Work in progress al Colosseo

Colosseo, il Consiglio di Stato dà il via libera ai lavori di restauro

Il giudice amministrativo ha confermato la sentenza del Tar del Lazio rigettando il ricorso presentato dall'impresa Lucci, in conflitto col concorrente Gherardi. Il contenzioso riguardava le capacità tecniche...

I lavori di restauro del Colosseo, finanziati con un contratto di sponsorizzazione per un importo di 25 milioni di euro dal Gruppo Tod’s, possono proseguire. Lo ha deciso oggi il Consiglio di Stato, rifiutando l’istanza di ricorso presentata dall’impresa Lucci

MILANO – Il giudice amministrativo ha confermato la sentenza del Tar del Lazio rigettando il ricorso presentato dall’impresa Lucci, in conflitto col concorrente Gherardi. Il contenzioso riguardava le capacità tecniche dell’azienda in questione, ai fini del restauro di un monumento unico come il Colosseo, risalente al I secolo d.C.

IL RESTAURO – I lavori di restauro del Colosseo, sponsorizzati  dal Gruppo Tod’s di Diego Della Valle, per un importo di 25 milioni di euro possono dunque proseguire, in mano all’azienda Gherardi. La gara d’appalto, gestita dalla Soprintendenza per i beni archeologici di Roma già da tempo ha avviato gli interventi, tanto che il 7 luglio sono stati tolti i primi ponteggi. Il Colosseo torna piano piano a risplendere, dal giallo all’ocra, passando per il miele e l’avorio. Si è infatti conclusa la prima fase del restauro del monumento simbolo di Roma e nelle prossime settimane i turisti potranno tornare a fotografare la parte dell’Anfiteatro Flavio che affaccia su via dei Fori Imperiali. Per quanto riguarda le altre cinque arcate interessate dalle attività di restauro, il direttore dei lavori Rossella Rea, spiega che sono ancora in corso di pulitura, e che il primo dei tre appalti (che riguardano contestualmente la pulitura dei prospetti esterni e la sostituzione delle cancellate che chiudono le arcate del primo ordine), verrà’ consegnato il 2 marzo 2016.

LA TECNICA – Come spiega la Dottoressa Rea, il cantiere procede lentamente anche a causa dell’eccezionalità dei lavori, che richiedono dosi estreme di pazienza e accuratezza. I lavori di restauro consistono infatti nella nebulizzazione con acqua pura del prospetto di travertino: l’azione delle micro gocce scioglie la maggior parte dei depositi in 4-6 ore e fa risplendere il marmo. I restauratori intervengono poi vigilando il processo e spazzolando, con setole morbide e spugnette, i punti di sporco più resistenti. Infine si stucca il travertino scheggiato e si toglie il cemento utilizzato dalla metà del secolo scorso per precedenti interventi di restauro. Il restauro procede 10 arcate alla volta, fino a completarne tutto il perimetro.

IL COLOSSEO – Già nell’occhio del ciclone per le questioni legate alla mancanza di volontari che potessero garantirne l’apertura durante La Notte dei Musei, o durante il week-end, il Colosseo ritorna dunque in tribunale ma questa volta ne esce vincitore. Il nome Colosseo venne dato nel Medioevo all’anfiteatro Flavio, da sempre uno dei monumenti più noti di Roma, inaugurato da Tito nell’80 d.C.  Nella costruzione del monumento furono adoperati vari materiali: il travertino nei piloni degli archi e nella facciata esterna; il tufo nella vasta ingabbiatura che sosteneva le arcate interne; il mattone nelle volte dei meniani e delle gradinate. E proprio il travertino pare quello essere più bisognoso d’intervento.

14 luglio 2014

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