Rinascimento

Nuova illuminazione per la basilica di Santa Maria presso San Satiro

Situata nel cuore di Milano, la Basilica è un sito di grande interesse culturale e artistico che il nuovo impianto di illuminazione ha contribuito ad arricchire, regalando una nuova bellezza ad un luogo che ogni anno viene visitato da oltre 180.000 persone
La nuova illuminazione della basilica di Santa Maria presso San Satiro

MILANO – La Basilica di Santa Maria presso San Satiro, un gioiello rinascimentale situato nel cuore di Milano, a pochi passi dal Duomo, conserva al suo interno la “prospettiva” di Donato Bramante (1444-1514) che, grazie al nuovo sistema di illuminazione, può adesso essere ammirata in tutto il suo splendore.

LA BASILICA – La Basilica di Santa Maria presso San Satiro, nonostante sia conosciuta sopratutto per la “prospettiva”, conserva al suo interno altri due spazi di grande importanza: il Sacello, che costituisce il primo impianto architettonico della chiesa di San Satiro, voluto nel IX secolo dall’Arcivescovo Ansperto, nel quale è stato posto il gruppo in terracotta della “pietà”, opera di Agostino De Fondulis e il battistero, in origine sacrestia della chiesa, anch’esso opera di Donato Bramante. Questi elementi rendono la Basilica un sito di grande interesse culturale e artistico che il nuovo impianto di illuminazione ha contribuito ad arricchire, regalando una nuova bellezza ad un luogo che ogni anno viene visitato da oltre 180.000 persone.

UNA NUOVA LUCE – Il nuovo impianto di illuminazione, reso possibile grazie allo studio “Artemide”, permette di ammirare la famosa “prospettiva” di Bramante in tutta la sua magnificenza grazie ad un effetto di luce soffusa ma non invasiva. Inoltre,  grazie al contributo della Fondazione Banca del Monte di Lombardia, è stato realizzato un intervento di deumidificazione e sanificazione dei muri, rendendo la Basilica più luminosa e armoniosa nel suo complesso. Mons. Domenico Sguaitamatti, collaboratore dell’Ufficio Beni Culturali dell’Arcidiocesi di Milano, a proposito di questi importanti cambiamenti, ha dichiarato: “San Satiro non si guarda semplicemente. Se si vuole viverla e gustarla occorre imparare a contemplarla; imparare la sua lingua che si declina in spazi avvolgenti in grado di abbracciare, in forme architettoniche equilibrate capaci di sedurre, conquistare, ampliare lo sguardo, in segni di fede antica e nuova che invitano a pregare. Così si impara ad amare San Satiro. I suoi percorsi artistici sono anche itinerari di riflessione e di fede: preziosa eredità di chi ci ha preceduto da non svilire con una frettolosa, distratta e superficiale visione”.

 

 

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