Come l’arte contamina il mondo dei manga: i capolavori nell’opening di Jujutsu Kaisen

17 Gennaio 2026

Nella sigla di apertura di Jujutsu Kaisen (stagione 3) si possono notare tantissime opere d’arte. Leggi l’articolo per scoprire quali e come queste immagini classiche dialogano con il mondo dei manga.

Come arte contamina il mondo dei manga: i capolavori opening di Jujutsu Kaisen

I manga sono fumetti giapponesi che raccontano storie in formato sequenziale, con una forte componente visiva e narrativa. Nati alla fine dell’Ottocento e sviluppatisi in un linguaggio propriamente moderno, sono diventati fenomeno globale, influenzando non solo il fumetto ma anche l’animazione (anime), la moda, il cinema e la cultura pop in generale.

I manga non sono mai statici: continuamente assorbono elementi culturali tradizionali ed internazionali, e questo dialogo con altre forme artistiche è una delle ragioni della loro ricchezza espressiva. Tutte le arti confluiscono sempre nello stesso punto, l’insieme dell’espressione creativa ed è questo il caso di Jujitsu Kaisen. Come spesso ha dichiarato il mangaka (ovvero colui che disegna il manga), si ispira spesso e volentieri alle opere d’arte e alla letteratura, come anche ai film.

Quando l’arte classica entra nei manga: il caso di Jujutsu Kaisen

L’opening della terza stagione di Jujutsu Kaisen è molto più di un semplice prologo visivo: è una sequenza densa di riferimenti artistici che collegano il mondo dei manga alla storia dell’arte occidentale e moderna. Questi collegamenti non sono casuali, ma pensati per evocare emozioni, temi narrativi e tensioni psicologiche che arricchiscono profondamente l’esperienza dello spettatore.

In questo modo, l’arte classica e moderna non solo “contamina” il mondo dei manga, ma lo potenzia, creando un dialogo internazionale tra linguaggi espressivi diversi e dimostrando quanto l’animazione contemporanea possa essere un terreno fertile per reinterpretazioni artistiche originali.

Con l’uscita della terza stagione di Jujutsu Kaisen, lo studio MAPPA ha realizzato un opening, la sigla di apertura, che va oltre la mera presentazione di personaggi e atmosfere. Attraverso una serie di immagini visivamente potenti, l’opening intreccia riferimenti a opere d’arte classiche e moderne, trasformando la sequenza animata in una sorta di piccola mostra d’arte.

Di cosa parla Jujutsu Kaisen

Jujutsu Kaisen racconta le avventure di Yuji Itadori, uno studente che entra nel mondo delle arti occulte dopo aver ingerito un oggetto maledetto contenente parte dell’essenza di un potente demone, Sukuna. Inserito nell’Istituto di Jujutsu, Yuji partecipa a battaglie contro entità maledette e si trova coinvolto nell’arco narrativo del Culling Game, una competizione mortale che mette alla prova le abilità, la psicologia e le relazioni di molti personaggi.

Come l’arte ispira i manga da sempre

Da sempre i creatori di manga guardano all’arte figurativa per arricchire il proprio linguaggio visivo: dai dettagli compositivi ai gesti espressivi, fino alle simbologie profonde che solo un’opera d’arte può suggerire. In Jujutsu Kaisen, questi riferimenti non sono superficiali: ogni quadro scelto nell’opening porta con sé un valore narrativo aggiuntivo, evocando emozioni, temi psicologici, relazioni e drammi interiori dei personaggi.

Le opere d’arte rielaborate nella sigla

 “L’urlo” di Edvard Munch (1893): l’angoscia visibile

 Opera e autore: “L’urlo” di Edvard Munch è un’opera simbolista che rappresenta una figura stilizzata in preda ad angoscia esistenziale, con un paesaggio distorto alle spalle. La composizione e i colori trasmettono una sensazione di panico senza suono, di tensione senza pace.

