ARTE - Le recensioni dei lettori

La vita enigmistica di Sergio Ceccotti, una pittura piena di riflessioni

La pittura di Ceccotti è davvero singolare e piena di spunti e riflessioni. La prima sensazione è quella di essere condotti in un universo parallelo tra realtà e mistero, con la vita a fare da sfondo...

La pittura di Ceccotti è davvero singolare e piena di spunti e riflessioni. La prima sensazione è quella di essere condotti in un universo parallelo tra realtà e mistero, con la vita a fare da sfondo. Quella vita spesso piena di sorprese e di coincidenze , ma anche di significati nascosti. L’opera di Ceccotti almeno a chi scrive fa pensare alla musica di Paolo Conte soprattutto nell’espressione di certi attimi enigmistici dell’esistenza per cui nel quadro si ferma il racconto di ciascuno.

L’attenzione al dettaglio è una costante dell’artista con quei libri che sono la testimonianza dell’opera quasi a raccoglierne i contenuti in molte pagine. La descrizione romana o parigina allora diventa un viaggio nel fascino delle città così grandi e così piccole; una scena che accade mentre si osserva. Uomini e donne che attendono l’autobus della vita ad una fermata sperando sia quella giusta per una destinazione forse ignota o ben conosciuta.

‘Chi siamo noi, dove andiamo noi’ direbbe Conte e questo sembra essere uno dei rebus costanti nell’opera dell’artista. Il senso del vivere e dello scorrere del tempo, mentre tutto intorno un modo parallelo gira intorno. La mostra è davvero ben strutturata in una location che consente di gustarla con tutto il tempo per assaporare ogni quadro con il giusto ‘ascolto’ per entrare nell’immagine e diventare protagonisti del momento.

La Vita enigmistica rende perfettamente l’idea di ciò che è possibile vedere; tutto è molto teatrale o cinematografico. O semplicemente reale nel mestiere di vivere.

Antonio Capitano

4 novembre 2014

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