Storia dell'Istituto Nazionale Luce

Istituto Luce, una mostra celebra i 90 anni della memoria storica dell’Italia

Ha inaugurato ieri al monumentale Complesso del Vittoriano la grande mostra ''Luce. L’immaginario italiano'' per festeggiare il novantesimo compleanno dell'Istituto Luce-Cinecittà, custode della memoria...

Una sede prestigiosa come quella del Complesso del Vittoriano a Roma ospita la grande mostra per celebrare i 90 anni dell’Istituto Luce, l’immenso archivio di Stato che dal 1924 racconta la storia del nostro Paese, deposito di segreti, sogni e ricordi dell’Italia dai primi anni del ‘900 ad oggi

MILANO – Ha inaugurato ieri al monumentale Complesso del Vittoriano la grande mostra ”Luce. L’immaginario italiano” per festeggiare il novantesimo compleanno dell’Istituto Luce-Cinecittà, custode della memoria storica del nostro Paese, che dal 1924 ha lo scopo di documentare attraverso film, reportage, fotografie e cinegiornali i cambiamenti e l’evoluzione storica, politica e sociale dell’Italia. La mostra, curata da Gabriele D’Autilia (curatela scientifica e testi) e da Roland Sejko (curatela artistica e regia video) rimarrà aperta al pubblico fino al 21 settembre, per poi diventare permanente a Cinecittà. Roberto Cicutto, AD dell’Istituto Luce-Cinecittà ha dichiarato che ”Luce. L’immaginario italiano”sarà ospite a Expo 2015 per poi viaggare, nel triennio 2016-18 all’estero, in Francia, Germania e Staiìti Uniti.

LA MOSTRA – La mostra si muove su due binari ideali: come l’Italia si è rappresentata nei decenni attraverso le immagini dell’Istituto Luce, e come l’Italia si è rivelata, confessata, svelata attraverso e nonostante le sue rappresentazioni ufficiali. Grazie ai “cinegiornali” Luce, milioni di cittadini dagli anni ’20 in poi hanno potuto vedere e scoprire per la prima volta città, geografie lontane, popolazioni sconosciute, forme sociali e culturali differenti. La nascita dell’opinione pubblica italiana passa da qui, così come quella dei “luoghi comuni”: è su questo terreno condiviso ed elementare che il fascismo poté promulgare le sue propagande e il suo controllo. Poi c’è il Paese uscito dalla Guerra, gli sforzi e la spinta civile della ricostruzione, gli sviluppi di una nuova società democratica e di massa avviata alla modernità. Di questo aspetto educativo, informativo e propagandistico, l’Istituto Luce fornisce milioni di documenti. Ma la mostra racconta anche il rovescio di quell’immagine. Per la natura realistica del cinema e della fotografia, allo spettatore di ieri, e ancor più a quello di oggi, non poteva e non può sfuggire la retorica (e a volte la goffaggine) delle “pose” di Mussolini nei suoi comizi; o la povertà e la fatica dei contadini messi in scena sorridenti davanti all’obiettivo, e lo sconforto dei soldati in una guerra che si raccontava trionfale, mentre si subiva una sconfitta. L’ironia di uno speaker sulle donne lavoratrici negli anni ’50, la compostezza dei rappresentanti dei partiti politici, i volti allegri dei giovani in una festa o in una manifestazione, rivelano in controluce i sommovimenti e le richieste di una nuova età di diritti. In tutti questi fermi immagine il Paese svela e confessa il suo intimo, il suo immaginario.

IL PERCORSO ESPOSITIVO – Il racconto di questo autoritratto della nazione, “Luce. L’immaginario italiano” è concepito con un approccio espositivo dinamico e multisensoriale, di notevole impatto sia visivo che uditivo, affinché ogni visitatore possa confrontarsi con un’immagine sempre differente, e costantemente in dialogo con quelle vicine, partendo dal concetto e dalla forma degli “strip”: grandi pannelli sono infatti organizzati secondo un ordine tematico-cronologico, su cui più di 20 schermi proiettano speciali videoinstallazioni, montaggi realizzati ad hoc di centinaia di filmati dell’Archivio storico Luce, analizzati dal punto di vista storico e linguistico e affiancate da più di 500 splendide fotografie.
L’ultimo spazio dell’esposizione è infine interamente dedicato al Cinema: centinaia di foto di registi, attori, set, e una preziosa selezione di trailer e backstage di film. Tra l’altro il Cinema è protagonista assoluto di “Effetto Luce”, curata da Gianni Canova; un viaggio in 60 film che racconta le diverse declinazioni dell’Istituto Luce nel ruolo di promotore del cinema pubblico, dagli anni ’60 al 1999.

LA STORIA – Nato nel 1924 come L.U.C.E., L’Unione Cinematografica Educativa, con l’intuizione e l’intento di raccontare l’attualità del Paese, della sua società e del mondo attraverso l’ancora nuovo linguaggio delle immagini in movimento, è stato ribattezzato l’anno seguente con Regio decreto, “Istituto Nazionale Luce”, presto sostenuto con forza e controllato da Benito Mussolini, che ne comprese e sfruttò le enormi potenzialità divulgative e politiche.
Dopo 90 anni e una vicenda che ha accompagnato in parallelo e continuità tutta la recente storia d’Italia, quell’intuizione è diventata oggi la più antica istituzione di cinema pubblico al mondo, un patrimonio di immagini impareggiabile per quantità e ricchezza di temi; tanto da meritare nel 2013 l’ingresso nel Registro Memory of the World dell’UNESCO: un bene italiano divenuto tesoro mondiale. L’Istituto Luce vanta infatti un archivio composto da 200.000 schede, 5.000 ore di filmati, 3.000.000 di fotografie, 12.000 cinegiornali, 6.000 documentari e film che hanno illustrato la vita politica, sociale e culturale degli ultimi decenni. Non uno spaccato, ma tanti scorci; non un’Italia, ma tante Italie, documenti della nostra storia e testimonianze di come, per novant’anni, gli italiani hanno visto il mondo.

5 luglio 2014

© RIPRODUZIONE RISERVATA

© Riproduzione Riservata
Commenti