ARTE - Mostra "Milano da Expo a Expo"

La storia di Milano tra cambiamenti e modernità alla mostra ”Milano da Expo a Expo”

Panta rei, sosteneva Eraclito. A questa filosofia si può riallacciare l’intento espresso dalla mostra “Milano da Expo a Expo” che raccoglie numerosi scatti fotografici, materiali e immagini che ripercorrono la storia del capoluogo lombardo dal 1906 a oggi.

 

 “Milano, da Expo a Expo”, una mostra che inaugura domani, 16 giugno, e che sarà possibile visitare fino al 13 settembre presso gli spazi del Museo Nazionale della scienza e della Tecnologia. Raccontare Milano dal 1906 a oggi attraverso le immagini storiche e gli scatti contemporanei di Francesco Radino.

  

MILANO – Panta rei, sosteneva Eraclito. A questa filosofia si può riallacciare l’intento espresso dalla mostra “Milano da Expo a Expo” che raccoglie numerosi scatti fotografici, materiali e immagini che ripercorrono la storia del capoluogo lombardo dal 1906 a oggi. In occasione dell’Esposizione Universale, infatti,  Touring Club Italiano e Comune di Milano, in collaborazione con il Museo Nazionale della Scienza e della Tecnologia, presentano un’esposizione che si presenta come una riflessione per immagini su come la città è cambiata nei 109 anni che separano i due eventi planetari che ha ospitato. L’inaugurazione della mostra si terrà martedì 16 giugno alle 18 e interverranno: Fiorenzo Galli (Direttore Generale del Museo Nazionale della Scienza e della Tecnologia), Franco Iseppi (Presidente Touring Club Italiano), Francesco Radino, Franco D’Alfonso (Assessore al Turismo del Comune di Milano).

 

LA MILANO DI UNA VOLTA – Si intitola La città che nasce la prima sezione della mostra: “Milano sola osò affrontare l’incognita di una grande Esposizione Internazionale che nel 1906 mise in luce tutte le sue magnifiche attività cittadine”. Pubblicate sulla rivista del Touring dell’agosto 1908, le parole di Luigi Vittorio Bertarelli – fondatore e anima dell’associazione – raccontano, appunto, una città nuova che si affaccia sul futuro dell’Italia: nasce la Milano degli spazi industriali, dei rinnovati luoghi pubblici, della dedizione al lavoro ma anche allo studio, allo sport, alla cultura. Partendo da queste pagine, che prefigurano ciò che Milano diventerà nei decenni a venire, la mostra si apre con un monitor che racconta la storia di quasi un secolo attraverso immagini e materiali degli archivi Touring. Ne emerge uno dei caratteri più marcati della città: l’attitudine a cambiare il proprio volto e a ricrearsi nel tempo. Un colpo d’occhio che suggerisce momenti, situazioni, frammenti in un ideale ponte dall’Esposizione del secolo scorso a quella di oggi, la Milano contemporanea degli scatti di Francesco Radino fotografata con sguardo penetrante d’artista.

 

LA MILANO CONTEMPORANEA DI FRANCESCO RADINO Prospettive, volti e chiaroscuri è la seconda sezione in cui si articola la mostra attraverso 20 immagini di grande formato di Francesco Radino che ritraggono i simboli classici e nuovi della metropoli tirata a lustro nell’anno di Expo, che insieme a molte altre realizzate per il volume ‘Milano‘, edito dal Touring, compongono un mosaico dallo straordinario rigore formale, basato su un gioco raffinato di geometrie prospettiche, ombre, luci e chiaroscuri. Un modo suggestivo e appassionato di guardare il paesaggio urbano dall’interno come un organismo vivente, mutevole e multiforme, per restituire il senso di un’appartenenza che rischia continuamente di essere cancellata dal rumore della globalizzazione.

