ARTE - Una mostra da record

Grande successo di pubblico per la mostra ‘Il Cibo e l’Arte’ al Palazzo Martinengo a Brescia

La mostra “Il cibo nell’arte. Capolavori dei grandi maestri dal Seicento a Warhol”, in programma fino al 14 giugno a Palazzo Martinengo di Brescia, sta già riscuotendo un grande successo di pubblico. Nella sua prima settimana di apertura, l’esposizione è stata visitata da oltre 3000 persone...

Oltre 300 visitatori nella prima settimana di apertura della mostra “Il Cibo nell’Arte. Capolavori dei grandi maestri dal Seicento a Warhol” al Palazzo Martinengo di Brescia, visibile fino al 14 giugno

MILANO – La mostra “Il cibo nell’arte. Capolavori dei grandi maestri dal Seicento a Warhol”, in programma fino al 14 giugno a Palazzo Martinengo di Brescia, sta già riscuotendo un grande successo di pubblico. Nella sua prima settimana di apertura, l’esposizione è stata visitata da oltre 3000 persone che hanno apprezzato le oltre 100 opere di maestri dell’arte antica quali Campi, Baschenis, Ceruti, Figino, Recco, Ruoppolo, Stanchi, che dialogano con autori moderni e contemporanei, da Magritte a de Chirico, da Manzoni a Fontana, a Lichtenstein, fino a Andy Warhol. Ottimo è stato anche il riscontro da parte delle scuole con la presenza di 900 studenti e 25 laboratori didattici condotti da operatori specializzati. La qualità del progetto scientifico è inoltre avvalorata dalla positiva risposta della stampa. Notizie e recensioni della rassegna bresciana sono già apparsi sui principali quotidiani nazionali (Corriere della Sera, La Repubblica, La Stampa, Il Messaggero, Il Fatto quotidiano, Libero, Il Giornale, Il Sole 24ore).

LA MOSTRA – L’esposizione, in programma fino al 14 giugno 2015, offre al pubblico l’occasione di compiere un viaggio alla scoperta della rappresentazione del cibo e degli alimenti nelle varie epoche storiche, attraverso oltre 100 opere di maestri dell’arte antica quali Campi, Baschenis, Ceruti, Figino, Recco, e di quella moderna e contemporanea, da Magritte a de Chirico, da Manzoni a Fontana, a Lichtenstein, fino a Andy Warhol. L’evento che segna il forte legame che unisce il cibo alle arti figurative e coniuga la tradizione enogastronomica con la cultura artistica italiana, in un arco temporale di oltre quattro secoli, ha saputo inoltre unire nel consenso buona parte della stampa italiana, da nord a sud, dalla Gazzetta di Parma al Corriere Adriatico, dalla Nuova Sardegna alla Sicilia, dal Piccolo alla Gazzetta del Sud. L’editoria periodica non ha dimenticato di apprezzare le varie iconografie correlate alla rappresentazione del cibo che gli artisti hanno affrontato con estro e originalità, dal secolo Barocco fino alle avanguardie del Novecento; esemplare in questo senso, il servizio di Panorama, o l’articolo su Sette-Corriere della Sera, o le segnalazioni su Oggi, Marie Claire, Tu Style, Amica e altro.

IL PERCORSO ESPOSITIVO – Il percorso espositivo, ordinato secondo un criterio iconografico e cronologico, rivela quanto i pittori attivi tra XVII e XIX secolo amassero dipingere i cibi e i piatti tipici delle loro terre d’origine, e fa scoprire pietanze e alimenti oggi completamente scomparsi di cui è difficile immaginare anche il sapore. Inoltre, grazie alla collaborazione con alcuni dei più rinomati dipartimenti di Scienze Alimentari delle Università italiane, che analizzano in maniera scientifica le tavole imbandite e le dispense immortalate nelle tele del ‘600 e ‘700, si possono attingere preziose informazioni sull’alimentazione e i gusti dell’epoca. Dieci sono le sezioni tematiche: L’allegoria dei cinque sensi, Mercati dispense e cucine, La frutta, La verdura, Pesci e crostacei, Selvaggina da pelo e da penna, Carne salumi e formaggi, Dolci vino e liquori, Tavole imbandite, Il cibo nell’arte del XX secolo.

Tra i capolavori che si possono ammirare in mostra si segnalano i “Mangiatori di ricotta” di Vincenzo Campi, “il Piatto di pesche” di Ambrogio Figino (la prima natura morta della Storia dell’Arte italiana, dipinta circa un lustro prima della Canestra di Caravaggio), quello che la critica specialistica ritiene essere il più importante pendant di nature morte di Giacomo Ceruti detto Pitocchetto (mai esposto in pubblico prima d’ora), il Tavolo con angurie del pittore divisionista Emilio Longoni e l’Ultima Cena di Andy Warhol, un acrilico su tela che reinterpreta in chiave pop il Cenacolo di Leonardo. Bertozzi & Casoni, assoluti maestri della scultura in ceramica policroma presentano sette opere ricche di citazioni, da Warhol a Manzoni, a Spoerri, in grado di illustrare in modo emblematico, quindici anni di produzione creativa. Chiude idealmente la visita la spettacolare Piramide alimentare, installazione appositamente realizzata per l’occasione dall’artista Paola Nizzoli Desiderato.

3 febbraio 2015

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