La pittura fiorentina

”Puro, semplice e naturale”, la mostra che celebra la novità della tradizione fiorentina, da Pontormo a Lorenzo Lippi

''Puro, semplice e naturale nell’arte a Firenze tra Cinque e Seicento'' si intitola così la mostra che inaugura oggi alla Galleria degli Uffizi di Firenze, per celebrare alcuni dei più grandi Maestri che...

Inaugura oggi la seconda mostra di Firenze 2014 – Un anno ad arte ospitata e realizzata dalla Galleria degli Uffizi, un appassionato studio critico e scientifico della pittura fiorentina fra Cinquecento e Seicento, che mette in luce la novità della tradizione fiorentina di quell’epoca

MILANO – ”Puro, semplice e naturale nell’arte a Firenze tra Cinque e Seicento” si intitola così la mostra che inaugura oggi alla Galleria degli Uffizi di Firenze, per celebrare alcuni dei più grandi Maestri che hanno fatto la storia della pittura in Italia e nel mondo, esempi emblematici di bravura e raffinatezza pittorica: da Andrea del Sarto a Fra’ Bartolomeo, passando per Lorenzo Lippi e Andrea Sansovino. La mostra si inserisce nel ricco programma di Firenze 2014 – Un anno ad arte.

LA MOSTRA – La mostra, strutturata in 5 sezioni cronologiche e 4 tematiche, privilegia i valori di coesione stilistica e iconografica, presentando una vera e propria rassegna di capolavori, 72 in tutto realizzati da 35 artisti, molti dei quali restaurati per l’occasione. L’esposizione intende sovvertire il luogo comune di una cultura fiorentina conservatrice, rivelando la forza di novità presente in quella linea dell’arte cittadina che, tra Quattro e Seicento, restò fedele ai propri modelli, mettendo in luce la “novità della tradizione”. Giorgio Vasari nelle pagine delle Vite (1568), esaltava la “Maniera moderna” come superamento della tradizione quattrocentesca, ormai arcaica, e collocava Leonardo, Michelangelo e Raffaello al centro di questo periodo di «somma perfezione»; a loro affiancava Fra’ Bartolomeo e Andrea del Sarto, meticolosi imitatori della natura, che vennero rivalutati soprattutto alla fine del ‘500, così come accadde intorno alla metà del Seicento per Lorenzo Lippi e Antonio Novelli.
Seguì un periodo buio e solo a partire dagli anni Venti del Novecento con Hermann Voss, e dagli anni Cinquanta e Sessanta, si è cominciato a ritessere quel sottile filo che legava i maestri del primo Cinquecento a quelli del Seicento maturo, precisandone il carattere di novità nella tradizione. La mostra punta ad illustrare questa identità dell’arte fiorentina, attraverso un ricco e serrato contrappunto tra pittura e scultura.

LE SEZIONI TEMATICHE – Oltre che per epoca, le sale sono divise anche per tematiche: la prima è dedicata al disegno dal vero, che spazia da Andrea del Sarto e Pontormo fino agli artisti della metà del Seicento, come Lorenzo Lippi e Antonio Novelli; poi vi sono le “pitture di casa”, degli affetti intimi, col bel Fra’ Bartolomeo del County Museum di Los Angeles; seguono le “pitture di cose”, dove si ergono a protagonisti gli oggetti domestici e infine la “tradizione del sacro”, che chiude la mostra con uno spettacolare trittico di busti del Redentore, di Torrigiani (riscoperto in Gran Bretagna), di Caccini (un miracoloso recupero conservativo) e di Novelli (dal Metropolitan Museum di New York).

17 giugno 2014

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