 

GLI ARCHIVI TOURING – Sono un po’ biblioteca, un po’ memoria storica: al loro interno conservano materiale prodotto o acquisito a vario titolo dall’Associazione a partire dalla sua fondazione. Un patrimonio che conta circa 90.000 pubblicazioni, 200 testate storiche, una cartoteca con più di 10.000 carte delle città d’Italia e del mondo, carte topografiche, tematiche, portolani, carte aeronautiche, e una sezione di atlanti di tutti i Paesi. Sono conservate anche 450 delle 5.000 pietre litografiche prodotte dai cartografi del Touring fino al dopoguerra. Il panorama si completa con un immenso archivio fotografico con oltre 400.000 stampe in bianco e nero che documentano turismo, trasporti, strade, servizi ricettivi, cultura, moda, tradizioni, folclore, lavoro, società, monumenti in un repertorio di istantanee unico in Italia per vastità e copertura temporale, da fine ‘800 agli anni Settanta. Da dicembre 2014 parte di questo patrimonio è online e accessibile a tutti: realizzato con il sostegno di Fondazione Cariplo, Digitouring (www.digitouring.it) è un catalogo da cui consultare le risorse già digitalizzate. Ricercando si accede a fotografie, carte storiche, atlanti, video e riviste. I percorsi tematici suggeriti in homepage mettono in evidenza alcune delle tematiche illustrate dal materiale; nella sezione Biblioteca Digitale si possono inoltre sfogliare pagina per pagina gli atlanti e tutti i numeri della Rivista Mensile dal 1895 al 1920, all’interno dei quali è possibile condurre anche ricerche full text.

 

FRANCESCO RADINO– Nasce a Bagno a Ripoli (Fi) nel 1947 da genitori pittori. Nel 1970 diventa fotografo professionista e sceglie di operare in vari ambiti, dalla fotografia industriale al design, dall’architettura al paesaggio. Poco dopo inizia a collaborare con il Touring Club Italiano, pubblicando numerosi volumi sull’Italia e sull’Europa. Ha partecipato a importanti progetti di carattere pubblico di ricerca sul territorio. Da sempre intreccia al lavoro professionale la ricerca artistica e oggi è considerato uno degli autori più influenti nel panorama della fotografia contemporanea in Italia. Partecipe degli sviluppi della fotografia di ricerca sul paesaggio contemporaneo, ha negli anni elaborato un modo libero di esplorare la realtà che oggi va oltre il genere del paesaggio aprendosi a ogni aspetto del mondo, dalla natura ai territori urbanizzati, dalla figura umana agli oggetti, agli animali, ai manufatti della storia dell’uomo. Ha esposto il suo lavoro in gallerie e musei italiani, europei, giapponesi e statunitensi e le sue opere fanno parte di collezioni pubbliche e private internazionali.

 

L’ARCHIVIO FOTOGRAFICO DEL MUSEO NAZIONALE DELLA SCIENZA E DELLA TECNOLOGIA – racconta la storia della divulgazione tecnico-scientifica del Novecento. Il suo patrimonio è stato inventariato nel corso degli scorsi anni e comprende circa 50.000 oggetti fotografici semplici (fototipi, lastre, fotocolor, positivi, pellicole, diapositive) e complessi (70 album). Il rapporto del Museo con la fotografia è strettamente legato al suo fondatore, Guido Ucelli, grande fotografo e regista, per passione. I fondo fotografici che ha lasciato, denominato Carla e Guido Ucelli e Navi di Nemi sono di grande valore storico e artistico oltre a testimoniare le sue vicende personali.  Inoltre, tra i principali fondi presenti nell’Archivio Fotografico del Museo, compaiono: Fondo Museo della Scienza e della Tecnica (testimonia le attività e i protagonisti della vita del Museo), Fondo Museo Navale (archivio del Civico Museo Navale Didattico, originariamente conservato presso il Castello Sforzesco. Oltre 5.000 fototipi, la maggior parte dei quali eseguiti tra fine ‘800 i primi del Novecento). In questi anni il Museo prosegue la sua opera di valorizzazione e promozione della fotografia, organizzando e ospitando esposizioni nei suoi spazi.

15 giugno 2015

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