Intervista all'artista Davide Vecchiato, in arte Diavù

Da Singapore a Roma, alla scoperta della street art

È tra le esperienze artistiche contemporanee più interessanti quella che sta avendo come luogo non più le gallerie e i musei, ma le strade: è la street art. Gli artisti che la creano diventano ogni giorno più famosi...

MILANO – È tra le esperienze artistiche contemporanee più interessanti quella che sta avendo come luogo non più le gallerie e i musei, ma le strade: è la street art. Gli artisti che la creano diventano ogni giorno più famosi e così, un po’ ovunque, è nata la necessità e la voglia di organizzare veri e propri tour. I luoghi urbani diventano sale di musei tra cui muoversi e ammirare un’opera con una guida esperta che ne parla. Se invece la presenza di una guida stufa, si possono scaricare le applicazioni dedicate o le mappe interattive. A piedi o in bici questi tour raccontano realtà e quartieri attraverso la street art. Madre putativa di Bansky, Bristol è da 30 anni il luogo per eccellenza dei graffiti e della street art. “Andare a Bristol e non fare un tour per la street art e i graffiti – scrivono nella promozione del tour – è come andare in Italia e non mangiare la pizza”. Il tour per le opere della città dura due ore.

Nella capitale francese è Underground Paris a organizzare tour di street art per la città. Ci sono Paesi in cui la street art è tollerata, altri in cui è severamente vietata come a Singapore dove c’è zero tolleranza. Qui però il lituano Ernest Zacharevic è riuscito a creare una sequenza di opere in spazi privati che sono diventate un vero e proprio mini tour tra bambini in groppa ad asini e carrelli della spesa inseriti nel muro. Se qualcuno si dovesse trovare a Singapore ecco gli indirizzi da percorrere: Intersection of Joo Chiat Terrace and Everitt Road (Jousting Painters); Along Victoria Street (Boy Peeping Out of Window, Boy Climbing, Children in Shopping Trolleys, Girl and the Lion Cub)

 

La capitale italiana non rimane indifferente a quello che sta avvenendo. Considerato orami un punto fermo per gli amanti o semplici curiosi di street art, MURo è il museo di Urban Art ideato dall’artista Davide Vecchiato, in arte Diavù, nel 2010. Un museo a cielo aperto site-specific e community-specific nato nel quartiere periferico del Quadraro dove le opere sono prima discusse con gli abitanti del territorio. MURo organizza tour a piedi (10€) o in bicicletta (20 €) “che per noi – dichiara Diavù – non si traducono in guadagno, bensì muovono una microeconomia che coinvolge realtà differenti.


Perché un tour tra i murales?

Per l’identica ragione per cui si organizzano tour nei musei. I murales hanno diverse chiavi di lettura: è responsabilità degli addetti ai lavori parlarne e offrire ai visitatori l’accesso a queste. Oltre al livello emozionale, ovvero il dialogo tra artista e osservatore che l’opera instaura – che resta l’esperienza più importante – in un progetto come il MURo esistono varie ragioni per cui è stato chiamato un artista e ci sono varie relazioni tra il singolo murale e la storia del territorio.

 

Che reazioni hanno gli avventori?

Gli adulti sono attratti dal progetto in sé e dal suo intento sociale e politico di restituire gli spazi urbani ai legittimi proprietari, i cittadini, sotto forma di opere d’arte. Muri scrostati che nessuno considera diventano, grazie agli artisti, dipinti di una collezione d’arte contemporanea di cui tutti siamo beneficiari e che parlano della nostra storia.  Questa è una piccola rivoluzione che non si può ignorare. Sono poi affascinati dalle storie che quei muri raccontano, da quanto passato quelle immagini riescono a disseppellire, e fanno domande soprattutto sui significati dei murales.

 

E i bambini?

A loro è raccontata una storia parallela, una grande favola che narra per metafore i significati delle opere e che ha come protagonisti i personaggi ritratti sui murales. Si arriva insomma allo stesso risultato: illustrare le storie dei luoghi e delle persone che li hanno abitati (ovviamente ai bimbi non si raccontano né la deportazione nazifascista del 1944 che il Quadraro subì). 

 

C’è una reazione che ti è rimasta più impressa?

In un tour da curatore, una ragazza mi ha chiesto in che maniera fossimo intenzionati a rapportarci con le comunità di immigrati. Dalla discussione mi sono nate una serie di idee che realizzeremo coinvolgendo famiglie che vivono in zona provenienti da altre aree del mondo e artisti delle stesse aree.

Poi in un tour fatto con 60 bambini di una scuola materna ho ammirato quanto fossero educati e composti malgrado il caldo che faceva e con quanto amore le maestre hanno gestito un bimbo diversamente abile pur di fargli terminare il giro.

 

Avete in programma di estendere i tour anche in altre zone di Roma?

Abbiamo in programma di estendere il progetto MURo invitando artisti a dipingere in altri quartieri della città, con l’intenzione di instaurare collaborazioni con le realtà attive nei quartieri in questione, come abbiamo già iniziato a fare a Torpignattara (murales all’ex Cinema Impero) e a Finocchio (v il murale antimafia alla Collina della Pace). In seguito ai nuovi lavori si penserà a pubblicare nuove mappe e guide e a strutturare nuovi tour.

Federica Rondino

18 luglio 2014

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