ARTE - Artiamo in viaggio

Le mostre da non perdere a Carrara questo week end

Per la nostra rubrica “Artiamo in viaggio”, oggi vi proponiamo degli appuntamenti da non perdere questo fine settimana a Carrara, la patria della più pregiata qualità di marmo, che ovviamente è protagonista di molte delle mostre e delle installazioni che vi ...

Questo week end la nostra rubrica “Artiamo in viaggio” vi porta a Carrara, il centro più importante al mondo per quanto riguarda l’estrazione e la lavorazione del famoso marmo di Carrara.

MILANO – Per la nostra rubrica “Artiamo in viaggio”, oggi vi proponiamo degli appuntamenti da non perdere questo fine settimana a Carrara, la patria della più pregiata qualità di marmo, che ovviamente è protagonista di molte delle mostre e delle installazioni che vi suggeriamo qui di seguito.

 

CANOVA E I MAESTRI DEL MARMO. LA SCUOLA CARRARESE DELL’ERMITAGE – L’esposizione, ospitata fino al 4 ottobre al piano nobile di Palazzo Cucchiari, sontuosa residenza ottocentesca opera di Leandro Caselli, espone 16 sculture in marmo provenienti dal Museo dell’Ermitage; 7 gessi di proprietà dell’Accademia di Belle Arti di Carrara oltre a una copia da Lorenzo Bartolini conservata presso l’istituto d’arte di Massa: si tratta di opere esemplari del gusto collezionistico dello Zar Nicola I, amante della scultura moderna ospitata al Nuovo Ermitage, legate alla Scuola Carrarese e ai suoi maggiori protagonisti.
La mostra segnala soprattutto le diramazioni in Italia e in Europa, degli scultori che a Carrara si sono formati e che poi hanno determinato i nuovi indirizzi della scultura dopo il periodo neoclassico. Abbracciando un periodo che va dalla fine del Settecento alla metà del secolo successivo, l’esposizione si concentra in particolare sul passaggio dalla scultura neoclassica a quella verista, sottolineando dunque un cambiamento di stagione preciso, dove si determina il passaggio da uno statuto istituzionale e accademico, anche nell’indicare i modelli e lo stile di riferimento, a una committenza prestigiosa, soprattutto per qualità di gusto, oltre che per fama e disponibilità economica, in grado di avviare il marmo e la scultura a nuove fortune.
Nell’occasione tornano dunque a Carrara sculture prestigiose, apprezzate fin dal loro primo apparire e basterà citare l’Orfeo di Antonio Canova o la Fiducia in Dio di Lorenzo Bartolini, la Psiche svenuta di Pietro Tenerani, l’Amore con colombi di Luigi Bienaimè o Venere nella conchiglia di Carlo Finelli.

 
CARRARA ARABESQUE DI MICHELE CHIOSSI – Con estrema precisione, e in una sinergica combinazione, Michele Chiossi dà vita a una fusione di luce, pietra e ombre che, nel loro alternarsi interattivo, esaltano le sue installazioni suscitando nell’osservatore sensazioni visive simili a quelle provocate dalla pittura. Qui il marmo bianco di Carrara si fa tela su cui il neon si imprime come un gesto pittorico.
“Carrara Arabesque” di Michele Chiossi è un’installazione aerea che vuole rendere esplicito omaggio (fin dal titolo) a Lucio Fontana, e nello specifico, alla sua celebre opera “Ambiente Spaziale”– Struttura al neon, esposta per la prima volta alla IX Triennale di Milano del 1951, ora posta Museo del Novecento a Milano. In questa esposizione Chiossi ha sospeso al soffitto una nuova spirale in marmo di Carrara le cui linee a zig zag – tratto distintivo dell’artista si intersecano con l’acciaio inossidabile, mentre una luce al neon rosa, come un’ombra, emerge da dietro, creando un contorno che retroillumina la scultura stessa e, si diffonde nello spazio. Michele Chiossi crea una precisa frammentazione dell’Arabesco di Fontana e la fa ‘esplodere’ in sei segmenti sospesi al soffitto. Queste porzioni di opera divengono nuove sculture astratte ancorate al soffitto, ed é il neon rosa a separarli, mantenendone allo stesso tempo una continuità. L’architettura del Palazzo del Medico si rivela scenario perfetto per Carrara Arabesque di Chiossi: infatti in questo stile barocco, progettato dall’architetto Alessandro Bergamini, il Palazzo accoglie e si intreccia con l’opera, dando inizio a un viaggio concettuale e visivo. Oltre a questo grande intervento, fanno da orchestra altre opere dell’artista che ribadiscono e reinterpretano, nel segno dello zig zag e attraverso altri materiali, il medesimo motivo stilistico del celebre Arabesque.

