Il catalogo ragionato delle opere di de Chirico

Giorgio de Chirico, dopo 27 anni esce il nuovo catalogo con 160 inediti

Il Catalogo Generale Giorgio de Chirico, edito dalla Maretti Editore, contiene un cospicuo numero di opere inedite. E’ ordinato in senso cronologico: il materiale raccolto per la prima volta costituisce una panoramica completa dell’opera dell’artista...

E’ uscito a luglio il nuovo catalogo dedicato alle opere inedite di Giorgio de Chirico, a a 36 anni dalla scomparsa del Maestro e 27 anni dopo l’ultimo volume del Catalogo Generale di Claudio Bruni Sakraischik, non più disponibile in commercio. La nuova edizione propone ben 450 lavori tra pittura e disegni dal 1912 al 1976

MILANO – Il Catalogo Generale Giorgio de Chirico, edito dalla Maretti Editore, contiene un cospicuo numero di opere inedite. E’ ordinato in senso cronologico: il materiale raccolto per la prima volta costituisce una panoramica completa dell’opera dell’artista e delle varie ricerche tematiche, stilistiche e tecniche. Dopo anni di lavoro da parte dell’apposito Comitato per le autentiche è stata decisa la pubblicazione del materiale archiviato con un primo volume di opere non pubblicate nel precedente Catalogo Generale. Insieme a opere famose, moltissime sono quelle sconosciute al grande pubblico in quanto appartenenti a collezioni private, quindi fuori anche dall’ambito degli studi. Tra gli inediti, si potranno ammirare opere sorprendenti, nuove idee o combinazioni diverse di elementi e soggetti già noti, anche per ciò che riguarda la tecnica.

IL CATALOGO – La maggior parte delle opere sono riprodotte a colori, e dove non è stato possibile rintracciare un’immagine di qualità sufficiente, l’opera è pubblicata in bianco e nero. Tutte le opere sono state archiviate tra quelle ritenute autentiche del Maestro con il possibile periodo di esecuzione. Delle 450 opere, è stata compilata una bibliografia specifica per circa 290 immagini, mentre 160 risultano allo stato attuale inedite. Il catalogo dà maggior spazio alla pittura, eseguita con tecniche varie, mentre sono ‘solo’ 35 sono i disegni a matita o a china su carta (di cui 10 inediti), oltre a un insieme di acquerelli databili tra il 1917 e il 1976 .

LOTTA CONTRO I FALSI – Con la propria attività, la Fondazione Giorgio e Isa De Chirico, intende diffondere e approfondire la conoscenza dell’opera di Giorgio de Chirico che implica anche un doveroso impegno nel cercare di arginare il fenomeno ricorrente dei falsi. La comunicazione di notizie relative a questa attività illecita è un mezzo efficace per accrescere la conoscenza del problema. A questo fine, é stata presa l’insolita decisione di pubblicare nel presente catalogo un insieme di dipinti e disegni falsi attribuiti a Giorgio de Chirico, (alcuni accertati falsi dalla Magistratura, altri per i quali era stato disposto il sequestro ma non reperiti, altri ritenuti non-autografi e come tali non archiviati dalla Fondazione), con l’auspicio che ciò possa contribuire alla preservazione dell’integrità artistica dell’opera e alla tutela dei collezionisti e delle istituzioni.

FALSO D’AUTORE – Un colossale quadro falso attribuito a Giorgio de Chirico, Die Melancholie der Abreise (La melanconia della partenza), datato 1913, è stato esposto nella mostra ”Die Andere moderne. De Chirico-Savinio”, al Kunstsammlung Nordrhein-Westfalen di Düsseldorf nell’autunno del 2001. Per sostenere l’autenticità del falso, eseguito su tela antica, è stato dato lo stesso nome e datazione di un’opera esposta al Salon des Indépendants del 1913 a Parigi (storicamente non identificata). Il sequestro del falso fu ordinato dalla magistratura ma rimase in seguito per non essere stato reperito dagli inquirenti. Il compianto professor  Wieland Shmied, uno dei curatori della Mostra, poco prima della sua scomparsa, ebbe a confermare la falsità dell’opera, inserita nella mostra a sua insaputa.

GIORGIO DE CHIRICO – Giorgio de Chirico nacque a Vòlo, in Grecia, il 10 luglio 1888 da benestanti genitori italiani: il padre, Evaristo de Chirico, era un ingegnere ferroviario palermitano, tra i principali realizzatori della prima rete ferroviaria in Bulgaria ed in Grecia; la madre, Gemma Cervetto, era una ricca donna genovese. Nel 1891 ad Atene nasce il fratello Andrea Alberto, che assumerà dal 1914 lo pseudonimo di Alberto Savinio per la sua attività di musicista, letterato e pittore. Giorgio si iscrisse al Politecnico di Atene per intraprendere lo studio della pittura, studio che continuerà all’Accademia di belle arti di Firenze ed infine dal 1906 all’Accademia delle belle arti di Monaco di Baviera. In questo periodo conobbe la pittura di Arnold Böcklin e dei simbolisti tedeschi. Nell’estate del 1909 si trasferì a Milano dove rimase sei mesi e all’inizio del 1910, si recò a Firenze dove dipinse la sua prima piazza metafisica, ‘Enigma di un pomeriggio d’autunno’, nato dopo una visione che ebbe in Piazza Santa Croce. Nel 1911 de Chirico raggiunge il fratello Alberto a Parigi dove conosce i principali artisti dell’epoca, comincia quindi a dipingere quadri con uno stile più sicuro. Subisce l’influenza di Gauguin da cui prendono forma le prime rappresentazioni delle piazze d’Italia. Tra il 1912 e il 1913 la sua fama si propaga, anche se ancora non ottiene un adeguato successo economico. In questo periodo comincia a dipingere i suoi primi manichini. Negli anni parigini, Giorgio dipinge alcune delle opere pittoriche fondamentali per il ventesimo secolo. Allo scoppio della Prima Guerra Mondiale i fratelli de Chirico si arruolano volontari e vengono inviati a Ferrara. Dopo un primo periodo di disorientamento dovuto al cambiamento di città, Giorgio rinnova la propria pittura, non dipinge più grandi piazze assolate ma nature morte con simboli geometrici, biscotti e pani. Negli anni Cinquanta la sua pittura è caratterizzata da autoritratti in costume di tipo barocco e dalle vedute di Venezia. Muore a Roma il 20 novembre del 1978 al termine di una lunga malattia.

23 agosto 2014

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