ARTE - La mostra da non perdere

”Da Cimabue a Morandi”, alla scoperta dei grandi maestri dell’arte nel cuore di Bologna

“Da Cimabue a Morandi. Felsina Pittrice” è la grande mostra-evento dell’anno curata da Vittorio Sgarbi e ospitata a Palazzo Fava a Bologna, dove rimarrà fino al 17 maggio 2015. Nelle splendide sale affrescate dai Carracci e dalla loro scuola...

La mostra si propone di far convergere in una unica sede espositiva, Palazzo Fava, quanto di più significativo la città di Bologna ha realizzato in campo artistico ed ha acquisito nel corso di oltre sette secoli. Una meditata selezione di opere, da Cimabue a Morandi, consente di mettere in risalto la specificità di Bologna in ambito artistico, che la rende un centro tra i più importanti dell’arte italiana ed europea

 
MILANO – “Da Cimabue a Morandi. Felsina Pittrice” è la grande mostra-evento dell’anno curata da Vittorio Sgarbi e ospitata a Palazzo Fava a Bologna, dove rimarrà fino al 17 maggio 2015. Nelle splendide sale affrescate dai Carracci e dalla loro scuola, sarà possibile ammirare duecento opere provenienti da chiese, istituzioni e importanti collezioni private, che illustrano, nel loro insieme, quanto di più significativo in campo artistico la città di Bologna ha realizzato nel corso di oltre sette secoli, mettendo in risalto quella specificità che l’ha resa uno dei centri più importanti della storia dell’arte italiana ed europea.

 
LA MOSTRA – Significativamente dedicata a Roberto Longhi, a ottant’anni dalla sua celebre lezione all’Università di Bologna (1934) sulla grande tradizione artistica della città, subordinata dalla critica a Firenze e a Venezia, l’esposizione intende riproporre i principi e il metodo dell’illustre studioso per intraprendere una sorta di viaggio dalla fine del Duecento al Novecento: da Cimabue a Giorgio Morandi, quest’ultimo consacrato proprio da Longhi come il primo pittore italiano del suo tempo. L’esposizione è anche un omaggio a Carlo Cesare Malvasia, e alla sua Felsina pittrice una delle fonti più importanti e autorevoli per la storia della conoscenza della pittura bolognese dal Medioevo all’età barocca, pubblicata a Bologna nel 1678.

 
GLI ARTISTI – La mostra raccoglie capolavori di artisti conosciuti in tutto il mondo: da Cimabue a Niccolò dell’Arca, da Vitale da Bologna al Parmigianino, dai Carracci a Guido Reni e Guercino, da Donato Creti a Antonio Canova, da Lucio Fontana e Arturo Martini a Giorgio Morandi. Attraverso le sale, sarà possibile seguire lo svolgimento della storia dell’arte a Bologna attraverso una ricca selezione di oltre centosessanta opere, tra dipinti e sculture, provenienti da chiese, musei comunali, istituzioni e importanti collezioni private.

 
Il fine è di segmentare una materia così vasta e articolata in episodi coerenti in modo tale da fornire al visitatore una duplice possibilità di lettura, sia dei momenti cruciali sia dello sviluppo complessivo della storia artistica cittadina, alla quale hanno contribuito in maniera determinante anche grandi artisti forestieri, primo tra tutti Raffaello, di cui si espone l’Estasi di santa Cecilia dipinta attorno al 1515 per la cappella funeraria fatta erigere da Elena Duglioli Dall’Olio nella chiesa di San Giovanni in Monte (oggi nella Pinacoteca Nazionale di Bologna). Accanto a questo capolavoro, figurano, in un avvincente percorso che tocca oltre sette secoli di storia, quelli dei più grandi artisti bolognesi o attivi in città, tra cui, solo per citare i più noti, Giotto, Giovanni di Balduccio, Vitale da Bologna, Nicolò dell’Arca, Marco Zoppo, Ercole de’ Roberti, Parmigianino, Amico Aspertini, Alfonso Lombardi, Girolamo da Carpi, Nicolò dell’Abate, Bartolomeo Passerotti, Ludovico Agostino e Annibale Carracci, Domenichino, Mastelletta, Guido Reni, Simone Cantarini, Guercino, Guido Cagnacci, Carlo Cignani, Giovanni Antonio Burrini, Marcantonio Franceschini, Donato Creti, Giuseppe Maria Crespi, Ubaldo e Gaetano Gandolfi, Antonio Basoli, Raffaele Faccioli, Renato Bertelli, Carlo Corsi e Giorgio Morandi.

 

 
17 febbraio 2015

 

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