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L’arte totale di Fortunato Depero, grande maestro futurista

Il Museo Archeologico Regionale di Aosta prosegue l'indagine sulle avanguardie storiche del '900 focalizzando l'attenzione su Fortunato Depero, una delle figure maggiormente significative del secolo scorso...

Oltre 100 opere del maestro dal 1912 al 1950 in ‘Universo Depero’ la mostra al Museo Archeologico Regionale di Aosta fino all’11 maggio 2014

MILANO – Il Museo Archeologico Regionale di Aosta prosegue l’indagine sulle avanguardie storiche del ‘900 focalizzando l’attenzione su Fortunato Depero, una delle figure maggiormente significative del secolo scorso che ha saputo proporre una visione dell’arte totale. “Universo Depero”, a cura di Alberto Fiz e Nicoletta Boschiero, è stata inaugurata il 12 dicembre 2013 e rimarrà fino all’11 maggio 2014 ed è organizzata dall’Assessorato Istruzione e Cultura della Regione autonoma Valle d’Aosta in collaborazione con il Mart di Rovereto che ha assicurato il prestito di una serie particolarmente significativa di opere, alcune mai esposte prima d’ora, che spaziano  dal 1910 alla fine degli anni Quaranta.

 

L’ARTISTA CHE OSAVA TROPPO – “Attivo per quarant’anni, Fortunato Depero è un personaggio a tutto tondo che ha sfidato le convenzioni attraverso un processo creativo in grado di spaziare dal teatro alla pubblicità; dal design all’artigianato attraverso la sperimentazione di differenti tecniche, come dimostrano le sue celebri tarsie di stoffe colorate.”, affermano i curatori Alberto Fiz e Nicoletta Boschiero che ricordano come  proprio Umberto Boccioni, nel 1916, rimproverava amichevolmente a Depero di “osare troppo”. 

 

MANIFESTO FUTURISTA – Nel celebre manifesto “Ricostruzione futurista dell’universo” firmato da Giacomo Balla e Fortunato Depero nel marzo 1915 gli intendimenti erano chiari: “Noi futuristi, Balla e Depero, vogliamo realizzare questa fusione totale per ricostruire l’universo rallegrandolo, cioè ricreandolo integralmente. Daremo scheletro e carne all’invisibile, all’impalpabile, all’imponderabile, all’impercettibile. Troveremo degli equivalenti astratti di tutte le forme e di tutti gli elementi dell’universo, poi li combineremo insieme, secondo i capricci della nostra ispirazione, per formare dei complessi plastici che metteremo in moto.”

 

LA MOSTRA – La mostra in programma ad Aosta affronta l’Universo Depero nelle sue differenti declinazioni: sono esposte oltre 100 opere tra dipinti, arazzi, tarsie, panciotti futuristi, mobili, sculture, bozzetti, progetti, libri (tra cui il celebre “Libro imbullonato” del 1927), disegni e schizzi in un’esposizione che ripercorre l’iter creativo dell’artista dai suoi esordi in ambito simbolista (la mostra si apre proprio con un’opera simbolista come “Il taglialegna” del 1912) alla sua adesione al futurismo giungendo sino alle realizzazioni degli anni Quaranta  quando appare evidente il recupero della tradizione e dell’arte popolare. In una rassegna così concepita, non mancano le riflessioni sul teatro e la danza, sulle tappe che hanno condotto nel 1919 alla nascita di Casa Depero, sull’esperienza americana (qui nascono i progetti per Vanity Fair e Vogue), così come sullo stretto legame con il mondo pubblicitario che per Depero ha lo stesso valore della ricerca artistica indipendente, tanto che nel 1926 espone alla Biennale di Venezia una sua pubblicità per Campari, “Squisito al selz”.
 
UNA NUOVA ESTETICA – Come emerge con chiarezza, l’artista trentino si è imposto per la ricerca di una nuova estetica in grado di sensibilizzare ogni aspetto dell’esistenza. Non solo pittore e scultore di talento, ma anche scenografo, costumista, pubblicitario, designer e maestro nelle arti applicate. “Universo Depero”, insomma, affronta l’opera di un artista che ha saputo rinnovare il rapporto arte-vita senza mai rinunciare alle implicazioni ludiche e ironiche.

 

L’UNIVERSO DI DEPERO – Depero compie una svolta radicale nella ricerca pittorica e plastica futurista cogliendo la portata rivoluzionaria di un’indagine che va oltre il quadro: “Rispetto ad una mostra di quadri, è più bello un negozio scintillante; un ferro da stiro elettrico è più bello di una scultura; la macchina per scrivere è più importante d’una tronfia architettura, ” ha scritto l’artista. Oltre al futurismo, infatti, partecipa all’esperienza del déco e prende parte ad alcune rassegne del movimento Novecento. Nell’evoluzione della sua indagine creativa, l’universo di forme e di colori va incontro a una fusione panteistica tra la componente meccanica e la natura in un percorso che comprende differenti soggetti come cavalli al galoppo, automi metropolitani, ma anche casolari alpestri, rustici bevitori o scultorei animali montani.

 

L’ALLESTIMENTO – Nell’ambito dell’allestimento verrà realizzato un tappeto-installazione con 100 maxibottiglie di Campari Soda che riproducono in formato gigante la storica monodose disegnata da Depero nel 1932. Sarà proiettato, tra l’altro, “Esplosioni di un artista” del 2008, il video che il regista Luciano Emmer, un anno prima della sua scomparsa, ha voluto dedicare a Depero. Una mostra, dunque, che consente di ripensare, in termini nuovi, l’indagine di un artista che ha fatto dell’arte un’esperienza destinata a modificare la percezione dello spettatore che si trova coinvolto in spazi dove ogni dettaglio del proprio contesto ambientale e sociale viene ripensato in maniera radicale.

 

19 dicembre 2013

 

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