Dal Rinascimento alle avanguardie, una mostra a Venezia illustra com’è cambiato il volto della città

Gli spazi al secondo piano del Museo Correr, fino al 18 maggio 2014, si aprono alla rievocazione dell'universo urbano europeo, dal Cinquecento alla fine del Settecento, con la mostra ''L'immagine della città europea dal Rinascimento al Secolo dei Lumi''...

“L’immagine della città europea dal Rinascimento al Secolo dei Lumi”  è in mostra al Museo Correr di Venezia fino al 18 maggio

MILANO – Gli spazi al secondo piano del Museo Correr, fino al 18 maggio 2014, si aprono alla rievocazione dell’universo urbano europeo, dal Cinquecento alla fine del Settecento, con la mostra “L’immagine della città europea dal Rinascimento al Secolo dei Lumi”, curata da Cesare de Seta, profondo conoscitore di questo tema a cui ha dedicato fondamentali contributi storico-critici.
 
LA MOSTRA – In un percorso “unico” viene in tal modo offerta ai visitatori l’opportunità di conoscere l’evolversi e i cambiamenti iconografici che il tema della raffigurazione della città ha subito nel corso dei secoli, dalla visione rinascimentale alla concezione dinamica delle avanguardie del primo ‘900. Sin dal Medioevo il tema della città è stato un soggetto privilegiato dalla pittura europea, che ne ha esaltato il valore di propaganda delle virtù dello Stato. La mostra raccoglie dunque immagini globali della città, topografie dipinte e disegnate da mani espertissime, di grande impatto qualitativo e spettacolare, che per secoli sono state l’unico o il più suadente e immediato mezzo per mostrare la bellezza e la ricchezza delle maggiori città d’Europa.
 
IMAGO URBIS – Partendo dall’Italia che per prima – grazie all’invenzione della prospettiva – introduce l’imago urbis come affascinante manifesto delle ambizioni di papi, principi o sovrani, si potranno idealmente visitare, seguendo un itinerario cronologico, città che il tempo ha completamente trasformato o che in larga parte non esistono più e di cui il visitatore potrà riscoprire, grazie a queste rare e preziose opere, la forma del tessuto urbano originale.

SCOPERTA DI CITTA’ ITALIANE E STRANIERE – Così in mostra tavole, tele, incisioni, atlanti e disegni, tutte opere provenienti da prestigiose collezioni italiane e straniere selezionate dal curatore, accompagneranno lo spettatore in un viaggio pieno di sorprese, attraverso il tempo e lo spazio, tra le capitali europee e le città italiane: da quel “monumento xilografico” che è la Venetie MD di Jacopo de’ Barbari alle vedute di Firenze, Roma, Napoli, Genova, Siracusa di Gaspar van Wittel, Didier Barra, Alessandro Baratta, Jacob Philippe Hackert; dalle spettacolari rappresentazioni di Varsavia di Bernardo Bellotto fino agli scorci della Londra del XVIII secolo.

ARTE E SCIENZA – In questo furor urbis, si passerà dal periodo in cui arte e scienza vanno ancora a braccetto, tra il XVI e il XVII secolo, per assicurare rappresentazioni basate su nuovi e più precisi rilievi, alla fase del loro “lento divorzio” nel Secolo d’Oro, quando la topografia diventa disciplina con proprio statuto e si passa dalla veduta d’impianto prospettico alla vera e propria “pianta”. Van Wittel – non a caso ben rappresentato in mostra – dà il segno, con la sua opera, di questo lento passaggio, esordendo come topografo quando giunge a Roma nel 1675 e divenendo il padre del vedutismo europeo, seguito da tanti artisti che con il loro talento resistono all’avanzata della scientia nova. Un ricco volume con contributi critici di Wouter Bracke, Jean Boutier, Massimo Cacciari, Cesare de Seta, Maria Iaccarino, Fernando Marias, Lucia Nuti, Matteo Palumbo, Bernd Roeck, Daniela Stroffolino accompagnerà la mostra. Edizione SKIRA-Milano 2014.

20 febbraio 2014

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