ARTE - Ritrovato un ritratto inedito di Macchiavelli

Niccolò Macchiavelli, ritrovato in America un ritratto inedito del celebre scrittore fiorentino

Stasera al Complesso del Vittoriano a Roma ci sarà un incontro per presentare al pubblico una scoperta molto interessante: il sesto ritratto di Niccolò Macchiavelli, probabilmente il primo in ordine cronologico tra quelli noti, che attualmente sono cinque.

Di Niccolò Macchiavelli esistono in tutto il mondo pochissimi ritratti, al momento sono cinque, più quest’ultimo, ritrovato in America, che fino a poco tempo fa era in possesso di un collezionista di Jacksonville, in Florida. E ora finalmente, dopo il restauro, potremo ammirarlo al Complesso del Vittoriano, in anteprima mondiale 

MILANO – Stasera al Complesso del Vittoriano a Roma ci sarà un incontro per presentare al pubblico una scoperta molto interessante: il sesto ritratto di Niccolò Macchiavelli, probabilmente il primo in ordine cronologico tra quelli noti, che attualmente sono cinque. Il Complesso del Vittoriano aveva già avuto a che fare con il noto scrittore, quando nel 2013, a cinquecento anni dalla sua composizione originaria, aveva realizzato la mostra ”Il Principe di Niccolò Machiavelli e il suo tempo (1513-2013)”, il cui successo ha spiegato perché quest’opera meriti ancora attenzione. Una mostra le cui tappe successive sono state a Washington, New York e Seoul. E proprio in America si nascondeva il ritratto inedito di Niccolò Machiavelli.

IL RITRATTO – Il ritratto, precedentemente in possesso di un collezionista della Florida che poi ha venduto il dipinto su ebay ed è stato acquistato dal politologo e collezionista Alessandro Campi, pare proprio raffigurare il celebre scrittore fiorentino posto di profilo e recante iscritto il nome del personaggio; un ritrovamento che riapre la questione dell’iconografia machiavelliana e delle sue implicazioni. Secondo le fonti iconografiche, autore della tela potrebbe essere un giovane spagnolo Pedro Rubiales, chiamato in Italia Roviale Spagnolo, pittore manierista di metà Cinquecento. L’incontro di stasera precede di qualche giorno l’apertura della mostra a Palazzo Baldeschi al Corso di Perugia, dal titolo “Machiavelli e il mestiere delle armi – Guerra, arti e potere nell’Umbria del Rinascimento”, presentando in anteprima mondiale la tavola che sarà poi esposta a Perugia dal 31 ottobre.

LA PAROLA ALL’ESPERTO – Claudio Strinati, che ha esaminato il dipinto, lo colloca nell’ambito della bottega del Vasari facendolo, peraltro, diventare il primo in ordine cronologico tra i ritratti noti. «Ci troviamo di fronte a un suo stretto collaboratore – afferma lo storico dell’arte – dalla mano più mossa e fluida, piuttosto raffinato nella modellazione della materia pittorica, di mano veloce e sintetica. Dunque nel nostro Ritratto di Machiavelli l’impianto è vasariano, sia sotto il profilo stilistico, sia sotto quello concettuale, ma la stesura è ben diversa da quella tipica del Vasari, che normalmente è grafico e analitico, mentre qui la stessa impostazione stilistica è formulata in modo sciolto e vivace.»

27 ottobre 2014

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