”Geografie”, l’architettura delle città vista attraverso l’obiettivo di Marco Zanta

Inaugurerà questa sera alle 19 presso la galleria Anteprima d'arte contemporanea di Roma la personale del fotografo Marco Zanta dal titolo ''Geografie''...
L’esposizione, che inaugurerà questa sera, è allestita presso la galleria Anteprima d’arte contemporanea di Roma ed è curata da Camilla Boemio

MILANO – Inaugurerà questa sera alle 19 presso la galleria Anteprima d’arte contemporanea di Roma la personale del fotografo Marco Zanta dal titolo “Geografie”, curata da Camilla Boemio. L’esposizione sarà visitabile sino al 31 gennaio prossimo.

L’ESPOSIZIONE – La personale “Geografie” di Marco Zanta è stata pensata come un corpo polivalente nel quale l’intera città diventa quello che Cedric Price ha definito come “città – cervello”. Sono le mutazioni della città che spostano il punto di osservazione; l’architettura bilancia tutti gli elementi indicando il passare del tempo, un valore per l’esistenza umana. Le sue geografie appartengono ad una visione allargata, nella quale il visitatore si imbatte in un modello ideale nel quale si fondano linee, palazzi, strade, per diventare un unicum.

GLI SCATTI IN MOSTRA – I tre scatti del 2008 della serie Urban Europe vengono presentati con degli inediti ultimi lavori. Nell’esposizione il Maxxi si fonde con Bilbao e Manchester, il contrasto cromatico dell’acciaio e dell’architettura di Londra e la linearità della struttura di Ponzano. Qui l’architettura diventa azione liberatrice ed artefice del miglioramento della vita dell’ uomo; facendo pensare l’impensabile alla gente comune; stimolando l’oltre anche nelle abitudini della vita di tutti i giorni; mostrando l’architettura come mezzo per alimentare il cambiamento, la crescita intellettuale e lo sviluppo sociale.

LA FOTOGRAFIA SECONDO L’AUTORE – Per Zanta la fotografia è sempre stata un modo per appropriarsi del mondo. Ha sempre visto la fotografia come un dono per conoscere e per conservare, nel senso più ampio del termine, non solo le nostre memorie ma anche i gesti, gli sguardi, per potersi appropriare di ciò che ci sta attorno. Zanta, come i fotografi della generazione precedente alla sua quali Luigi Ghirri, Mimmo Jodice e Gabriele Basilico interpreta lo spazio urbano interrogandosi sulla rappresentazione del paesaggio e soprattutto sul rapporto tra linguaggio fotografico e progettazione architettonica.

7 novembre 2013

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