Le recensioni dei lettori

”Il Giardino dei Finzi-Contini”, suggestivo come una sonata di Chopin ed elegante come il tratto di Renoir

Eccoci qui, al 'Giardino dei Finzi-Contini'! Ad un libro cioè che, nonostante avvertissi l'esigenza di leggere, puntualmente desistevo ad appropiarmene. Troppo forte

Eccoci qui, al ‘Giardino dei Finzi-Contini‘! Ad un libro cioè che, nonostante avvertissi l’esigenza di leggere, puntualmente desistevo ad appropiarmene. Troppo forte, infatti, era il ricordo di una decina di minuti pallosissimi del film diretto da De Sica intravisto un decennio fa. Stavolta, però, complice l’assenza di libri interessanti nei ripiani del mio venditore ambulante di fiducia, mi sono deciso a farlo mio e, soprattutto, a leggerlo.

 

L’avessi fatto prima! Sebbene questo stile apparentemente rassegnato, melanconico, non sia proprio il mio habitat narrativo ideale, ebbene, nonostante questo, dicevo, non posso non ammettere che siamo in presenza di un capolavoro del genere. Suggestivo come una sonata di Chopin; raffinato come una finta di Pelè; elegante alla stessa maniera del tratto di Renoir. Il dialogo finale del protagonista con il padre pervaso da un candore ‘da clinica’; le passeggiate notturne in bicicletta col Malnate; il voler risalire sulla cinta di quel muro sorprendentemente divenuto non più proibitivo; l’improvvisa quanto serena scoperta, dovuta alla conquista di uno sguardo finalmente ‘altro’, della dinamica amorosa per troppo tempo incompresa: tutti, nell”insieme, arazzi di una poetica quanto profonda dolcezza.

 

Chi si dichiara deluso perchè il romanzo non affronta in maniera forte la questione politica che lo pervade, a mio sommesso avviso, ha capito ben poco della musicalità di questo libro. Se, infatti, Bassani fosse sceso con tinte più forti nell”affaire politico, si sarebbe comportato come chi avesse lanciato un petardo, di notte, in uno stagno cullato dal sonnecchiare delle papere. Capolavoro.

 

Vincenzo Benvenuto

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