Interpretazione nell’anime:

Nell’opening, la posa di alcuni personaggi richiama la stessa espressione di shock e tormento di L’urlo. Questa immagine suggerisce il senso di angoscia interiore, caos e perdita di controllo che permea il Culling Game: un evento in cui nessuna mente può restare integra, e ogni emozione forte sembra urlare internamente, senza voce.

Significato narrativo:

Inserire questo richiamo visivo significa collegare la tensione emotiva di Jujutsu Kaisen a un simbolo universale di terrore esistenziale, trasformando l’animazione in un’espressione visiva di pathos e fragilità umana.

“Ofelia” di John Everett Millais (1852): tragedia serena

Opera e autore: “Ofelia” ritrae il personaggio shakespeariano galleggiante in acqua, circondato da fiori. L’immagine è carica di bellezza e di tragedia silenziosa, un contrasto che la rende potente e iconica.

Interpretazione nell’anime:

La scena dell’opening in cui Mai Zen’in sembra sospesa nell’acqua richiama l’immagine di Ofelia, suggerendo un equilibrio fragile tra calma apparente e destino fatale. L’acqua diventa qui simbolo di immersione in un destino inevitabile, e l’innocenza si mescola al presagio di dolore.

Significato narrativo:

La scelta di questo quadro non celebra la morte in sé, ma l’accettazione della tragedia come parte dell’esistenza, un tema ricorrente nel Culling Game, dove personaggi affrontano situazioni che sfidano la loro volontà di vivere.

“Due bambini dormienti” di Peter Paul Rubens (1625-30 circa): innocenza e pace fragile

Opera e autore: “Due bambini dormienti” mostra due fratelli addormentati, rappresentando una scena di innocenza, protezione e tranquillità.

Interpretazione nell’anime:

L’opening riprende questa posa con Mai e Maki addormentate insieme, evocando un momento di pace che nella serie è quasi un miraggio rispetto alle tensioni familiari e sociali che le coinvolgono.

Significato narrativo:

Questa similitudine visiva rafforza il contrasto tra innocenza desiderata e realtà dura, un tema che attraversa molte relazioni in Jujutsu Kaisen, soprattutto tra fratelli.

“Il bacio” di Gustav Klimt (1907-08): amore e possesso

Opera e autore: “Il bacio” è una delle opere simbolo del modernismo viennese, con figure avvolte in un abbraccio dorato che celebra intimità e unione.

Interpretazione nell’anime:

Nell’opening il riferimento a Il bacio appare nella scena con Yuta Okkotsu e Rika, ma la composizione suggerisce una versione più cupa e carica di dolore: non solo amore, ma legame che trascende la vita e la morte.

Significato narrativo:

Questo collegamento visivo amplifica la tensione emotiva della relazione tra i due, trasformando un gesto d’affetto in simbolo di perdita, devozione e peso emotivo.

“Madre morta” di Egon Schiele (1910): dolore profondo

Opera e autore: “Madre morta” di Egon Schiele rappresenta un ritratto crudo e intenso del lutto e della perdita.

Interpretazione nell’anime:

La sequenza che rimanda a questa opera è collegata a Yuji Itadori e al suo passato familiare, suggerendo con forza il tema della memoria, dell’eredità emotiva e del dolore non risolto.

Significato narrativo:

Questo riferimento visivo non è decorativo: serve a ricordare allo spettatore che dietro ogni potere e combattimento ci sono sempre storie di perdita e ferite personali.

“Camille Monet e un bambino” di Claude Monet: tenerezza e inquietudine

Opera e autore: “Camille Monet e un bambino” nel giardino di Argenteuil cattura una scena tranquilla in stile impressionista, evocando luce e affetto familiare.

Interpretazione nell’anime:

La scena di Panda con Yaga in opening richiama questa cosiddetta scena domestica, ma nel contesto di Jujutsu Kaisenquella luce apparente diventa una tregua inquietante, perché anche i momenti di calma sono carichi di tensione.

Significato narrativo:

L’uso di questo quadro suggerisce che la normalità e la serenità possono essere fragili, e che persino ciò che sembra quotidiano può avere un prezzo emotivo alto.

 

 

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