ARTE - Il vademecum per aspiranti artisti

Come diventare artisti affermati, 12 suggerimenti per una carriera di successo nel mondo dell’arte

La vita da aspirante artista è un infinito mare di accordi precari, richieste commerciali e spietata competizione. Come farvi fronte?...

“Chi lavora con le sue mani è un lavoratore. Chi lavora con le sue mani e la sua testa è un artigiano. Chi lavora con le sue mani e la sua testa ed il suo cuore è un artista”

(San Francesco D’Assisi)

MILANO – La vita da aspirante artista è un infinito mare di accordi precari, richieste commerciali e spietata competizione. Come farvi fronte?

La casa editrice Phaidon è venuta in soccorso con “Akademie X: Lezioni di Arte e Vita”, una strepitosa raccolta di consigli per creativi emergenti da parte di affermati artisti (e modelli di comportamento), tra cui Marina Abramović (“Siete pronti per una Marina Abramović Memoir?”), Dara Birnbaum, Olafur Eliasson, Joan Jonas, Miranda July, Neo Rauch, e Richard Wentworth.

Artnet News ha spulciato il libro con l’obiettivo di distillare le perle di saggezza più utili, in modo da poter partire con il giusto piede. Ecco 12 utili consigli.

1. ‘Se desideri una vita normale, trovati un lavoro normale’ Sanford Biggers detta la regola, semplice e dolce.

 

2. Dan Graham mette in guarda dalle “ossessioni” da star system e sottolinea i comportamenti sbagliati rispetto a tutto ciò che è contenuto nei programmi MAF, “Master of Arts” attraverso 4 punti che devono essere ben chiari: 1.) L’enfasi del fare arte come un professionista in ‘carriera ‘piuttosto che sperimentare con passione. 2.) L’ossessione di trasformare l’artista in una futura ‘stella dell’arte.’ 3.) L’ossessione di applicare la logica accademica per l’arte, un buon esempio è l’uso eccessivo del mondo ‘problematizzare.’ 4.) L’insegnamento esclusivo dell’Arte Contemporanea che si trova nelle riviste in biblioteca.’

3. Katharina Grosse, su come mantenersi calmo e concentrato, afferma che ‘ è importante per i giovani artisti aver chiaro ciò che vogliono. Quando si pensa per quali gallerie si vorrebbe lavorare, bisogna prendere in considerazione in primo luogo che cosa si desidera: il successo finanziario, il comfort e il supporto, o l’eventuale la notorietà… Io, ad esempio, cerco galleristi che mi sfidino. Ho avuto la mia prima mostra presso una galleria quando avevo 35 anni. ‘

 

4. Carol Bove consiglia di a mantenere alto il livello intellettuale ma, allo stesso tempo, di divertirsi con leggerezza di spirito: “Crearsi uno spazio dove giocare e divertirsi senza un vera finalità, è fondamentale”.

 

5. Charles Gaines riassume alcune regole etiche molto semplici: ‘Nelle mie lezioni, non ci sono troppi consigli su cosa fare e non fare. A mio avviso l’arte non è esente però da una certa responsabilità morale. Perciò non fare nulla che sia illegale o che può nuocere a qualcuno. Non usare la tua arte per strumentalizzare o mezzo per diffondere il razzismo, l’omofobia o il sessismo. ‘

 

6. ‘La tua vita in questo momento è reale come non lo sarà mai. Non sarà certo più reale in futuro, quando si entra o esce dall’università o da una relazione o da un lavoro o da un pantano finanziario o da un problema di salute. In realtà, le cose che tieni dentro di te, tristi, imbarazzanti, noiose, stupide, dolorose, rappresentano il cuore di ciò che significa essere umani. Sono l’unica ragione per fare e per cui c’è bisogno di arte ‘, Miranda July su come si abbraccia la vita così com’è.

 

7. ‘Penso che l’arte possa essere fatta praticamente in ogni dove, quindi non credo sia necessario essere in un particolare contesto economico, culturale, o in uno spazio unico, o con specifici elementi a disposizione con cui fare arte. Le persone creative possono fare arte ovunque esse si trovino.’ Wangechi Mutu, sul perché si dovrebbe smettere di cercare scuse per non fare arte.

 

8. ‘Come alternativa al triste abbraccio del ‘fallimento’ in studio, dico invece, ‘menti.’ Lavora per un ideale o per un successo incompreso. Ma per l’amor di Dio, non lavorare per fallire ‘. Michelle Grabner, che non ascolta i consigli di Samuel Beckett.

 

9. ‘Se hai difficoltà a ritrovare o a mantenere la tua linfa creativa, è necessario incominciare da quello che si sa fare. […] Non sentirti in dovere di reinventare la ruota; sii paziente e qualcosa verrà fuori. Se hai una scadenza, cerca di non assecondare la tua insicurezza; porta a termine il lavoro, e attendi che le recensioni arrivino …prima di affrontare la profezia che si autoavveri riguardo al fatto che tu sia effettivamente un imbroglione.’ Michael Smith, riguardo al non essere il peggior nemico di se stesso.

 

10. ‘Decidere di essere un artista in ricerca non è una tendenza o una moda; non è una strategia curatoriale per mostrare le cose in uno spazio, ma un modo di vedere la vostra responsabilità nella pratica dell’arte e il vostro ruolo di artista nella società.’ Tania Bruguera, circa il concetto di arte “impegnata” ed essere, quindi, socialmente impegnati.

 

11. ‘Se potessi tornare indietro nel tempo e parlare con il me stesso a ventitré anni, il mio consiglio sarebbe triplice: viaggiare di più e più spesso per vedere ciò che l’arte veramente è, cercando di capire quali idee abbiamo “formato” il presente , e quali invece il passato; trascorrere più tempo facendo cose, e meno tempo a pensarci; e fare un lavoro migliore del semplice networking, rimanendo in contatto con le persone che mostrano interesse o amicizia.’ Lezioni di vita per gentile concessione di Thomas Lawson.

 

12. Smettete di fare ‘arte’ e iniziate a fare il vostro lavoro. […] E ‘così facile fare cose che sembrano arte, che si comportano come arte, si vendono come l’arte, ma alla fine non sono davvero arte, ma sono fantasmi, semplici merci o quantificabili frasi a effetto’. Stephanie Syjuco, riguardo allo stare alla larga dal formalismo Zombie e di trovare il proprio cammino.

 

29 aprile 2015

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