ARTE - Detenuti restaurano opere d'arte a Palermo

”Malaspina insieme per l’arte”, i detenuti diventano restauratori

Un’attività degna di nota quella intrapresa nel penitenziario di Malaspina di Palermo. Voler guardare al futuro con speranza e fiducia, non avere pregiudizi, cercare di far conoscere il bello e l’arte anche nei luoghi in cui sembra impossibile possa arrivare. A Palermo...

Educazione ed arte si fondono in un progetto di riabilitazione sociale per i detenuti del carcere minorile di Malaspina, a Palermo.

 
MILANO – Un’attività degna di nota quella intrapresa nel penitenziario di Malaspina di Palermo. Voler guardare al futuro con speranza e fiducia, non avere pregiudizi, cercare di far conoscere il bello e l’arte anche nei luoghi in cui sembra impossibile possa arrivare. A Palermo nasce un progetto che vuole riabilitare ed educare mediante l’arte i detenuti minorenni del carcere di Malaspina spingendoli a prendere concretamente parte ad attività di restauro. 

 
MALASPINA INSIEME PER L’ARTE – Far restaurare ad alcuni giovani detenuti alcune opere secondarie della Galleria d’arte moderna di Palermo che non hanno goduto di adeguati interventi conservativi per avviare un percorso di inserimento sociale. È lo scopo dell’iniziativa ‘Malaspina insieme per l’arte’ portata avanti dalla Galleria d’arte moderna di Palermo in collaborazione con l’istituto penale per i minorenni Malaspina e la ditta di restauro Ambra Giordano, con la consulenza tecnico – scientifica del professore Franco Palla del laboratorio di biotecnologia dell’Università di Palermo. L’attività, esterna alla struttura carceraria, è finanziata da Banca Nuova e fa parte di un più ampio progetto intitolato “GAM bene comune” che a partire dalle collezioni, che si integrano con la storia della città, si propone di realizzare un centro di produzione e diffusione culturale.

 
INTEGRAZIONE E CULTO DEL BELLO – ‘È stato avviato da alcuni mesi – spiega la direttrice della Gam, Antonella Purpura – con lo scopo di promuovere l’integrazione sociale e aprire il museo ai soggetti più disagiati facendone un luogo di vera crescita’. La galleria aderisce alla biennale ‘Arteinsieme 2015‘. ‘La vicinanza al bello è una scommessa su cui abbiamo voluto puntare e che sta dando i primi frutti con un nostro giovane detenuto, Totò, che era un bravo calciatore, fino a quando non ha commesso un errore – ha detto Michelangelo Capitano, direttore dell’Istituto Malaspina – dopo una fase di tirocinio vediamo i primi frutti, ora speriamo di poter proseguire con altri giovani perché questo ripara in parte il danno che i nostri ragazzi hanno inferto alla società’.

 
CULTURA COME MEZZO SOCIALE – Andrea Cusumano, assessore comunale alla Cultura, ha sottolineato l’importanza di una ‘Cultura intesa non solo come fruizione del bene, ma anche come mezzo per favorire l’inclusione sociale, perché infonde speranza, dando una visione diversa della propria vita’. Tra i presenti anche Agnese Ciulla, assessore alla Cittadinanza sociale del Comune e Salvatore Crispi del Coordinamento H.

 
PROGETTI “SENZA BARRIERE” – All’interno del progetto sono previsti anche dei percorsi ‘senza barriere’. Il primo incontro è avvenuto il 17 giugno, alle 11, con una visita alle collezioni del museo tattile dell’istituto professionale per ciechi di Palermo. Un altro incontro si terrà il 7 luglio alle 16 alla Gam. Durante queste visite 15 persone adulte tra non vedenti e vedenti disponibili a provare un’esperienza di esplorazione tattile al buio saranno guidate da un educatore del museo e storico dell’arte. Ogni partecipante, bendato, potrà poi esplorare e rivestire con argilla un supporto ligneo. Inoltre, a partire dal 16 giugno e fino al 5 luglio, è previsto anche un laboratorio per 15 persone tra i 20 e i 55 anni segnalate dalle associazioni che si occupano di disagio psichico.

 

21 giugno 2015

 

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