Arte e scuola

Michele Cucchi, ”Ecco come l’arte nelle scuole aiuta a sviluppare nei piccoli l’intelligenza emotiva”

Davanti ad un'opera d'arte non è vero che è facile 'capire'. La comprensione di un capolavoro, come la comprensione dell'altro, neuobiologicamente, è un processo che si costruisce.

Il Direttore Sanitario del Centro Medico Santagostino di Milano, autore del libro “Vincere l’ansia con l’intelligenza emotiva”, spiega come l’arte e le materie artistiche siano importanti e in che modo aiutino i bambini nel loro processo di crescita, in particolare nello sviluppo dell’intelligenza emotiva

MILANO – Davanti ad un’opera d’arte non è vero che è facile ‘capire’. La comprensione di un capolavoro, come la comprensione dell’altro, neuobiologicamente, è un processo che si costruisce. Abbiamo bisogno di sentire si la nostra pancia, ma anche di alimentare le sensazioni con il piacere e la passione per l’approfondimento, lo studio e la comprensione.

Chi non mastica d’arte ed entra in una mostra, inizialmente può sentirsi un pesce fuor d’acqua. Quando però riesce, guidato a dovere, a entrare nel mondo dell’artista, a intuire quello che c’è dentro a un semplice pezzo di marmo, ad una tela, ad una melodia, allora a quel punto prova qualcosa che non è più in grado di abbandonare, ne vuole ancora. La comprensione del mondo per quella persona sarà più profonda da quel momento in poi.

Questo è il vantaggio per i bambini: far crescere la propria capacità naturale di comprensione dell’altro in forme strutturate di espressione del pensiero che si nutre di sensazioni viscerali.

Quindi viene allenata l’empatia, la riflessività, la capacità di ponderare, l’immaginazione e la creatività. migliorano così la gestione dell’impulsività, la capacità ci leggere le emozioni in sé e negli altri, diventa più facile comprendere la nostra natura, entrando in contatto con mondi interiori di persone che a quel punto ci sembra di aver conosciuto quasi personalmente. Almeno nel momento in cui provavano, quell’emozione, in quel momento in cui l’hanno resa immortale nella loro opera.

Michele Cucchi

 

26 maggio 2014

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