”Io sono un mito”, la storia di come un’opera d’arte diventa icona di culto

''Io sono un mito'', di Francesca Bonazzoli e Michele Robecchi, racconta le storie affascinanti di trenta capolavori, dal ''Discobolo'' di Mirone al ''Figlio dell'uomo'' di Magritte, spiegando come, quando e soprattutto perché un'opera d’arte riesce a trasformarsi in icona di culto, ripresa da pubblicitari, stilisti, registi, o usata in show televisivi...

Il volume di Francesca Bonazzoli e Michele Robecchi con prefazione di Maurizio Cattelan, edito da Electa, spiega come e perché un’opera d’arte si trasforma in immagine dal successo planetario, attraverso l’analisi di trenta grandi capolavori

MILANO – ‘Io sono un mito‘, di Francesca Bonazzoli e Michele Robecchi, racconta le storie affascinanti di trenta capolavori, dal ‘Discobolo’ di Mirone al ‘Figlio dell’uomo’ di Magritte, spiegando come, quando e soprattutto perché un’opera d’arte riesce a trasformarsi in icona di culto, ripresa da pubblicitari, stilisti, registi, o usata in show televisivi come i Simpson. La prefazione del volume è firmata da Maurizio Cattelan, l’artista italiano più quotato e famoso internazionalmente.

COME UN’OPERA D’ARTE RAGGIUNGE LO STATUS DI CULTO? – Perché alcune opere d’arte, come la ‘Gioconda’ di Leonardo, la ‘Nascita di Venere’ di Botticelli, ‘Guernica’ di Picasso o ‘L’urlo’ di Munch sono icone popolari riconosciute in tutto il mondo? E perché immagini come ‘Le ninfee’ di Monet, ‘Il pensatore’ di Rodin o il ‘David’ di Michelangelo hanno oltrepssato i confini dei musei si sono trasformate in immagini dal successo planetario, impermeabili ai gusti, alle mode e al passare del tempo, autentiche celebrità e parte integrante del nostro panorama visivo quotidiano? A queste domande risponde il volume.

LA STORIA, LE CURIOSITA’ E GLI ANEDOTTI SULLE SINGOLE OPERE – Gli autori raccontano la genesi delle singole opere d’arte, come abbiano raggiunto lo status di culto e come la loro percezione si sia evoluta nel corso dei secoli. Ricostruiscono le dinamiche storiche, sociali e culturali che hanno influenzato e consentito il successo: dalla tecnica dell’incisione all’avvento dei mass media, dalla politica alla religione. L’analisi delle singole opere è affiancata dalla narrazione di curiosità e aneddoti e da una copiosa selezione di immagini che fa di questo libro una lettura istruttiva e avvincente, ricca di racconti che si nascondono dietro la nascita di questi miti.

LA TRASFORMAZIONE DELL’OPERA NELLA SOCIETA’ DI MASSA – ‘La società di massa ha adottato quei capolavori e li ha trasformati in campagne pubblicitarie e merchandising. Così sono diventate familiari, un patrimonio pubblico e quotidiano … Ognuna ha avuto la sua occasione per diventare icona e da icona si è trasformata in mito … non riesco a pensare niente di più rappresentativo della nostra epoca della Creazione di Adamo di Michelangelo che ci saluta dallo schermo ogni volta che accendiamo il cellulare’, scrive Maurizio Cattelanb nella prefazione.

GLI ANNI SESSANTA, L’ARTE DIVENTA DISPONIBILE A TUTTI – Nel suo saggio Francesca Bonazzoli afferma: ‘c’è un momento fondamentale per il successo comune di tutte le immagini: sono gli anni sessanta, quelli in cui la riproduzione a basso costo, la pubblicità, i viaggi e l’accesso popolare a mostre e musei provocano una massiccia espansione del panorama visivo disponibile a tutti. L’affissione murale, la televisione, il cinema, il packaging hanno riportato le immagini a quello stadio in cui tutte sono potenzialmente venerabili, come in un flashback al VI secolo …’

19 dicembre 2013

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