Evento arte contemporanea

Impatto 2.0, innovazione e sostenibilità nell’arte contemporanea

Un evento internazionale di arte contemporanea di ampio respiro, in diverse sedi della città di Este. Fino al 1 novembre diversi linguaggi artistici indagheranno il rapporto uomo- natura.
Impatto 2.0, innovazione e sostenibilità nell’arte contemporanea

MILANO – L’arte usata per smuovere le coscienze ormai assopite e intorpidite. In un mondo che ormai non sa più controllarsi, che chiede e vuole sempre di più, non attento ai cambiamenti e disinteressato a tutto ciò che non possa tornargli utile, nasce un progetto che vuole aprire gli occhi e sensibilizzare gli animi. Per celebrare il ventennale della propria attività S.E.S.A. S.p.A. si rende promotrice di un evento internazionale di arte contemporanea di ampio respiro, al fine di veicolare e condividere con la collettività i valori di innovazione, sostenibilità e attenzione verso l’ambiente, coniugando etica ed estetica.

ATTENZIONE ALL’AMBIENTE – I temi proposti, messi in evidenza attraverso il linguaggio artistico, sono in linea con l’idea, che coincide con la mission dell’azienda, di contribuire alla salute dell’ambiente promuovendo una cultura ecologica, e riguardano il delicato rapporto uomo-ambiente, la condizione critica del quotidiano, l’eccessivo prelievo di beni primari, l’accumulo dei beni di consumo, la possibilità di reinterpretazione e riuso dei materiali a fine vita.

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LE SEDI – Il progetto interessa più sedi all’interno della storica Città di Este: il Museo Nazionale Atestino con “Poetiche dell’oggetto nel Novecento”, la Ex Chiesa di San Rocco con L’oggetto inutile”, la Sala Ex Pescheria Vecchia con “L’uomo e l’ambiente”, e il Piazzale Ex Deposito Corriere Sita, scenario urbano che accoglierà una scultura monumentale dello street artist portoghese Bordalo II, realizzata con materiali di recupero. L’evento è nato da un progetto di Lisa Celeghin, Consigliere S.E.S.A. ed è a cura di Lisa Celeghin e Ilaria Magni.

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MUSEO NAZIONALE ATESTINO: Poetiche dell’oggetto nel Novecento
Negli spazi senza tempo del Museo Nazionale Atestino l’arte del Novecento è posta in suggestivo dialogo con i reperti archeologici: Arman, Lapo Binazzi, César, Gérard Deschamps, Giuseppe Chiari, Mario Schifano, Daniel Spoerri, Yoko Ono e Wolf Vostell, artisti che a partire dal secolo scorso hanno segnato la storia dell’arte in Europa attraverso il reimpiego di materiali poveri, di scarto o di uso quotidiano, sono qui posti in relazione con gli oggetti d’uso dell’Età Paleoveneta, testimonianze della civiltà su cui si fondano le radici, la storia e la cultura della Città di Este.

EX CHIESA DI SAN ROCCO: L’oggetto inutile
Nel suggestivo spazio, graffiato dal tempo, della Ex Chiesa di San Rocco è allestita una raccolta di opere di arte e di design sul tema dell’uso e del riuso dell’oggetto quotidiano, realizzate da dieci artisti nazionali ed internazionali, interpreti di un ironico linguaggio trash: Riccardo Casagrande, Eleonora Cumer, Amelia Lamberto, Vittoria Lapolla, Stefano Moras, Stefano Pilato, Dario Tironi, Amos Torresin, Thomas Scalco, Studio Verissimo.

SALA EX PESCHERIA VECCHIA: L’ambiente e l’uomo
Nell’ampia sala dal sapore liberty di quella che era la vecchia pescheria di Este dodici artisti del panorama artistico nazionale ed internazionale testimoniano, ciascuno secondo la propria sensibilità, la relazione uomo-natura, la sostenibilità ambientale anche attraverso le nuove tecnologie, e il rapporto con il rifiuto attraverso opere contemporanee dal linguaggio concettuale. Incontriamo qui Maria Rebecca Ballestra, Giovanni Canova, Gianluca Capozzi, Manuel Frara, Federico Gori, Tomaso Marcolla, Margherita Morgantin, Giovanni Ozzola, Donato Piccolo, Roberto Pugliese, Andrea Rimondo, Nicola Toffolini.

PIAZZALE EX DEPOSITO CORRIERE SITA: L’arte del riciclo valorizza il contesto urbano
Ad Este va in scena la valorizzazione e la riqualificazione attraverso l’arte all’interno della città: infatti presso lo stabile dell’Ex Deposito delle Corriere Sita lo street artist Bordalo II è stato invitato a realizzare una scultura monumentale, che rimarrà in permanenza a beneficio della collettività, come testimonianza dell’attenzione verso il riutilizzo consapevole dei rifiuti e la sensibilizzazione riguardo alle tematiche ambientali.

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