In programma a Palazzo Martinengo

Da Moretto a Ceruti, la grande arte a Brescia con la mostra evento che mette insieme 100 capolavori dalle collezioni private della città

Per la prima volta una selezione di 100 dipinti antichi di altissima qualita' provenienti dalle piuì importanti raccolte private della citta' e della provincia di Brescia, per offrire al pubblico l'opportunita', pressoche' irripetibile...

Palazzo Martinengo di Brescia fino al primo giungo presenta la grande mostra “MORETTO, SAVOLDO, ROMANINO, CERUTI 100 capolavori dalle collezioni private bresciane”

MILANO – Per la prima volta una selezione di 100 dipinti antichi di altissima qualità provenienti dalle più importanti raccolte private della città e della provincia di Brescia, per offrire al pubblico l’opportunità, pressoché irripetibile, di entrare in contatto con il mondo segreto e inaccessibile delle dimore bresciane, scrigni di tesori d’arte di inestimabile valore, compiendo un viaggio emozionante dal Rinascimento al Manierismo, dal Barocco al Rococò. Fino al 1° giugno 2014, Palazzo Martinengo a Brescia ospita la grande mostra “MORETTO, SAVOLDO, ROMANINO, CERUTI. 100 capolavori dalle collezioni private bresciane”. L’esposizione vanta un comitato scientifico internazionale riunito dal curatore Davide Dotti, che annovera Pierre Rosenberg (Accademico di Francia, già direttore del Louvre di Parigi), Mina Gregori (prof.ssa emerita Università di Firenze), Claudio Strinati (già Soprintendente del Polo Museale Romano), Andres Ubeda (conservatore della pittura italiana e francese del Museo del Prado, Madrid), Zsusanna Dobos (conservatore della pittura italiana Museo di Belle Arti, Budapest), John T. Spike (College of William and Mary, Williamsburg, Virginia, USA), Renata Stradiotti (già Direttrice dei Musei Civici di Brescia) e Angelo Loda (Soprintendenza Mantova-Brescia-Cremona).

LA MOSTRA – La mostra, che presenta in anteprima i più significativi ritrovamenti compiuti negli ultimi anni di ricerche che, in taluni casi, hanno consentito di riportare alla luce capolavori di cui si erano perse le tracce, consente anche di effettuare un viaggio attraverso secoli di storia dell’arte esplorando le differenti correnti pittoriche succedutesi nel corso del tempo – dal Rinascimento al Manierismo, dal Barocco al Rococò – di apprezzare le varie iconografie affrontate con estro e originalità dagli artisti, di istituire in città e in provincia dei percorsi monotematici quali “Romanino in Valcamonica”, “Moretto in città”, “Gian Giacomo Barbelli in Franciacorta”, “Andrea Celesti sul lago di Garda”, “Tiepolo e Pittoni nella bassa bresciana”, nonché di creare legami con le Pinacoteche diffuse sul territorio bresciano, come il Museo Lechi di Montichiari. Tra il XV e il XVI secolo, si è vissuta in Italia una straordinaria stagione artistica; protagonisti di questo momento furono tre soggetti – gli artisti, i committenti e i collezionisti – legati tra di loro dal comune denominatore del “gusto per il bello”. Da un lato, gli artisti, con estro creativo e perizia tecnica, diedero alla luce opere che ancor oggi sanno emozionare chi le ammira; dall’altro, i committenti, appartenenti alle gerarchie ecclesiastiche, alla nobiltà o alle classi medie arricchitesi col fiorire dei commerci, investirono parte dei loro capitali commissionando dipinti, sculture e arredi destinati ad abbellire chiese e palazzi, ville e castelli; infine i collezionisti, raffinati esteti dotati di una particolare sensibilità per il bello, costituirono durante la loro vita dei veri e propri “musei privati” che talvolta, spinti da un nobile intento educativo e da un forte senso civico, donarono alla propria città.

L’ARTE E IL COLLEZIONISMO A BRESCIA – Brescia è stata – e lo è ancora oggi – patria di un colto e raffinato collezionismo, silenzioso e riservato, che può essere suddiviso in due distinte categorie: quello di estrazione nobiliare e quello frutto dell’intuito e della passione per l’arte di grandi industriali, stimati professionisti e notabili che, quadro dopo quadro, hanno formato collezioni in alcuni casi uniche nel loro genere per varietà e qualità. Nella scelta dei dipinti, l’attenzione si è focalizzata sui maestri che hanno rappresentato la gloria della scuola pittorica bresciana dal ‘400 al ‘700: da Foppa al Moretto, da Savoldo al Romanino, da Faustino Bocchi a Pietro Bellotti, da Andrea Celesti ad Antonio Cifrondi, a Giacomo Ceruti, di cui verranno esposte per la prima volta opere inedite, affiancate ad altre già note alla critica tra cui alcune tele del famoso “ciclo di Padernello”.

2 maggio 2014

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