Ritratti famosi

I ritratti a colpi di penna Bic di Giuseppe Stampone in mostra al GAMeC

Ritratti talmente precisi da sembrare fotografie e invece, avvicinando il naso alla tela, si scopre che sono realizzati a biro, per la precisione con una comunissima penna Bic blu...

Inaugura oggi alla GAMeC di Bergamo la mostra Ritratti – Bic Data Blue, la personale di Giuseppe Stampone, che innesta una riflessione sull’arte del ritratto e sul ruolo dell’artista ai giorni nostri. Caratteristica principale delle opere è la tecnica utilizzata, rigorosamente penna Bic blu su carta

MILANO – Ritratti talmente precisi da sembrare fotografie e invece, avvicinando il naso alla tela, si scopre che sono realizzati a biro, per la precisione con una comunissima penna Bic blu. Giuseppe Stampone, artista francese di nascita ma romano d’adozione, espone le sue opere alla GAMeC di Bergamo, da oggi fino al 27 luglio 2014.

LA MOSTRA – La mostra ‘Ritratti – Bic Data Blue’ presenta un corpus di cento lavori inediti, cento pezzi unici che l’artista realizza con la penna Bic, una tecnica che accomuna diversi lavori della ricerca artistica di Giuseppe Stampone, dagli ‘abbecedari‘ al progetto ‘Global Education‘. I cento ritratti raffigurano i più importanti e influenti artisti della contemporaneità e rivelano, al contempo, la volontà dell’artista di lavorare come “pittore di corte”, identificando con questa definizione il più ampio e complesso sistema dell’arte. Un mestiere che risale ai tempi più antichi, un incarico prestigioso, assegnato ad artisti del calibro di Tiziano, Velàzquez, Bronzino, o Lotto, solo per citarne alcuni. Tra l’altro l’inchiostro della biro contiene un’alta percentuale di olio e rievoca la storia della ritrattistica da un punto di vista tecnico e artistico. L’esposizione innesta quindi una riflessione sul significato del realizzare un ritratto oggi, sulla presenza e l’assenza del soggetto e sul valore del ritratto stesso, al fine di restituire non solo la personalità, ma anche il contesto all’interno del quale un soggetto opera. Stampone ci invita al contempo a riflettere sulla sovrapproduzione di immagini tipica della società contemporanea e sulla conseguente perdita di unicità dell’immagine.

Accompagna la mostra, divenendo parte integrante e chiave di lettura della stessa, l’inedita opera video “L’ABC dell’Arte”, che mostra un primo approccio all’Arte per alcuni bambini di una scuola elementare americana. Un lavoro che intende recuperare l’ingenuità, la purezza creatrice che i bambini naturalmente possiedono e che gli artisti contemporanei dovrebbero riacquistare. Picasso in fondo diceva più o meno la stessa cosa: «Tutti i bambini sono degli artisti nati; il difficile sta nel fatto di restarlo da grandi

I RITRATTI – I cento protagonisti, da Ai Weiwei a William Kentridge; da Marina Abramović a Shirin Neshat; da Jannis Kounellis a Maurizio Cattelan, sono ritratti a mezzo busto e tutti nella medesima posizione frontale; l’altra particolarità (oltre alla tecnica utilizzata) è che i disegni sono stati realizzati prendendo a modello immagini trovate su Internet, o completati dall’immaginazione dell’artista che intende così contrapporsi a quella che è stata una delle caratteristiche tipiche del ritratto, ossia la ripresa dal vero del soggetto.
Nella serie creata appositamente per la mostra alla GAMeC, Stampone ha scelto di ritrarre personalità che hanno raccontato, interpretato e mediato la trasformazione del mondo dell’arte, proponendo al pubblico una reinterpretazione di stampo enciclopedico che muove una riflessione sul significato dell’essere artista oggi.

CENNI BIOGRAFICI – Classe 1973, Giuseppe Stampone lavora fra Teramo, Roma e New York, collaborando con le principali Università che si occupano di comunicazione, cultura e tecnologia. Integra l’uso dei new media a progetti didattici impegnati su temi globali quali emigrazioni, risorse idriche, guerre; ad esempio il Progetto Solstizio, di cui è anche fondatore, intende coinvolgere 15.000 bambini tra Italia, Polonia, Croazia , Spagna, Cipro, Slovenia, Burkina Faso e Benin. Crea piani neodimensionali in cui l’opera espande la sua forza comunicativa inserendosi nel nostro quotidiano per modificarne le relazioni sociali.

5 giugno 2014

© RIPRODUZIONE RISERVATA

© Riproduzione Riservata
Commenti