 
L’OTTAVO GIORNO DI MARCO MILIAMarco Milia nella sua ricerca predilige l’uso di materiali leggeri e traslucidi, impiegati in installazioni appositamente create per i luoghi in cui espone. I suoi lavori sono frutto di un’analisi della percezione e della rappresentazione spaziale che invitano il pubblico a interagire facendo esperienza fisica dell’opera. In questa linea di indagine si inserisce l’installazione pensata per lo spazio dell’Aula Magna del Liceo Artistico. L’Ottavo giorno è un ottagono in policarbonato alveolare sospeso a mezz’aria che segue il perimetro dalla sala che lo accoglie; una linea di confine che suddivide l’ambiente in un dentro ed un fuori, una barriera che nasconde e rende impermeabili l’uno all’altro i “due locali” facendone diventare i “confini” opachi ed indecifrabili. Il numero 8, tanti sono i lati della sala, con il suo potere simbolico presente in tutte le culture (dal Buddhismo al Cristianesimo) diventa regola, parametro e misura che governa un dispositivo che allude a resurrezione ed eternità. L’ Ottavo giorno è il nuovo giorno, in cui tutto ricomincia, il perpetuo ciclo delle cose si spezza per azzerarsi; è l’infinito, se lo si guarda rovesciato. Milia chiede a chi interviene di considerare la propria installazione non tanto un manufatto da contemplare dall’esterno ma il punto di vista da cui saggiare ed esplorare il complesso ottagonale, pregno di tutte le sue valenze pratiche e simboliche, con la scala che si apre su numerose porte vetrate, le statue in marmo, i pieni ed i vuoti, le pareti bianche percorse anch’esse da una fascia più scura lungo tutto il perimetro. Di pensare una nuova relazione con la realtà, per farne esperienza con modalità inconsuete e di mettere in dubbio la presunta centralità della propria posizione.

 
DILUVIO DI NUNZIO – All’interno della Chiesa delle Lacrime di Carrara è stata posta l’installazione “Diluvio” dell’artista Nunzio. Per questa occasione il suggestivo edificio, una chiesa sconsacrata di epoca barocca, ospiterà una riflessione sulla percezione dello spazio, secondo un modus operandi dell’artista che nella sua ricerca ha sempre posto in primo piano il tema della spazialità, svincolata dall’aspetto funzionale e perciò territorio di sperimentazioni e soluzioni inaspettate. “Diluvio”, da cui il titolo dell’installazione, è una grande scultura in legni combusti e pigmenti dalla forma semi-circolare che dialogherà con l’architettura della Chiesa delle Lacrime, costituendo una seconda abside e mettendo in relazione e in opposizione, al tempo stesso, linee curve e materiali in un gioco di trasparenza, attraversamento e cambiamenti percettivi.
Nunzio, artista raffinato e coltissimo che ha avuto importanti frequentazioni letterarie e artistiche nel periodo d’oro delle gallerie romane, da sempre lavora sul tema dello spazio, in particolare sulla soglia, un elemento architettonico che è anche una «figura» ricorrente nella cultura del ’900, realizzando sculture e disegni incentrati sulle possibilità di superamento dei confini, attraverso la fedeltà ad un linguaggio aniconico che è innanzitutto di ordine “etico”.

  

CARRARA, CÁRDENAS E LA NEGRITUDINE – Una grande mostra antologica dal titolo ‘Carrara, Cárdenas e la Negritudine’ rende omaggio al celebre scultore di fama mondiale Agustin Cárdenas e coinvolge l’intera città di Carrara dall’11 luglio al 13 settembre.
La rassegna offre al pubblico sculture monumentali lungo un percorso nel centro storico della città (piazza Mazzini, via Roma, via Verdi) ed una mostra ambientata in due importanti sedi espositive: la Galleria Duomo e il Centro Arti Plastiche di Carrara, che presentano per la prima volta i lavori dell’artista: sculture in marmo, in legno, in bronzo, gessi originali restaurati, tempere e disegni. Il notevole corpus di opere è accompagnato da una nutrita documentazione che comprende due ritratti inediti di Cárdenas scattati dallo storico fotografo carrarese Ilario Bessi stampati su pannelli, numerosi articoli, cataloghi, manifesti e un video della mostra personale che contemporaneamente è ospitata presso la Galleria Aktis di Londra. Nell’avvincente percorso espositivo, si incontrano tutte le forme del linguaggio artistico di Agustin Cárdenas, nella cui arte è espressa l’appartenenza a tre continenti diversi: America Latina, Europa e Africa. In particolare la ‘negritudine’, come cita il titolo della mostra, fa riferimento alle radici africane dell’artista che emergono nelle sue opere attraverso elementi espliciti: totem, simboli primitivi e in senso implicito nel rimando a miti, riti e tradizioni. Il legame alla storia e l’innovazione si alternano nel sapiente uso di materiali differenti; nella resa delle forme arrotondate o con slanci verticali; nei volumi plastici e nella tensione essenziale.

 

ILLUSIONE DI ALBERTO TIMOSSI – Dal 24 luglio al 30 agosto, nel contesto sconfinato e fuori scala delle Cave Michelangelo, nel bacino del Ravaccione a Carrara, prende vita ‘Illusione’ di Alberto Timossi: un enorme tubo arancio che si staglia sui gradoni bianchi dei paesaggi lunari delle Alpi Apuane; un’installazione ambientale che sembra perforare l’anfiteatro roccioso. La mostra, da un progetto della Takeawaygallery, resa possibile grazie al contributo e all’impegno della società Cave Michelangelo nell’incentivazione e promozione dell’arte contemporanea, è patrocinata dalla Regione Toscana, dal Comune di Carrara e da Sensi Contemporanei, un Programma di investimenti pubblici in ambito culturale che promuove la ricerca di modelli inediti o sperimentali, per lo sviluppo economico e sociale di un territorio. Il Programma, nato nel 2003, è promosso dall’Agenzia per la Coesione Territoriale in accordo con il Ministero per i Beni e le Attività Culturali e del Turismo.

 

8 agosto 2015

 
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