia pop sia oggi più che mai vivo e capace di trasmettere emozione.

 
DAL CLASSICISMO ALLA CONTEMPORANEITÀ – I lavori lasciano ben trasparire come i valori della composizione e dell’equilibrio cromatico siano reinventati, completamente trasformati e tradotti nella contemporaneità, per conservare l’efficacia dell’indagine. Così, per esempio, le immagini di Wolfgang Tillmans dimostrano come il genere si sia trasformato catturando la quotidianità e i residui della presenza umana sullo spazio, mentre i lavori di Ori Gersht mostrano il rapporto stretto che intercorre tra violenza e bellezza attraverso la improvvisa esplosione di nature morte che sembrano uscite dalla migliore pittura fiamminga secentesca. Due talenti emergenti come Santo Tolone ed Elisa Strinna si riappropriano invece con ironia di un’iconografia classica per trasformarla in cosa altra.

 
GLI ARTISTI IN MOSTRA – Giorgio Andreotta Calò, Arianna Carossa, Mat Collishaw, Hans Peter Feldemann, Stefania Galegati, Francesco Gennari, Ori Gersht, Piero Gilardi, Thomas Grünfeld, Gusmao & Paiva, Georgie Hopton, Elad Lassry, Esko Männikkö, Davide Monaldi, Aldo Mondino, Nicolas Party, Jack Pierson, Lorenzo Scotto di Luzio, Shimabuku, Shirana Shahbazi, Elisa Strinna, Wolfagang Tillmans, Santo Tolone, Luca Vitone, Henkel & Pitegoff.

 

LA LOCATION – La mostra, ambientata nel contesto altamente suggestivo degli spazi della cantina Antinori nel Chianti Classico – vuole anche essere un omaggio e sottolineare la particolarità della committenza dell’esposizione: l’esposizione si inscrive infatti in una tradizione secolare della famiglia Antinori di passione per l’arte che – oggi come allora – si impegna a tutto campo per realizzare una forte connessione tra le migliori espressioni della tradizione e della contemporaneità. La Cantina Antinori nel Chianti Classico è il simbolo del legame profondo che sin dal 1385 lega la famiglia Antinori alla passione per le arti: pittura, scultura, architettura, e naturalmente l’arte di saper trasformare i frutti della terra in grandi vini.

 
LA NATURA MORTA DI FILIPPO DE PISIS – In risposta alla mostra Still-life Remix la famiglia Antinori ha deciso di presentare negli spazi dedicati alle collezioni della cantina alcune opere di Palazzo Antinori. Una grande Natura Morta Fiamminga del 1600 e due tele di Filippo De Pisis in cui il tono ‘crepuscolare’ e intimista della rappresentazione degli oggetti inanimati è ottenuta da un fare pittorico lieve contraddistinto da rapidi tocchi.

 

12 luglio 2015

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